novembre 1991… è lì, a due metri da me. Si materializza ogni giorno. In quanto entità diurna è privilegio di pochi. Così mi chiedo come mai è toccata a me. Dovrebbero averla tutti a portato di mano, a due metri da sé. Come sensitivi, pochi possiedono il dono di renderla reale. Dono e dannazione poiché i pochi sono sempre percepiti pazzi. Eppure tutti la desidererebbero. Comunque è lì a due metri, entità irraggiungibile che neppure nei sogni riesco a raggiungere. Ma è una bugia. O almeno credo che lo sia. Infatti accade, o credo che accade, che rare volte riesco a sfiorarla. È l’eccezione di una regola, è un sogno che rende reale il sogno che vivo, possibilità rara che sospetto sia l’esca per continuare a (in)seguirla. Poiché è lì, a due metri, la mia felicità…