maggio 1970... non sapevo stessi giocando, ma improvvisamente sono caduto in questo crudele gioco, e solo ora comprendo il monito del saggio che affermava che il gioco gioca i giocatori. Sono sprofondato in una trama oscura che, come in ogni gioco, svelo ad ogni livello, dove ogni passo verso il basso conduce all'elevato, e ogni passo verso l'alto nasconde un crollo. Sono giunto al livello più crudele: una camera luminosa che contrasta con le cinque porte che, seppure aperte davanti a me, sono in ombra. Una, e una sola, porta a una felicità profonda, sofferta e raggiungibile - ogni passo verso il basso conduce all'elevato. Le altre quattro, non una sola ma quattro poiché molte sono le felicità lievi e dolci, conducono ad altre felicità e così ad altre nuove porte - ogni passo verso l'alto nasconde un crollo. Eppure sono fermo a questo livello: un passo avanti e uno indietro. Immagino che per molti sarebbe facile scegliere, ma questo è il mio gioco, e io sono l'unico giocatore che può giocarlo. No, sbaglio! l'unico giocatore che ne è giocato...