Le mute di cani si fermarono nelmomento in cui ci furono vicine, condotte da severi lavoratori. Alcuni minuti dopo, stavamo tutti attraversando gli enormi corridoi d'ingresso alle Camere di Rettificazione. Gli attendenti si movimentavano frettolosi.Alcuni ammalati erano portati all'interno.Non solamente Narcisa, Salústio e altri compagni si lanciavano al lavoro, pieni di amore fraterno, ma anche i Samaritani facevano del loro meglio nell'affanno di soccorrere i nuovi venuti. Alcuni ammalati aspettavano con rasegnazione mentre altri si lamentavano ad alta voce.Stavo dando anche ilmio aiuto, quando notai una vecchietta che cercava di scendere dall'ultimo veicolo con molta difficoltà. Osservandomi da vicino, esclamò, spaventata:-Abbi pietà, figlio mio! Aiutami per amore di Dio!...Mi avvicinai con interesse.-Croci!Credo! - continuò facendosi il segno della croce - grazie alla Provvidenza Divina che mi sono allontanata dal purgatorio...Ah! quei maledetti demoni che mi torturavano lì! Che inferno! Ma gli Angeli del Signore arrivano sempre.L'ho aiutata a scendere preso da estrema curiosità.Per la prima volta sentivo dei riferimenti all'inferno e al purgatorio uscire da una bocca che mi sembrava calma e sensata. Forse obbedendo alla malizia che mi era peculiare, chiesi:-Vieni da così lontano?Dimenticando le sagge raccomandazioni della madre di Lísias,parlando in questo modo ostentai aria di profondo interesse fraterno, così come avevo l'abitudine di fare in Terra.La povera creatura accorgendosi del mio interesse, cominciò a raccontarmi:-Da molto lontano, davvero. Sulla Terra, figlio mio, fui una donna di grande virtù; caritatevole e pia, pregai incessantemente con sincerità e devozione. a cosa si può contro le arti di Satana? Nel'uscire dal mondo mi vidi avvolta da esseri mostruosi che mi trascinarono in un vero vortice. Da principio implorai la protezione degli Arcangeli Celesti. Ma intanto quegli spíriti diabolici mi mantenevano prigioniera. Ma io non perdevo la speranza di essere liberata da un momento all'altro, dato che avevo lasciato dei denari per la celebrazione di messe mensili a mio suffragio.Obbedendo all'impulso vigoroso di occuparmi di temi che non mi riguardavano, insistetti:-Come sono interesanti le tue osservazioni! Ma non hai cercato di capire le ragioni del tuo lungo permanere in quelle regioni?-Assolutamente no - rispose facendosi il segno della croce,- come ti dissi quando ero sulla Terra feci il possibile per essere una buona religiosa. Ma sai bene che nessuno e completamente libero dai peccati. Come donna ricca, avrei potuto condurre una vita pacifica, se non fosse stato per i miei schiavi che spesso creavano disordini e provocazioni.Non potevo esitare nelle punizioni eccessivamente scrupolose date dai fattori ad ogni giorno. Non di raro, qualche negro moriva al palo della flagellazione, come avvertenza generale; altre volte ero obbligata a vendere le madri prigioniere separandole dei loro figli, per motivi di armonia domestica. In queste occasioni sentivo mordermi la coscienza, ma mi confessavo tutti i mesi quando il prete Amâncio visitava la nostra piantagione, e dopo la comunione mi sentivo liberata da questi errori veniali perché ricevevo l'assoluzione nel confessionale, e ingerendo la sacra particola mi mettevo,nuovamente a posto con tutti i miei doveri delmondo e con quelli di Dio.A questo punto,scandalizzato dall'espressione,cominciai a farla ragionare:-Sorella mia, questo tipo di pace spirituale era falsa. Davanti al Padre Eterno, i figlioli dei servi sono uguali a quelli dei signori.Ascoltandomi, lei batté i piedi autoritariamente e parlò, arrabbiata:-Questo no! Lo schiavo è schiavo.Se non fosse così, la religione ci avrebbe insegnato diversamente. Quindi se i vescovi avevano gli schiavi in casa loro, tanto più noi potevamo averli nelle nostre piantagioni! Chi dovrebbe lavorare la terra se non loro? E credimi che sempre ho concesso i miei "senzalas"(capannoni) come un vero onore! Nella mia piantagione non sono mai venuti sul cortile senza che io glielo avessi ordinato. il prete Amâncio,il nostro virtuoso sacerdote,una volta mi disse durante la confessione che gli africani sono le peggiori creature al mondo, nati esclusivamente per servire Dio in schiavitù. Allora immagini che io mi potessi riempire di scrupoli nel trattare con questo tipo di creature? Non dubitare gli schiavi sono esseri perversi figli di Satana! Arrivo ad ammirarmi da quanta pazienza ho avuto con questa gente nel tollerarli in Terra. E devo dichiarare che uscii quasi inaspettatamente dal corpo,per il trauma ricevuto dopo aver appreso il decreto della Principessa che aboliva questi banditi.(1)(1) La schiavitù venne abolita in Brasile il 13 maggio del 1888, con una legge firmata dalla Principessa Isabel, agendo come sostituta del padre l'Imperatore Pedro II, che era in viaggio all'estero(nota dei traduttori nel testo inglese)Sono passati molti anni ma mi ricordo perfettamente. Mi trovavo ammalata da molti giorni, quando il prete Amâncio portò questa notizia dalla città peggiorai subito. Come potevo rimanere nel mondo, vedendo questi criminali in libertà? Certo, loroavrebbero desiderato renderci schiavi a nostra volta, e piutosto di servire gente di questa specie non sarebbe stato meglio morire? Ricordo che mi confessai con difficoltà, ricevettile parole di conforto dal nostro sacerdote, ma sembra che i demoni siano anche africani, e vivevano spiandomi tutto il tempo, e sono stata obbligata a soffrire della loro la presenza fino ad oggi...-E quando arrivasti? - domandai.-Nel maggio 1888.Esperimentai una strana sensazione di spavento.L'interlocutrice fissò il suo debole sguardo all'orizzonte e disse:-È possibile che i miei nipoti abbiano dimenticato di pagare le messe; anche se ho lasciato le disposizioni testamentarie.Stavo per rispondere con nuove idee di fraternità e di fede, richiamandola così a ragionamenti superiori, ma Narcisa si avvicinò, e mi disse con benevolenza:-André,amico mio, mi sembra che tu abbia scordato che atiamo fornendo sollievo agli ammalati e ai perturbati. Quale profitto ti offriranno questo tipo di informazioni? I dementi parlano in modo incessante, e chi gli ascolta spende dell'attenzione spirituale, e non può essere più equilibrato di loro.Quelle parole vennero dette con tanta bontà che arrossii di vergogna, senza avere il coraggio di rispondere.-Non ti impressionare - esclamò l'infermiera delicatamente -, accudiamo i fratelli perturbati.-Ma sta accludendo anche me in questo numero? - domandò la vecchietta offesa.Però, Narcisa, dimostrando le sue eccellenti qualità di psicologia, prendendo una espressione di affettuosa fraternità esclamò:-No, amica mia,non dico questo;però credo che tu debba essere molto stanca dopo una permanenza così lunga in purgatorio...-Giustamente, giustamente - chiari la nuova arrivata dall'Umbral -, non immagina quanto soffrii, torturata dai demoni...La povera creatura avrebbe continuato con il ripetere la stessa storia,ma Narcisa, insegnandomi come comportarmi in tali circostanze, tagliò:-Non commentare il male. Già so tutto a riguardo delle tue sofferenze amare e dolorose. Riposati, mentre mi prendo cura di te.E nello stesso istante, di diresse a uno degli ausiliari, con naturalità:-Tu, Zenóbio, vai al dipartimento femminile e chiama Nemésia a nome mio, affinché conduca quest'altra sorella ai letti di cura.Nota di uno dei traduttori della versione in italiano:UN POCO SULLA SCHIAVITÚ IN BRASILELa schiavitù incominciò nel XVI secolo. I portoghesi portarono gli schiavi dall'Africa per utilizzargli come mano d'opera negli zuccherifici del Nord Est.Il trasporto veniva fatto mettendoli nella stiva delle navi negriere.Situati in condizioni disumane,molti morivano prima di arrivare in Brasile, e i loro corpi venivano gettati in mare.Negli zuccherifici o nelle miniere d'oro(XVIII secolo) erano trattati nel peggiore dei modi. Abitavano nelle "senzalas", che erano capannoni scuri, umidi e con poca igiene; incatenati per non lasciarli fuggire. Erano frequentemente puniti, essendo la flagellazione la pena più comune.Legati al tronco di un albero venivano frustati, a volte fino alla morte.Gli era proibito il praticare la loro religione, e nemmeno le loro feste e i loro rituali africani venivano accettati dai sacerdoti cattolici.Non potevano parlare la loro lingua, ma dovevano usare soltanto il portoghese.Le donne facevano i servizi domestici e allattavano i figli dei signori; anche loro soffrivano abbastanza.Erano comuni le rivolte nelle proprietà rurali e quando riuscivano nella fuga formavano le così dette "quilombos", dove potevano praticare la loro religione e parlare la loro lingua.Il più famoso fu il quilombo dei Palmares, il cui capo si chiamava Zumbi.Dopo la metà del XIX secolo l'Inghilterra ha approvato la legge Bill Aberdeen (1845), che proibiva il traffico di schiavi.Dopo questa legge, il Brasile ha approvato altre leggi, che portarono alla legge Aurea, firmata dalla Principessa Isabel, il 13 maggio 1888 mettendo una fine nella schiavitù.
CAPITOLO XXXIV - I NUOVI ARRIVATI DALL'UMBRAL
Le mute di cani si fermarono nelmomento in cui ci furono vicine, condotte da severi lavoratori. Alcuni minuti dopo, stavamo tutti attraversando gli enormi corridoi d'ingresso alle Camere di Rettificazione. Gli attendenti si movimentavano frettolosi.Alcuni ammalati erano portati all'interno.Non solamente Narcisa, Salústio e altri compagni si lanciavano al lavoro, pieni di amore fraterno, ma anche i Samaritani facevano del loro meglio nell'affanno di soccorrere i nuovi venuti. Alcuni ammalati aspettavano con rasegnazione mentre altri si lamentavano ad alta voce.Stavo dando anche ilmio aiuto, quando notai una vecchietta che cercava di scendere dall'ultimo veicolo con molta difficoltà. Osservandomi da vicino, esclamò, spaventata:-Abbi pietà, figlio mio! Aiutami per amore di Dio!...Mi avvicinai con interesse.-Croci!Credo! - continuò facendosi il segno della croce - grazie alla Provvidenza Divina che mi sono allontanata dal purgatorio...Ah! quei maledetti demoni che mi torturavano lì! Che inferno! Ma gli Angeli del Signore arrivano sempre.L'ho aiutata a scendere preso da estrema curiosità.Per la prima volta sentivo dei riferimenti all'inferno e al purgatorio uscire da una bocca che mi sembrava calma e sensata. Forse obbedendo alla malizia che mi era peculiare, chiesi:-Vieni da così lontano?Dimenticando le sagge raccomandazioni della madre di Lísias,parlando in questo modo ostentai aria di profondo interesse fraterno, così come avevo l'abitudine di fare in Terra.La povera creatura accorgendosi del mio interesse, cominciò a raccontarmi:-Da molto lontano, davvero. Sulla Terra, figlio mio, fui una donna di grande virtù; caritatevole e pia, pregai incessantemente con sincerità e devozione. a cosa si può contro le arti di Satana? Nel'uscire dal mondo mi vidi avvolta da esseri mostruosi che mi trascinarono in un vero vortice. Da principio implorai la protezione degli Arcangeli Celesti. Ma intanto quegli spíriti diabolici mi mantenevano prigioniera. Ma io non perdevo la speranza di essere liberata da un momento all'altro, dato che avevo lasciato dei denari per la celebrazione di messe mensili a mio suffragio.Obbedendo all'impulso vigoroso di occuparmi di temi che non mi riguardavano, insistetti:-Come sono interesanti le tue osservazioni! Ma non hai cercato di capire le ragioni del tuo lungo permanere in quelle regioni?-Assolutamente no - rispose facendosi il segno della croce,- come ti dissi quando ero sulla Terra feci il possibile per essere una buona religiosa. Ma sai bene che nessuno e completamente libero dai peccati. Come donna ricca, avrei potuto condurre una vita pacifica, se non fosse stato per i miei schiavi che spesso creavano disordini e provocazioni.Non potevo esitare nelle punizioni eccessivamente scrupolose date dai fattori ad ogni giorno. Non di raro, qualche negro moriva al palo della flagellazione, come avvertenza generale; altre volte ero obbligata a vendere le madri prigioniere separandole dei loro figli, per motivi di armonia domestica. In queste occasioni sentivo mordermi la coscienza, ma mi confessavo tutti i mesi quando il prete Amâncio visitava la nostra piantagione, e dopo la comunione mi sentivo liberata da questi errori veniali perché ricevevo l'assoluzione nel confessionale, e ingerendo la sacra particola mi mettevo,nuovamente a posto con tutti i miei doveri delmondo e con quelli di Dio.A questo punto,scandalizzato dall'espressione,cominciai a farla ragionare:-Sorella mia, questo tipo di pace spirituale era falsa. Davanti al Padre Eterno, i figlioli dei servi sono uguali a quelli dei signori.Ascoltandomi, lei batté i piedi autoritariamente e parlò, arrabbiata:-Questo no! Lo schiavo è schiavo.Se non fosse così, la religione ci avrebbe insegnato diversamente. Quindi se i vescovi avevano gli schiavi in casa loro, tanto più noi potevamo averli nelle nostre piantagioni! Chi dovrebbe lavorare la terra se non loro? E credimi che sempre ho concesso i miei "senzalas"(capannoni) come un vero onore! Nella mia piantagione non sono mai venuti sul cortile senza che io glielo avessi ordinato. il prete Amâncio,il nostro virtuoso sacerdote,una volta mi disse durante la confessione che gli africani sono le peggiori creature al mondo, nati esclusivamente per servire Dio in schiavitù. Allora immagini che io mi potessi riempire di scrupoli nel trattare con questo tipo di creature? Non dubitare gli schiavi sono esseri perversi figli di Satana! Arrivo ad ammirarmi da quanta pazienza ho avuto con questa gente nel tollerarli in Terra. E devo dichiarare che uscii quasi inaspettatamente dal corpo,per il trauma ricevuto dopo aver appreso il decreto della Principessa che aboliva questi banditi.(1)(1) La schiavitù venne abolita in Brasile il 13 maggio del 1888, con una legge firmata dalla Principessa Isabel, agendo come sostituta del padre l'Imperatore Pedro II, che era in viaggio all'estero(nota dei traduttori nel testo inglese)Sono passati molti anni ma mi ricordo perfettamente. Mi trovavo ammalata da molti giorni, quando il prete Amâncio portò questa notizia dalla città peggiorai subito. Come potevo rimanere nel mondo, vedendo questi criminali in libertà? Certo, loroavrebbero desiderato renderci schiavi a nostra volta, e piutosto di servire gente di questa specie non sarebbe stato meglio morire? Ricordo che mi confessai con difficoltà, ricevettile parole di conforto dal nostro sacerdote, ma sembra che i demoni siano anche africani, e vivevano spiandomi tutto il tempo, e sono stata obbligata a soffrire della loro la presenza fino ad oggi...-E quando arrivasti? - domandai.-Nel maggio 1888.Esperimentai una strana sensazione di spavento.L'interlocutrice fissò il suo debole sguardo all'orizzonte e disse:-È possibile che i miei nipoti abbiano dimenticato di pagare le messe; anche se ho lasciato le disposizioni testamentarie.Stavo per rispondere con nuove idee di fraternità e di fede, richiamandola così a ragionamenti superiori, ma Narcisa si avvicinò, e mi disse con benevolenza:-André,amico mio, mi sembra che tu abbia scordato che atiamo fornendo sollievo agli ammalati e ai perturbati. Quale profitto ti offriranno questo tipo di informazioni? I dementi parlano in modo incessante, e chi gli ascolta spende dell'attenzione spirituale, e non può essere più equilibrato di loro.Quelle parole vennero dette con tanta bontà che arrossii di vergogna, senza avere il coraggio di rispondere.-Non ti impressionare - esclamò l'infermiera delicatamente -, accudiamo i fratelli perturbati.-Ma sta accludendo anche me in questo numero? - domandò la vecchietta offesa.Però, Narcisa, dimostrando le sue eccellenti qualità di psicologia, prendendo una espressione di affettuosa fraternità esclamò:-No, amica mia,non dico questo;però credo che tu debba essere molto stanca dopo una permanenza così lunga in purgatorio...-Giustamente, giustamente - chiari la nuova arrivata dall'Umbral -, non immagina quanto soffrii, torturata dai demoni...La povera creatura avrebbe continuato con il ripetere la stessa storia,ma Narcisa, insegnandomi come comportarmi in tali circostanze, tagliò:-Non commentare il male. Già so tutto a riguardo delle tue sofferenze amare e dolorose. Riposati, mentre mi prendo cura di te.E nello stesso istante, di diresse a uno degli ausiliari, con naturalità:-Tu, Zenóbio, vai al dipartimento femminile e chiama Nemésia a nome mio, affinché conduca quest'altra sorella ai letti di cura.Nota di uno dei traduttori della versione in italiano:UN POCO SULLA SCHIAVITÚ IN BRASILELa schiavitù incominciò nel XVI secolo. I portoghesi portarono gli schiavi dall'Africa per utilizzargli come mano d'opera negli zuccherifici del Nord Est.Il trasporto veniva fatto mettendoli nella stiva delle navi negriere.Situati in condizioni disumane,molti morivano prima di arrivare in Brasile, e i loro corpi venivano gettati in mare.Negli zuccherifici o nelle miniere d'oro(XVIII secolo) erano trattati nel peggiore dei modi. Abitavano nelle "senzalas", che erano capannoni scuri, umidi e con poca igiene; incatenati per non lasciarli fuggire. Erano frequentemente puniti, essendo la flagellazione la pena più comune.Legati al tronco di un albero venivano frustati, a volte fino alla morte.Gli era proibito il praticare la loro religione, e nemmeno le loro feste e i loro rituali africani venivano accettati dai sacerdoti cattolici.Non potevano parlare la loro lingua, ma dovevano usare soltanto il portoghese.Le donne facevano i servizi domestici e allattavano i figli dei signori; anche loro soffrivano abbastanza.Erano comuni le rivolte nelle proprietà rurali e quando riuscivano nella fuga formavano le così dette "quilombos", dove potevano praticare la loro religione e parlare la loro lingua.Il più famoso fu il quilombo dei Palmares, il cui capo si chiamava Zumbi.Dopo la metà del XIX secolo l'Inghilterra ha approvato la legge Bill Aberdeen (1845), che proibiva il traffico di schiavi.Dopo questa legge, il Brasile ha approvato altre leggi, che portarono alla legge Aurea, firmata dalla Principessa Isabel, il 13 maggio 1888 mettendo una fine nella schiavitù.