spiritismo

CAPITOLO 46 - SACRIFICIO DI DONNA


 Capitolo 46 – SACRIFICIO DI DONNAHo trascorso un anno in lavori costruttivi, con mio immenso conforto. Avevo imparato ad essere utile,avevo trovato il piacere del servire, e cresceva in me il giubilo e la fiducia.Fino ad ora non ero ancora ritornato nella casa terrena, nonostante quel mio immenso desiderio che mipungeva nel cuore. Quando in varie occasioni, avrei voluto chiedere il permesso, qualche cosa mifermava. Non avevo ricevuto il giusto aiuto, non contavo lì la tenerezza e l’apprezzamento di tutti icompagni?Dovevo riconoscere, pertanto, che i miei desideri sarebbero stati esauditi se mi fossero stati di qualchevantaggio, e da molto tempo sarei stato incamminato verso il vecchio ambiente domestico. Quindi,dovevo attendere la parola d’ordine. Oltre a questo, nonostante fosse stata raddoppiata la mia attivitànella Rigenerazione, il Ministro Clarêncio continuava a responsabilizzarmi per la mia permanenza nellacolonia. La signora Laura e il proprio Tobias non si stancavano di ricordarmi questo fatto. Diverse volteavevo fronteggiato il generoso Ministro dell’Ausilio, e intanto, lui si manteneva sempre silenzioso suquesto tema. D’altronde, Clarêncio mai modificava quella sua attitudine riservata nel disimpegno dellesue obbligazioni concernenti alla sua autorità. Soltanto per il Natale, quando mi trovavo nelle festivitàdell’Elevazione, aveva toccato leggermente l’argomento, indovinando la mia nostalgia per la sposa eper i miei figlioli. Commentò la gioia di quella notte e osservò che non era lontano il giorno in cui miavrebbe accompagnato verso quel nido famigliare. Ringraziai commosso, aspettando ripieno di gioiosesperanze. Intanto avevamo raggiunto il settembre 1940, senza che si vedesse la realizzazione dei mieidesideri.Però, mi confortava la certezza di avere riempito tutto il mio tempo nelle Camere di Rettificazione, conun servizio utile. Non avevo riposato.I nostri compiti proseguivano sempre senza soluzione di continuità.Mi ero abituato a badare agli ammalati ed ad interpretarne i pensieri.Non perdevo di vista la povera Elisa, tentando del mio meglio per assisterla in modo indiretto nelmigliore dei modi.Ma così come riacquistavo il mio equilibrio emozionale, il desiderio di rivedere i miei cari diventava viavia più intenso.La nostalgia mi colpiva nel profondo. In compenso, ogni tanto mia madre mi visitava, poiché mai miaveva abbandonato alla mia propria sorte, anche se risiedeva in circoli più elevati.L’ultima volta che ci siamo visti, lei mi disse che intendeva parlarmi dei suoi nuovi progetti. Quellaattitudine materna di soave adattamento alle sofferenze morali che gli ferivano l’anima sensibile, miaveva commosso profondamente. Quali nuove risoluzioni avrebbe preso? Incuriosito, ne attesi la visitaansioso di conoscerne i piani.Nei primi giorni di settembre del 1940, mia madre venne nelle Camere, e dopo gli affettuosi saluti micomunicò il suo proposito di ritornare sulla Terra. Con tono affettuoso mi spiegò il suo progetto. Masorpreso e discordando con questa decisione, protestai:- Non sono d’accordo. Ritornare tu nella carne? Perché? Reincarnarti di nuovo in quel cammino oscuro,senza una necessità immediata?Mostrando una nobile espressione di serenità, mia madre considerò:- Non pensi all’angosciosa condizione di tuo padre, figlio mio? Ho lavorato molti anni per rialzarlo e imiei sforzi sono stati fino ad oggi inutili. Laerte è oggi un scettico dal cuore avvelenato. Non puòcontinuare con una tale attitudine, senza la pena di sprofondare in abissi più fondi. Che fare, André?Avresti il coraggio di rivederlo in tale situazione, evitando il tuo giusto aiuto?- No - risposi impressionato -; lavorerei per aiutarlo; ma tu potresti aiutarlo da qui.- Non ne dubito. Anche se gli spiriti che amano veramente, non si limitano ad estendere le loro mani dalontano. A che cosa servirebbe la ricchezza materiale, se non potessimo offrirla a coloro che amiamo?Potremmo forse risiedere in un palazzo relegando i figlioli alle intemperie? Non posso rimaneredistante. Ora che posso contare su di te qui, d’ora in poi mi metto assieme a Luisa, per poter aiutaretuo padre nel ritrovare la giusta via.112 / 131Nosso Lar [medium Francisco Cândido Xavier]Pensai, ripensai, e poi risposi:- Tuttavia io insisterei con te. Non ci sono modi per evitare questa tua azione?- No. Non sarebbe possibile. Studiai con cura l’argomento. I miei superiori gerarchici sono staticoncordi sul consiglio. Non posso far salire l’inferiore ai piani superiori, ma poso fare il contrario. Chemi resta, se non questo? Non devo esitare un minuto. Ho in te l’aiuto per il futuro. Quindi, non tiperdere figlio mio, e aiuta tua madre, quando potrai transitare tra le sfere che ci separano dalla crosta.Nel frattempo, abbi zelo delle tue sorelle, che forse ancora si trovano tra le ombre dell’Umbral, nellavoro attivo di purificazione. Tra pochi giorni sarò nuovamente nel mondo, dove mi troverai con Laerteper i servizi che il Padre ci affiderà.- Ma,- indagai - come gli stai andando incontro? In spirito?- No, disse mia madre con una significativa espressione del volto. Con la collaborazione di alcuni amici,la settimana scorsa l’ho localizzato sulla Terra, preparandogli l’immediata reincarnazione senza che luipotesse rivelare il nostro aiuto diretto. Mi sono avvalsa di un momento in cui lui tentava di fuggire daquelle donne che lo soggiogano, questa attitudine mentale fu molto vantaggiosa, e noi con successo loabbiamo unito alla sua nuova situazione carnale.- Ma ciò è possibile? E la libertà individuale?Mia madre sorrise, un po’ triste, e disse:- Vi sono alcune reincarnazioni che funzionano come una scelta drastica. Anche quando l’ammalato nonsi sente coraggioso, esistono amici che lo aiutano nel bere il santo rimedio, anche se molto amaro.Riguardo alla libertà senza restrizione, l’anima può invocare questo diritto soltanto quando comprendeil dovere e lo mette in pratica. Quanto al resto, è indispensabile il riconoscere che il debitore è schiavodel debito assunto. Dio creò il libero arbitrio, noi abbiamo creato la fatalità. Pertanto vi è l’obbligo diinfrangere le manette che costruiamo da noi stessi.Mentre mi perdevo in gravi pensieri, lei continuò riprendendo le precedenti osservazioni:- Le infelici sorelle che lo perseguitano, per il momento non lo avrebbero abbandonato, e se non fosseper la Protezione Divina, e le grazie delle nostre guardie spirituali, forse gli avrebbero sottratto questaopportunità di una nuova reincarnazione.- Dio mio!-esclamai. - Sarà allora possibile? Siamo alla mercé del male fino a questo punto? Semplicigiocattoli in mano ai nostri nemici?- Figlio mio, chiarì mia madre molto calma -, queste domande devono essere nei nostri cuori e nellenostre labbra prima di contrarre qualsiasi debito e prima di trasformare i fratelli in avversari del nostrocammino. Non acquisire prestiti dalla malvagità...- E queste donne? indagai. - Che cosa sarà fatto di queste infelici?Mia madre sorrise e rispose:- Saranno mie figlie tra qualche anno. Non ti dimenticare che andrò al mondo per aiutare tuo padre.Nessuno aiuta con efficacia intensificando le forze contrarie, così come non si può spegnere in Terra unincendio con del petrolio. E’ indispensabile amare, André! Coloro che perdono di vista la vera direzione,vagano pellegrini per il deserto; quelli che sbagliano si sviano dalla vera strada, sì tuffando nelpantano. Tuo padre è oggi uno scettico e queste povere sorelle sopportano i pesanti fardelli nel fangodell’ignoranza e dell’illusione. In un futuro non lontano, metterò tutti loro nel mio grembo materno,realizzando così la mia nuova esperienza.E con gli occhi brillanti e umidi, come se stesse contemplando il futuro all’orizzonte, concluse:- E più avanti... chi sa? Forse ritornerò a Nosso Lar, circondata da altri affetti sacrosanti, per unagrande festa di gioia, amore ed unione...Identificando in lei lo spirito di rinuncia, mi inginocchiai e le baciai le mani.Fin da quel momento, mia madre non era soltanto mia madre. Era molto più di questo. Era lamessaggera dell’aiuto, che sapeva convertire i carnefici in figli del suo cuore, affinché lororiprendessero il cammino dei figli di Dio.