Ombre di Luce

patisco con te


marzo 1912... si dice che accade, che un giorno ti accorgi che non provi più la compassione che provavi soltanto il giorno prima, quel peso sul petto che somatizza la sofferenza con loro. Aspetto quel giorno. Credo non possa accadere fino a quando è patita la tua propria dentro di te. Il rimorso vegeta sulla colpa, la compassione sul dolore. Eppure attraverso questi luoghi, veri e propri purgatori danteschi, mi accorgo che non è ancora così. Quella mano laggiù, quel pianto qui vicino, quella solitudine in attesa, questo cuore affannato a sinistra. Non le mie parole risolleveranno ché di consigli non mi servirono né serviranno. Le loro a me, infrante, spezzate, schiacciate a terra da un tempo che appare infinito, da una speranza che riconosco a volte davanti allo specchio, quelle solo contano. Per loro e per patire con loro...