ottobre 2012... non mi ero reso conto quanto fosse meravigliosamente infelice quell'isola, quanto quel benvenuto fosse così amichevole poiché io ero tra loro. Io ero come loro. Lì in quell'isola c'era la bambola che aveva perso le sue bambole e le ricordava con ammirevole sofferenza. Poi la bambola che non dormiva poiché su tanti spigoli aveva battuto che il cuore troppo le doleva. E che dire della bambola dalla gamba malferma, simbolo di vittoria, il cui sorriso celava ogni disagio? E quelle che, su un prato lontano, soffiavano bolle di poesia o di quelle che con eleganti trucchi smacchiavano l'anima macchiata? Tante potrei ricordarne di bambole dall'anima inquieta, e tante ancora attendo di incrociarne, su quella meravigliosa isola, dalla bellezza impagabile, dove ci salutava con un benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi...