novembre 1846... alla fine mi hanno rinchiuso. D'accordo, è un sogno, e non sono Dantès, eppure mi hanno rinchiuso, con un uomo di colore. L'uomo nero s'è mostrato comprensivo. Sembra che mi conosca da tempo. Si sa, ognuno ha il suo, e il mio è alto più di me. Ma non è il peggio. Peggio è che mi hanno rinchiuso, insieme all'uomo di colore, in una stanza non più grande di due metri per tre. D'accordo, è un sogno, ma il peggio del sogno è che è una cella di rigore, senza porta né finestre. Mi assale il panico, per un attimo. Così mi sveglierò e trascriverò il sogno, e la chiara sentenza di quell'uomo nero: c'è un viaggio da fare e qualcosa dentro con cui convivere...