agosto 1893...mi spaventa. Preferirei essere io ad afferrarlo, a fargli da partner. Ma sono costretto a terra, e lui a volteggiare lì su. Ma non posso seguirlo: prova ad accarezzare la morte, poichè esegue acrobazie e volteggi disumani. Acccade da quando il suo cuore s'è ferito, e si è reso conto di esserlo mortalmente. Così ora non c'è limite alle sue acrobazie. Sempre più difficile, grida il presentatore. Con il cuore ferito il corpo sembra volersi distruggere nell'orgasmo delle esercizio ginnico. Dà spettacolo, lo applaudono, ma solo io so che vuole ben altro che quella gloria. Dovrei essere lì a tendergli l'ultima mano, quella che libera l'agonia del volo e salva dalla gravità. Ma ho paura, paura di vedere che per le sue acrobazie non riesca a raggiungermi per librarsi verso una libertà finale...