Ombre di Luce

senza finale di partita


giugno 1958...continuo a tirare calci di rigore, calci piazzati, calci d'angolo. Calcio da ogni angolazione, stretta come diretta, con effetto e senza. Allenamenti su allenamenti, e trascorro ad allenare il mio essere oltre misura, ad allenare per essere tutto quello che c'è tra la rete e me stesso, compreso me stesso e la rete si intende. Eppure non so se giocherò la finale di partita nel grande stadio dove ho giocato la mia più grande partita. Solo che era a porte chiuse quella partita, non era la finale, anche se senza quella partita, immensa, irripetibile, non potevo pensare di poter giocare la finale. Così continuo ad allenarmi, mettere il mio corpo e la mia mente a disposizione di un finale di partita che chissà se mai giocherò...