Carissima,non esisti, non è mai esistito un fantasma con il tuo nome, anche se uso il verbo "esistere" per consegnarti una esistenza e il non mi è utile per raccontare una inesistenza che ha preso corpo nel luogo più solido di ogni esistenza: dentro di me.Ho dato tono alla tua inesistenza edificando questo non luogo, che ha i suoi invisibili praticanti, dove ho ammassato lettere che sfumano nel mio silenzio non appena consegnate all'apparenza. Ho dato tono al nulla con un quasi nulla. Troppo poco perché tu possa esistere.Certo ti specchio in mille forme - ma le cose dell'anima non sono proteiformi? Qui un sorriso, laggiù un portamento, lì degli occhi, ora una parola, poi un silenzio. Sarebbe da chiedersi - ma oramai non chiedo più - perché, carissima, hai com-preso l'unica forma, tra le mille possibili, della tua inesistenza che esiste dentro di me. Tuo apparentemente delirante,AM