Stavamo mettendo a posto l'equipaggiamento per il pattugliamento e prendendo gli animali, quando si fece udire la voce affettuosa di qualcuno al mio fianco:-André! Tu qui? Molto bene! Che bella sorpresa!...Mi sono voltato sorpreso e ho riconosciuto nel Samaritano che mi parlava in questo modo, il vecchio Silveira, una persona di mia conoscenza, a cui mio padre, un negoziante inflessibile, un giorno aveva espropriato tutti i suoi beni.In quel momento mi vergognai. Ho voluto salutarlo, rispondendo al suo gesto affettuoso, ma ilricordo di quel passato subito mi paralizzò. Non potevo fingere in quell'ambiente nuovo, dove la sincerità traspariva da tutto il nostro aspeto. Fu proprio Silveira che comprendendo la situazione mi venne in soccorso, aggiungendo:-Francamente, ignoravo che tu avessi lasciato il corpo e non avrei mai pensato di trovarti qui a Nostra Dimora.Dopo questa sua spontanea gentilezza riuscì ad abbracciarlo commosso ed a mormorare alcune parole di riconoscenza. Pensavo a qualche spiegazione da dare sul passato, ma non ci sono riuscito. In fondo desideravo chiedergli scusa per il comportamento di mio papà, che lo aveva portato ad un fallimento deisastroso. In quell'istante, tutto tornò alla mia mente. Era come rivedere un film.Mi sembrava di sentire ancora la signora Silveira, quando venne nella nsotra casa supplicante, chiarendo la situazione. Il marito era ammalato da tanto, aggravando così le loro difficoltà, e due dei suoi figli erano caduti ammalati anche loro. Le necessità erano ancora tante e il trattamento esigeva una somma considerevole.La poverina piangeva, portando il fazzolettino agli occhi. Chiedeva una dilazione, imnplorava una giusta dilazione. Si umiliava rivolgendo lo sguardo dolorante alla mia mamma, come a supplicare simpatia e soccorso dal cuore di un'altra donna. Mi sono ricordato che mia madre provò ad intervenire, con attenzione, chiedendo a mio papà di dimenticare quelle documentazioni firmate, trattenendolo da qualsiasi azione giudiziaria. Mio padre, però, abituato al successo nelle trasazioni su larga scala, non comprendeva le difficoltà del dettagliante.Era irrevocabile. Dichiarò che anche se dispiaciuto dei fatti, in quanto ai debiti non vedeva altra alternativa che portare avanti le disposizioni legali, e che avrebbe aiutato il cliente ed amico in un'altra maniera. Non poteva andare contro le norme ed i precedenti della sua ditta commerciale.I titoli avrebbero avuto il loro effetto legale. E consolava la sposa afflita, commentando la situazione di altri clienti che a suo parere era peggiore di quella del Silveira. Ricordavo gli sguardi di simpatia che mia mamma indirizzava alla sventurata postulante, immersa nelle lacrime. Mio papà era indifferente a tutte quelle suppliche, e quando lapovera donna se ne andò, sgridò mia madre con austerità proibendole qualsiasi intromissione nella sfera dei suoi affari commerciali.La povera famiglia andò completamente in rovina. Ricordo perfettamente l'istante in cui il pianoforte della signora Silveira venne portato via dalla loro casa per soddisfare le ultime esigenze dell'implacabile creditore. Avrei voluto scusarmi, ma tuttavia, non trovavo lefrasi giuste, perché anche io in quel periodo incoraggiai mio padre a consumare quell'ingiusto comportamento; considerando mia madre eccessivamente sentimentalista lo indussi a proseguire con 'lazione fino alla fine. Ero molto giovane ancora ed ero animato da sentimenti di vanità e di egoismo. Inaccessibile ai bisogni e alle sofferenze altrui. Vedevo soltanto i diritti della mia casa e niente di più. E su questo punto ero inamovibile. Inutili le argomentazioni di mia madre.Vinti nella lotta, i Silveira con umiltà e senza soldi si sono dovuti trasferire in una piccola cittadina, soffrendo le conseguenze del disastro finanziario. Non ho mai avuto notizie di quella famiglia, che certo avrebbe dovuto odiarci.Questi ricordi sfrecciavano nella mia testa con una velocità incredibile. In un momento ho riattraversato le ombre di tutto quel passato.E mentre a mala pena dissimulavo il mio disgusto, Silveira sorridendo mi richiamava alla realtà:-Visiti ancora il "vecchio"?Quella domanda, mettendo in luce un affetto spontaneo, ha fatto crescere la mia vergogna. Hochiarito che anche se lo desideravo tanto, non avevo avuto ancora tale soddisfazione.Silveira avvertì il mio imbarazzo e colpito forse dal mio stato intimo, si preparava per andarsene.Mi abbracciò gentimente e tornò al suo lavoro.Io molto sconcertato ho cercato narcisa, ansioso dei suoi consigli. Le parlai dettagliatamente di quel inatteso incontro. Lei mi ascoltò con pazienza e osservò affettuosamente:-Non trovi strano questo fatto. Anche io a suo tempo mi sono trovata nelle tue stesse condizioni. Ho avuto lafelicità di rincontrare qui la maggior parte delle persone che ho offeso nel mondo. Oggi so che questa è una benedizione del Signore, che ci offre una nuova opportunità per ristabilire le amicizie interrotte, riparando così quei legami spezzati della catena spirituale.E ritornanado ancor più categorica nell'insegnamento, mi domandò:-Tu approfittasti di tale bella opportunità?-Cosa vuoi dire? -ho domandato.-Ti sei scusato con Silveira? Guarda che è una gran felicità il riconoscere i propri sbagli.Hai già avuto modo di esaminare te stesso alla luce delle tue intenzioni, riconoscendoti come l'antico offensore, non perdere quest'opportunità di farti un amico. Vá mio caro, abbraccialo in un altro modo.Approfitta del momento, perché Silveira è molto occupato e forse non troverai tanto presto un'altra opportunità.Notando la mia indecisione, Narcisa aggiunse: -Non aver paura dell'insuccesso. Tutte le volte che usiamo i ragionamenti e i sentimenti per la pratica del bene, Gesù ci concede l'aiuto di cui abbiamo bisogno per aver successo. Prendi l'iniziativa. Intraprendi questa degna azione, qualsiasi sia essa rappresenta un onore legittimo per l'anima. Ricordati del Vangelo e vá alla ricerca del tesoro della rappacificazione.Più non ho esitato.Sono andato di corsa all'incontro con Silveira e gli ho parlato apertamente chiedendogli di perdonare mio padre e anche me per le offese e gli errori commessi.-Tu comprendi, - accentuai,- noi eravamo ciechi. In uno stato come quello niente altro potevamo ricercare se non il nostro proprio interesse. Quando i soldi si alleano con la vanità, Silveira, pochi evitano il sentiero sbagliato.Silveira molto commosso, non mi lasciò finire:-Ora, André, chi è esente dalle imperfezioni? Per caso tu credi che io vivessi esente dagli errori? Tuo padre per me, sopratutto, fu un vero istruttore. Io e i miei figli siamo in debito con lui, per le sue benedette lezioni sullo sforzo personale. Senza quella attitudine energica che ci ha sottratto le possibilità sul piano materiale, avremo fatto qualche progresso spirituale? Da questa parte, rinnoviamo tutti i nostri vecchi concetti sulla vita umana. I nostri avversari non sono più propriamente dei nemici ma bensì i nostri benefattori. Non lasciarti andare dei tristi ricordi.Guardiamo avanti alla vita infinita e al suo lavoro con il Signore.E fissandomi emozionato i miei occhi umidi, mi toccò leggermente in modo paterno e aggiunse:-Non perdere tempo con questo. Presto vorrei avere la soddisfazione di visitare tuo padre insieme a te.Allora lo abbracciai, e nel silenzio sperimentavo una nuova allegria nella mia anima. Mi è sembrato che in uno dei cassetti oscuri del mio cuore si accendesse una luce divina per sempre.
CAPITOLO XXXV - SINGOLARE INCONTRO
Stavamo mettendo a posto l'equipaggiamento per il pattugliamento e prendendo gli animali, quando si fece udire la voce affettuosa di qualcuno al mio fianco:-André! Tu qui? Molto bene! Che bella sorpresa!...Mi sono voltato sorpreso e ho riconosciuto nel Samaritano che mi parlava in questo modo, il vecchio Silveira, una persona di mia conoscenza, a cui mio padre, un negoziante inflessibile, un giorno aveva espropriato tutti i suoi beni.In quel momento mi vergognai. Ho voluto salutarlo, rispondendo al suo gesto affettuoso, ma ilricordo di quel passato subito mi paralizzò. Non potevo fingere in quell'ambiente nuovo, dove la sincerità traspariva da tutto il nostro aspeto. Fu proprio Silveira che comprendendo la situazione mi venne in soccorso, aggiungendo:-Francamente, ignoravo che tu avessi lasciato il corpo e non avrei mai pensato di trovarti qui a Nostra Dimora.Dopo questa sua spontanea gentilezza riuscì ad abbracciarlo commosso ed a mormorare alcune parole di riconoscenza. Pensavo a qualche spiegazione da dare sul passato, ma non ci sono riuscito. In fondo desideravo chiedergli scusa per il comportamento di mio papà, che lo aveva portato ad un fallimento deisastroso. In quell'istante, tutto tornò alla mia mente. Era come rivedere un film.Mi sembrava di sentire ancora la signora Silveira, quando venne nella nsotra casa supplicante, chiarendo la situazione. Il marito era ammalato da tanto, aggravando così le loro difficoltà, e due dei suoi figli erano caduti ammalati anche loro. Le necessità erano ancora tante e il trattamento esigeva una somma considerevole.La poverina piangeva, portando il fazzolettino agli occhi. Chiedeva una dilazione, imnplorava una giusta dilazione. Si umiliava rivolgendo lo sguardo dolorante alla mia mamma, come a supplicare simpatia e soccorso dal cuore di un'altra donna. Mi sono ricordato che mia madre provò ad intervenire, con attenzione, chiedendo a mio papà di dimenticare quelle documentazioni firmate, trattenendolo da qualsiasi azione giudiziaria. Mio padre, però, abituato al successo nelle trasazioni su larga scala, non comprendeva le difficoltà del dettagliante.Era irrevocabile. Dichiarò che anche se dispiaciuto dei fatti, in quanto ai debiti non vedeva altra alternativa che portare avanti le disposizioni legali, e che avrebbe aiutato il cliente ed amico in un'altra maniera. Non poteva andare contro le norme ed i precedenti della sua ditta commerciale.I titoli avrebbero avuto il loro effetto legale. E consolava la sposa afflita, commentando la situazione di altri clienti che a suo parere era peggiore di quella del Silveira. Ricordavo gli sguardi di simpatia che mia mamma indirizzava alla sventurata postulante, immersa nelle lacrime. Mio papà era indifferente a tutte quelle suppliche, e quando lapovera donna se ne andò, sgridò mia madre con austerità proibendole qualsiasi intromissione nella sfera dei suoi affari commerciali.La povera famiglia andò completamente in rovina. Ricordo perfettamente l'istante in cui il pianoforte della signora Silveira venne portato via dalla loro casa per soddisfare le ultime esigenze dell'implacabile creditore. Avrei voluto scusarmi, ma tuttavia, non trovavo lefrasi giuste, perché anche io in quel periodo incoraggiai mio padre a consumare quell'ingiusto comportamento; considerando mia madre eccessivamente sentimentalista lo indussi a proseguire con 'lazione fino alla fine. Ero molto giovane ancora ed ero animato da sentimenti di vanità e di egoismo. Inaccessibile ai bisogni e alle sofferenze altrui. Vedevo soltanto i diritti della mia casa e niente di più. E su questo punto ero inamovibile. Inutili le argomentazioni di mia madre.Vinti nella lotta, i Silveira con umiltà e senza soldi si sono dovuti trasferire in una piccola cittadina, soffrendo le conseguenze del disastro finanziario. Non ho mai avuto notizie di quella famiglia, che certo avrebbe dovuto odiarci.Questi ricordi sfrecciavano nella mia testa con una velocità incredibile. In un momento ho riattraversato le ombre di tutto quel passato.E mentre a mala pena dissimulavo il mio disgusto, Silveira sorridendo mi richiamava alla realtà:-Visiti ancora il "vecchio"?Quella domanda, mettendo in luce un affetto spontaneo, ha fatto crescere la mia vergogna. Hochiarito che anche se lo desideravo tanto, non avevo avuto ancora tale soddisfazione.Silveira avvertì il mio imbarazzo e colpito forse dal mio stato intimo, si preparava per andarsene.Mi abbracciò gentimente e tornò al suo lavoro.Io molto sconcertato ho cercato narcisa, ansioso dei suoi consigli. Le parlai dettagliatamente di quel inatteso incontro. Lei mi ascoltò con pazienza e osservò affettuosamente:-Non trovi strano questo fatto. Anche io a suo tempo mi sono trovata nelle tue stesse condizioni. Ho avuto lafelicità di rincontrare qui la maggior parte delle persone che ho offeso nel mondo. Oggi so che questa è una benedizione del Signore, che ci offre una nuova opportunità per ristabilire le amicizie interrotte, riparando così quei legami spezzati della catena spirituale.E ritornanado ancor più categorica nell'insegnamento, mi domandò:-Tu approfittasti di tale bella opportunità?-Cosa vuoi dire? -ho domandato.-Ti sei scusato con Silveira? Guarda che è una gran felicità il riconoscere i propri sbagli.Hai già avuto modo di esaminare te stesso alla luce delle tue intenzioni, riconoscendoti come l'antico offensore, non perdere quest'opportunità di farti un amico. Vá mio caro, abbraccialo in un altro modo.Approfitta del momento, perché Silveira è molto occupato e forse non troverai tanto presto un'altra opportunità.Notando la mia indecisione, Narcisa aggiunse: -Non aver paura dell'insuccesso. Tutte le volte che usiamo i ragionamenti e i sentimenti per la pratica del bene, Gesù ci concede l'aiuto di cui abbiamo bisogno per aver successo. Prendi l'iniziativa. Intraprendi questa degna azione, qualsiasi sia essa rappresenta un onore legittimo per l'anima. Ricordati del Vangelo e vá alla ricerca del tesoro della rappacificazione.Più non ho esitato.Sono andato di corsa all'incontro con Silveira e gli ho parlato apertamente chiedendogli di perdonare mio padre e anche me per le offese e gli errori commessi.-Tu comprendi, - accentuai,- noi eravamo ciechi. In uno stato come quello niente altro potevamo ricercare se non il nostro proprio interesse. Quando i soldi si alleano con la vanità, Silveira, pochi evitano il sentiero sbagliato.Silveira molto commosso, non mi lasciò finire:-Ora, André, chi è esente dalle imperfezioni? Per caso tu credi che io vivessi esente dagli errori? Tuo padre per me, sopratutto, fu un vero istruttore. Io e i miei figli siamo in debito con lui, per le sue benedette lezioni sullo sforzo personale. Senza quella attitudine energica che ci ha sottratto le possibilità sul piano materiale, avremo fatto qualche progresso spirituale? Da questa parte, rinnoviamo tutti i nostri vecchi concetti sulla vita umana. I nostri avversari non sono più propriamente dei nemici ma bensì i nostri benefattori. Non lasciarti andare dei tristi ricordi.Guardiamo avanti alla vita infinita e al suo lavoro con il Signore.E fissandomi emozionato i miei occhi umidi, mi toccò leggermente in modo paterno e aggiunse:-Non perdere tempo con questo. Presto vorrei avere la soddisfazione di visitare tuo padre insieme a te.Allora lo abbracciai, e nel silenzio sperimentavo una nuova allegria nella mia anima. Mi è sembrato che in uno dei cassetti oscuri del mio cuore si accendesse una luce divina per sempre.