dicembre 1950... ogni sera sfoglio i miei volti. Siedo e sfoglio i cinquecento sguardi e più, catalogo di espressioni di realtà animiche. E io tra loro. O, sospetto, loro in me. Colleziono volti su icone, sguardi di madonne, meretrici, sapienti mamme e obbedienti figlie, poetesse, principesse e popolane. Uno sguardo in ognuna. Ma un solo sguardo non mi emoziona e ho un bisogno, primordiale e primitivo, di percepirle tutte mentre le guardo. O, sospetto, di loro che guardano me. Tutte e nessuna, nessuna che possiede lo sguardo ultimo. Così amplio, aggiungo, mai elimino alla mia collezione. Un'altra icona, un altro volto. In attesa dell'ultimo il più profondo, al fondo...