Il libro Nostra Dimora è sopratutto ricco di dettagli sulla città, i suoi parchi e le sue edificazioni.Passeremo ora a ripordurle, nell'ordine in cui si presentano, citando alla fine il numero di pagina del libro:"Anche se trasportato, come se fossi un comune ferito, ho potuto notare il quadro confortante che appariva ai miei occhi.Clarêncio, appoggiato a un bastone di sostanza luminosa, si fermò di fronte alla grande porta incassata negli alti muri coperti di graziose e fiorite piante rampicanti. Egli toccò un punto della muraglia e lì si formò un'ampia apertura attraverso la quale passammo silenziosi.Un fatuo chiarore inondava tutte le cose. In lontananza, un grazioso punto di luce faceva pensare al tramonto di un pomeriggio di primavera. Man mano che avanzamo, potevo identificare costruzioni preziose, situate in ampi giardini.Al segnale di Clarêncio, i conducenti deposero lentamente l'improvvisata amaca. Di fronte ai miei occhi apparve allora la porta d'ingresso del bianchissimo edificio, che aveva un aspetto molto ospitale, una sorta di grande ospedale terreno. Due giovani, vestiti con tuniche di lino bianco, accorsero premurosi sentendo il richiamo del mio Benefattore e, mentre mi sistemavano su un letto d'emergenza per essere trasportato all'interno, sentì le dolci parole di raccomandazione del generoso vecchio:"Sistemate il nostro protetto nel padiglione di destra. Ora mi attendono altrove. Domani mattina presto ritornerò a vederlo".Indirizzai all'anziano uomo uno sguardo colmo di gratitudine, mentre mi condicevano verso una camera confortevole di ampie proporzioni, arredata riccamente, in cui mi offrirono un letto accogliente"."Quella melodia rinnovava le mie energie profonde. Mi alzai vincendo le difficoltà e mi aggrappai al braccio che fraternamente mi veniva offerto.Vacillando, arrivai in un enorme salone, in cui una numerosa assemblea meditava in silenzio, profondamente raccolta. Dal soffitto, che brillava di chiara luce, pendevano delicate e fiorite ghirlande che scendevano fino alla base formando raggianti simboli di Spiritualità Superiore. Nessuno sembrava accorgersi della mia presenza, mentre io a malapena potevo dissimulare la mia incredibile meraviglia. Tutti erano attenti e sembravano aspettare qualche cosa. Contenendo con difficoltà le numerose domande che mi passavano per la mente, notai che in fondo, su uno schermo gigantesco, si disegnava un prodigioso quadro di luce quasi magica. In virtù di sviluppati procedimenti televisivi, sullo schermo apparve la scena di un tempio meraviglioso. Seduto in un luogo in evidenza, un uomo anziano, coronato di luce, fissava l'Alto in atteggiamento di preghiera, vestito con una candida tunica che emanava ragi risplendenti. Nel piano inferiore, settantadue figure sembravano accompagnarlo in rispettoso silenzio. Molto sorpreso, notai che Clarêncio partecipava all'assemblea che attorniava il vecchietto rifulgente.Strinsi il beraccio dell'amico infermiere il quale, resosi conto che le miee domande non si sarebbero fatte attendere, si preoccupò di chiarire con voce bassa più simile a un soffio leggero:"Stai tranquillo.Tutte le abitazioni e le istituzioni della "Nostra Dimora" stanno pregando con il Governatore attraverso l'udito e la visione a distanza. Lodiamo il Cuore Invisibile del Cielo". CONTINUA................................
DETTAGLI DELLA CITTÁ ESTRATTI DALLE OPERE DI ANDRÉ LUIZ
Il libro Nostra Dimora è sopratutto ricco di dettagli sulla città, i suoi parchi e le sue edificazioni.Passeremo ora a ripordurle, nell'ordine in cui si presentano, citando alla fine il numero di pagina del libro:"Anche se trasportato, come se fossi un comune ferito, ho potuto notare il quadro confortante che appariva ai miei occhi.Clarêncio, appoggiato a un bastone di sostanza luminosa, si fermò di fronte alla grande porta incassata negli alti muri coperti di graziose e fiorite piante rampicanti. Egli toccò un punto della muraglia e lì si formò un'ampia apertura attraverso la quale passammo silenziosi.Un fatuo chiarore inondava tutte le cose. In lontananza, un grazioso punto di luce faceva pensare al tramonto di un pomeriggio di primavera. Man mano che avanzamo, potevo identificare costruzioni preziose, situate in ampi giardini.Al segnale di Clarêncio, i conducenti deposero lentamente l'improvvisata amaca. Di fronte ai miei occhi apparve allora la porta d'ingresso del bianchissimo edificio, che aveva un aspetto molto ospitale, una sorta di grande ospedale terreno. Due giovani, vestiti con tuniche di lino bianco, accorsero premurosi sentendo il richiamo del mio Benefattore e, mentre mi sistemavano su un letto d'emergenza per essere trasportato all'interno, sentì le dolci parole di raccomandazione del generoso vecchio:"Sistemate il nostro protetto nel padiglione di destra. Ora mi attendono altrove. Domani mattina presto ritornerò a vederlo".Indirizzai all'anziano uomo uno sguardo colmo di gratitudine, mentre mi condicevano verso una camera confortevole di ampie proporzioni, arredata riccamente, in cui mi offrirono un letto accogliente"."Quella melodia rinnovava le mie energie profonde. Mi alzai vincendo le difficoltà e mi aggrappai al braccio che fraternamente mi veniva offerto.Vacillando, arrivai in un enorme salone, in cui una numerosa assemblea meditava in silenzio, profondamente raccolta. Dal soffitto, che brillava di chiara luce, pendevano delicate e fiorite ghirlande che scendevano fino alla base formando raggianti simboli di Spiritualità Superiore. Nessuno sembrava accorgersi della mia presenza, mentre io a malapena potevo dissimulare la mia incredibile meraviglia. Tutti erano attenti e sembravano aspettare qualche cosa. Contenendo con difficoltà le numerose domande che mi passavano per la mente, notai che in fondo, su uno schermo gigantesco, si disegnava un prodigioso quadro di luce quasi magica. In virtù di sviluppati procedimenti televisivi, sullo schermo apparve la scena di un tempio meraviglioso. Seduto in un luogo in evidenza, un uomo anziano, coronato di luce, fissava l'Alto in atteggiamento di preghiera, vestito con una candida tunica che emanava ragi risplendenti. Nel piano inferiore, settantadue figure sembravano accompagnarlo in rispettoso silenzio. Molto sorpreso, notai che Clarêncio partecipava all'assemblea che attorniava il vecchietto rifulgente.Strinsi il beraccio dell'amico infermiere il quale, resosi conto che le miee domande non si sarebbero fatte attendere, si preoccupò di chiarire con voce bassa più simile a un soffio leggero:"Stai tranquillo.Tutte le abitazioni e le istituzioni della "Nostra Dimora" stanno pregando con il Governatore attraverso l'udito e la visione a distanza. Lodiamo il Cuore Invisibile del Cielo". CONTINUA................................