febbraio 1787...desidererei confessare un segreto. Io, confessore di anime, che ogni giorno mi dispongo ad ascoltare le voci, voci spesso senza volto, vorrei sussurrare il mio segreto. Non potrò farlo. Infatti non ci si confessa per farsi perdonare. No, il perdono è la via, la meravigliosa scusa, per qualcosa di più alto a cui si vuol giungere, per ogni confessione: farsi amare, qualsiasi senso il confessato vuole che abbia il "farsi amare". Per questo il mio desiderio rimarrà tale, il segreto in me, e non si apporrà su queste pagine vergate a mano, e non perché ci sono cose che non si possono confessare neppure a se stessi. In quanto confessore conosco l'inconfessabile, e ho raggiunto il fondo nascosto dove bene e male convergono in ogni peccatore. Non potrò confessare il mio segreto poiché non avrò chi potrà amarmi...