Cara,la mia follia, chiamala così, è un me amplificato. Tutto ciò che qui, fino a ora, è stato scritto lo dimostra. Ci sono - non li vedi? - anche quei segreti che, come ognuno di voi, ognuno, non sapete dirvi poiché vi renderebbero folli narrarli. Ahimè, io me li sono raccontati e di essi contaminato.La mia follia, chiamala così, dismette il mio Io dove ognuno di voi direbbe di non stare, e ogni pensiero e ogni gesto è dislocato in un altr-ove che è una prospettiva in cui si inganna ma, nello specchio dell'Altro, il mio folle disinganno smascherato.Così la mia follia nei segreti e nell'altr-ove non è più follia, chiamala come vuoi, ma solo un piccolo me che non vuole la sua unicità per poter tornare nel luogo dove ogni follia e non follia alla fine si raccoglie. Quel luogo chiamalo come vuoi, se saprai raccontarti i segreti e visitare l'altr-ove. Tuo,AM