spiritismo

CAPITOLO XLII - LE PAROLE DEL GOVERNATORE


     Nella domenica successiva al suono del clarino, il governatore promise la sua partecipazione all'incontro per la consueta preghiera al Minsitero della Rigenerazione. L'obiettivo principale della riunione, chiarì Narcisa, sarebbe stato il preparare nuove scuole per l'assistenza nell'Ausilio e per l'addestramento dei nuclei nella Rigenerazione.-Bisogna organizzare - disse lei - servizi specializzati per il primo intervento ospedaliero e anche un addestramento contro la paura, anche se il conflito si manifesta così lontano.-Contro la paura? domandai sorpreso.-Come no? obiettò l'infermiera attendta - forse trovi strano che una grande percentuale di persone, nelle esistenze umane, vengono semplicemente distrutte a seguito delel vibrazioni annientatrici del terrore, la quale è così contagiosa così come qualsiasi malattia epidemica pericolosa. Noi classifichiamo la paura come uno dei peggiori nemici dell'essere, piché si insidia nella profondità dell'anima, indebolendone le intime risorse di forza.Notando la mia perlessità, continuò:-Non aver dubbi. Nelle atuali emergenze la Governatoria colloca l'addestramento contro la paura molto al di sopra delle proprie lezioni per la cura degli ammalati. La calma è una garanzia per il successo. Più tardi comprenderai questa necessità del nostro servizio.Non trovai degli argomenti e delle contestazioni per poter replicare.Nella vigilia del grande avvenimento, ebbi l'onore di far parte del gruppo dei numerosi cooperatori per il lavoro di pulizia e di adorno decorativo del grande salone consacrato al nostro capo maggiore della colonia.Allora provavo una vera apprensione. Vedere per la prima volta al mio fianco quella nobile guida, che meritava la venerazione generale. Non solo io mi sentivo in tale attesa emozionata, perché ci erano innumerevoli altri compagni nelle mie condizioni.Ebbi l'impressione che tutta la vita sociale del nostro Ministero si fosse naturalmente localizzata nel grande salone fin dallo spuntare della domenica, quando tante carovane da tutti i dipartimenti rigeneratori arrivarono nel locale. Il Grande Coro del Tempio della Governatoria, unendosi ai fanciulli delle scuole della Delucidazione, iniziò la festività con il meraviglioso inno intitolato "Sempre con te Signore Gesù", cantato da duemila voci allo stesso tempo. Seguirono altre melodie di una bellezza ripiena di profumi, sembrava rispondere alle soavi armonie.L'intero staf della Rigenerazione aveva ricevuto il privilegio di poter accedere nell'enorme salone verde, perché la riunione di preghiera era a loro deicata, mentre gli altri ministeri erano rappresentati da numerosi delegazioni.Per la prima volta ebbi davanti ai miei occhi alcuni cooperatori dei Ministeri dell'Elevazione e dell'Unione Divina che mi sembrabano avvolti da una brillante luminosità.La festività eccedeva in tutto ciò che io avessi potuto sognare per bellezza e per abbigliamento. Gli strumenti musicali con il loro sublime potere vibratorio riempivano l'atmosfera con delicate melodie.Alle ore 10 arrivò il Governatore accompagnato dai dodici Ministri della Rigenerazione.Mai scorderò il volto nobile e l'imponente figura di quello anziano dai capelli di neve, che sembrava mostrare nella fisionomia allo stesso tempo la saggezza del vecchio e l'energia di un giovane; la tenerezza del santo e la serenità dell'amministratore coscienzioso e giusto. Alto e magro, indossava una tunica molto bianca, gli occhi penetranti e incredibilmente lucidi, si appoggiava ad un bastone di ottone anche se camminava in modo giovanile.Soddisfando la mia cuoriosità, Salústio mi informò:-Il Governatore sostenne sempre lle attitudini patriarcali, perché egli ritiene che si debba amministrare con amore paterno.Sedendosi nella tribuna a lui riservata, si innalzarono le voci infantili, seguite da arpe carezzevoli che intonarono l'inno:"A Te Signore, le Nostre Vite".Il vecchietto energico e amorevole osservò con lo sguardo quella assemblea compatta, costituita da migliaia di assitenti.Poi aprì un libro luminoso, che il compagno mi informò essere il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo. Lo sfogliò attentamente e poi lesse con voce lenta:"Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di nion allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine". - Parole del Maestro, Matteo, capitolo 24, versetto 6.Con la voce notevolmente amplificata dalle vibrazioni elettriche, il capo della citta pregò con emozione, invocando la benedizione di Cristo, salutando di seguito i rappresentanti dell'Unione Divina, dell'elevazione, della Delucidazione, della Comunicazione e dell'Ausilio, rivolgendosi con una attenzione particolare verso tutti collaboratori dei lavori del nostro Ministero.Impossibile descrivere l'intonazione dolce ed energica, amorevole e convincente di quella voce indimenticabile, così come tradurre nella carta umana le considerazioni divine dal commento evangelico basato sul profondo sentimento di venerazione per ciò che è sacro.In mezzo al rispettoso silenzio, il Governatore parlò rivolgendosi in modo particolare ai servitori della Rigenerazione, dicendo più o meno questo:-È a voi fratelli miei, la cui opera è vicina alle attività terrene, che non maggior priorità dirigo il mio appello personale, attendendomi molto dalla vostra niobile dedizione. Offriamo il massimo di noi stessi sia in coraggio che in spirito di servizio. Quando le forze delle ombre aggravano le difficoltà nelle sfere inferiori è imprescindibile accendere nuove luci che dissipino sulla Terra le dense tenebre.Consacrai il culto di oggi  a tutti i servitori di questo Ministero, dedicandogli in modo particolare la fiducia del mio cuore. Quindi in questo momento non mi rivolgo ai fratelli le cui menti sono giá in contatto con le più altre sfere della vita, ma a voi altri, coloro che portano nei loro sandali la polvere del mondo per esaltarne il compito gigantesco.Nostra Dimora abbisogna di trentamila servitori addestrati per il servizio difensivo, trentamila lavoratori che non devono anteporre la necessità del riposo né le convenienze personali, fintanto che durerà la nostra battaglia contro le forze scatenate del crimine e dell'ignoranza. Questo servizio sarà per tutti nelle regioni del nostro limite vibrazionale, tra noi e i piani inferiori, perché non possiamo aspettare l'avversario nella nostra dimora spirituale. Nelle organizzazioni collettive è forzoso il considerare la medicina preventiva come misura principale per preservare la pace interna. A Nostra Dimora siamo più di un milione di creature devote ai disegni superiori e al miglioramento morale di noi stessi. Sarebbe carità il permettere l'invasione di svariati milioni di spiriti ribelli? Pertanto non possiamo esitare in ciò che si riferisce alla difesa del bene.So che molti tra voi ricordano, in questo istante, il Grande Crocefisso. Sì, Gesù si consegnò alla folla degli ammutinati e dei criminali, per amore della redenzione di tutti noi, ma non consegnò il mondo al disordine e all'annichilimento. Tutti dobbiamo essere pronti al sacrificio individuale, ma non possiamo consegnare questa nostra dimora ai malfattori. È evidente che il nostro compito essenziale è di pace, di amore e di sollievo a coloro che soffrono, è sicuro che consideriamo tutto il male come uno spreco di energia, ed il crimine tutto come una malattia dell'anima, ma intanto Nostra Dimora è un patrimonio divino che bisogna difendere con tutte le energie del nostro cuore. Colui che non sa preservare non è degno di usufruire. Pertanto prepariamo quelle legioni di lavoratori che opereranno in missione di amore fraterno e di consolazione sulla Terra e nell'Umbral e nelle regioni di Tenebre;ma bisogna organizzare in questo Ministero prima di tutto, una legione speciale a nostra difesa, che ci garantisca le realizzazioni spirituali entro i nostri confini vibratori".Così continuò ad argomentare, per lungo tempo, accentuando quelle provvidenze di carattere fondamentale, facendo considerazioni che mai riuscirei qui a descrivere. Ultimando i suoi commenti, ripeté la lettura del versetto di matteo, invocando di nuovo le benedizioni di Gesù con le sue energie sugli ascoltatori, affinché nessuno di noi ricevesse questi doni invano.Commosso e affascinato, ascoltai i bambini intonare l'inno che la Ministra Veneranda aveva intitolato "La Grande Gerusalemme". Il Governatore scese dalla tribuna in una atmosfera di rinnovata speranza; in quel momento brezze carezzevoli cominciarono a soffiare sopra gli alberi portando, forse da tanto lontano, petali di rose con varie tonalità di un blu meraviglioso, che si fondevano non appena sfioravano radenti le nostre fronti, riempiendoci il cuore di un intenso giubilo.