Creato da archetypon il 03/08/2005

Ombre di Luce

Davanti a me fluttua un'immagine, uomo o ombra, più ombra che uomo, più immagine che ombra. (W.B. Yeats)

 

dimenticato vendemmiatore

Post n°1578 pubblicato il 09 Novembre 2015 da archetypon
 
Tag: Poesie

Tiziana Marra . Dolce vendemmia
Non bussi alla porta
Della notte i sogni sono solo
Viti senza tralci su cui appendere
Frutti del tempo amaro del cuore
Appassiti alla luce delle ombre
Che gettasti nel pozzo dell'anima
A cui non giunge la voce in fondo dal fondo del tuo cielo.
E m'annebbio col vino della vigna che più non esiste
Insieme al suo dimenticato vendemmiatore.

 
 
 

revelation

Post n°1577 pubblicato il 04 Novembre 2015 da archetypon
 

VICTOR BREGEDA - Revelation
Quello che cerco, è solo il significato della vita che ho perduto.

[Lanci il sasso e ritiri la mano, scrittore? Il significato è dentro di noi, dentro ognuno di noi. Così se hai perduto lì fuori il significato, ecco che si rispecchia, la perdita, dentro di te, di me.]

Cioè desidero sapere perché, per quale ragione l'ho perduta. Voglio vedere questa ragione con i miei occhi. Penso persino che se potessi vederla con i miei occhi, non mi importerebbe nulla di perdermi ancor di più di quanto già non sia perso.

[A che pro, scrittore, sapere il perché, la ragione? Nella ricerca, così come ci sono molto vie, non c'è una sola ragione. Sì che i tuoi occhi, i miei, vedono, ma per questo ci si perde ancora di più. Si commettono i peggiori delitti verso se stessi, nella ricerca.]

Anzi, non so quanto tempo mi resti ancora da vivere, ma sarei pronto a portare per sempre il peso di una tale rivelazione.

[Scontato, scrittore: nessuno sa quanto gli resti da vivere. E ancor meno nessuno è pronto a portare il peso di una rivelazione: trovato il significato, e trovata la ragione, puoi solo sperare che il tuo giorno, il mio, arrivi presto.]

L'uccello che girava le viti del mondo, Murakami

 
 
 

inventore di sogni

Post n°1576 pubblicato il 30 Ottobre 2015 da archetypon
 

inventore di sogni
Cara,

Sono un rabdomante di sogni, un po' sensitivo e un po' mestierante, capace di fare emergere dalle nebbie, dell'altrui mente, le ombre e di farne copia da donare, non senza costo, al sognante.

Fin da bambino costruivo sogni, in uno stato che lasciava i miei genitori perplessi sulle mie capacità di udire il mondo. Era che inventavo sogni, immagini per me vivificanti. E ci giocavo. Poi dimenticai di sognare e i sogni si vendicarono: vissi il sogno più bello e sfuggì.

Così ora vago per i campi della mente e vibro e racconto i sogni altrui, come fossero i miei poiché sogno una Anima del mondo ché un'anima io più non ho. Tuo,

AM

 
 
 

nemmeno una nuvola

Post n°1575 pubblicato il 26 Ottobre 2015 da archetypon
 

Nemmeno una nuola
ottobre 1815

... e ora guardando in su, in questo fragoroso silenzio, mi sovviene la frase di quel vecchio: quando la nuvola è pronta la pioggia arriva. Ma su, nemmeno una nuvola. Cielo terso, limpido, solare. E la notte è piena di frammenti di luce che, qui dal mio pozzo, piccolo e sabbioso, granello gettato nell'oscurità, vorrebbero indicarmi le mille direzioni da intraprendere. Per uscire, dal fuoco oscuro rinnovarmi nell'acqua, attendo almeno una nuvola, e dopo la pioggia. Osservo l'orizzonte, annuso i venti: nulla, nemmeno una nuvola. Non è pronta. O non sono pronto io? In questo deserto...

 
 
 

il pozzo più profondo

Post n°1574 pubblicato il 19 Ottobre 2015 da archetypon
 

La luna nel pozzo'
Quando bisogna scendere,
meglio scendere nel pozzo più profondo.

L'uccello che girava le viti del mondo, Murakami.

 

[Siete mai scesi in un pozzo? Perché, sapete, bisogna scendere per salire. Formula gnostica che racchiude il paradosso della vita interiore. Tant'è, ho avuto il mio pozzo e ho scelto di scenderci. Altri sono stati calati. Ma una volta lì, nel buio, si può trovare il fondo del pozzo, quello interiore - fortuna rara però. Ecco, sapete, ci sono stato e non è facile. Il fatto è che sopra la luce, lassù, non ha la bellezza del buio. E vorrei restare nel pozzo, a guardare le stelle e la Luna, la sua luce, che scorre lì in alto sul pozzo...]

 
 
 

maggiore inizio

Post n°1573 pubblicato il 13 Ottobre 2015 da archetypon
 


Non tutti i giorni sono uguali. Vero è che, nel susseguirsi di luci e ombre, ogni giorno cambiamo di un infinitesimale. (E ogni infinitesimo andrebbe integrato in sé.) Ma alcuni giorni sono molto diversi: sono un cambiamento simbolico, un passaggio che ci tocca nell'Anima.

A volte il passaggio appare più chiaro a chi ci circonda che a noi stessi, a volte assume più senso in coloro che lo condividono piuttosto in colui o colei che lo vive.

Così, senza fronzoli e retoriche, oggi è un giorno diverso: partecipo al rito della vita, al tempo, vissuto e anche mancato, e al futuro che non desidero conoscere, laddove solo la mia fine mi tocca, in questo giorno del maggiore inizio, figliolo mio, in cui mi rifletto.

 

 
 
 

capovolgimento

Post n°1572 pubblicato il 08 Ottobre 2015 da archetypon
 

Dürer_-_Praying_Hands
Dove c'è il bene c'è anche il male: è proprio come quando si gira la mano. Il bene è fondamentalmente naturale. Il male è il capovolgimento della mano.

Hsiang-shan chuan-chi, 34

[E' stanca la mia mano. Ha accarezzato la mia mano, tanto era bella, ma poi si è capovolta, e capovolta scriveva, e mentre scriveva, pensava la mia mano. Voleva amputare il suo essere mano. Si era capovolta, non sapeva essere solo mano, dopo essere stata palmo e poi essere stata dorso che voleva tornare a essere palmo. Dovrebbe prendere l'altra mano, la mia mano, e unite, in due, non potranno capovolgersi. Le mani. Le nostre mani.]


 
 
 

Amleto in pantofole

Post n°1571 pubblicato il 30 Settembre 2015 da archetypon
 

amleto ridicolo
Carissima

Recito, per te?, sull'assito dell'odierno palcoscenico: appaio sempre più un attore ammattito che prende le parole del copione per vere - con quel suo infantile e stupido entusiasmo - e si crede il personaggio che non è. Orribile risultato quello di convincersi che quell'esistenza fittizia è la forma che dovrebbe avere la sua vita quotidiana.

Questo attore continua, dal tempo in cui denunciò pubblicamente la sua messinscena, nascosto dalla maschera del saggio, a commettere un errore: non percepisce più le aritmie del suo cuore che dovrebbero rendere una farsa la tragedia che recita. Un Arlecchino nudo, un Amelto con le pantofole, un Otello sbiadito.

È dei cuori esulcerati far sgorgare voci e dolori e interpretarsi con commozione, quando poi basterebbe l'amore e tacere per giustificarsi. Mi denuncio, per te?, ma non toglietemi la maschera del saggio. Tuo,

AM

 

 
 
 

dopo l'immenso e il nulla

Post n°1570 pubblicato il 23 Settembre 2015 da archetypon
 


Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un'estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che ha vissuto immensamente. E che nella stessa misura non ha vissuto.

V. Vosganian, Il libro dei sussurri

[

Carissima,

in te ho vissuto immensamente; in te la parte che nella stessa misura non ha vissuto. Poiché gli uomini sono pensieri e nella stessa misura azioni, in te ho trovato l'immenso pensiero e azione, in te ho trovato il nulla, pensiero e azione. Maledetto il giorno della mia nascita, e la tentazione ora di non esistere. Benedetto il giorno in cui sei apparsa nel mio cuore, rendendomi quindi la maledizione.

E se l'immenso è unico, ché altri immensi mi sono preclusi, molti sono i non vissuti che mi sono toccati nel momento in cui il mio agire agiva per me, così che, come il serpente uroboro, quando per una volta ho deciso di afferrare il mio destino, e ho afferrato te, il vissuto è stato immenso.

La fame del futuro è già fame: e si può non avere più fame dopo l'immenso e il nulla.

]

 

 
 
 

(non) sapere

Post n°1569 pubblicato il 18 Settembre 2015 da archetypon
 

(non) sapere
Si trovano in profonde tenebre coloro i quali si abbandonano all'ignoranza; in tenebre ancora più profonde coloro i quali si compiacciono della conoscenza.

Vedanta, Sutra IX


[Ho veduto le profonde tenebre, spinto dal caso, poi dalla necessità. Paura di caderci eppure già ci cadevo. Soffrire è produrre conoscenza. Poi, mentre cadevo e percepivo il fondo, l'abisso si è dissolto, come illusione. Rimane la conoscenza di quell'abisso, che è altra sofferenza poiché si intravedono altri abissi, più profondi. Oppure queste tenebre del sapere svaniranno anch'esse, come illusione, come mentre cadevo nelle profonde tenebre spinto dal caso e poi dalla necessità? Ecco l'orrore del sapere: liberazione o ritorno?]

 
 
 

ordine! compagni

Post n°1568 pubblicato il 14 Settembre 2015 da archetypon
 

ordine compagni
settembre 1901


... contrordine compagni, la milizia è in ordine, il morale alto, gli obiettivi chiari, le speranze solide. Moltitudine unica, consapevole dell'orizzonte ultimo. Contrordine poiché nulla valgono le emozioni, le irrazionalità sfuggenti, le inquietudini borghesi di ogni colui che di questa milizia è corpo e anima. Il benessere dei molti calpesta ogni individuale malessere. Contrordine compagni! Nessuno azzardi a distogliere lo sguardo dalla mente in quanto pronti a fucilare il cuore, pronti a ricacciare nell'addome il rigurgito di ogni anima che percepisce un altro unicum. Avanti compagni verso ciò che ancora non vedete. Io, lui lo intima... 

 

 
 
 

somme

Post n°1567 pubblicato il 09 Settembre 2015 da archetypon
 

insonne
353) Ore due e trenta. Gli insonni fanno calcoli. Somme semplici. Per loro uno più uno non fa mai due, ma uno e mezzo. E quel mezzo diventa il pensiero che tortura la loro notte.

 
 
 

inaccettabile uomo

Post n°1566 pubblicato il 04 Settembre 2015 da archetypon
 

inaccettabile uomo
Chi, avendo frequentato gli uomini, si fa la minima illusione su di essi, dovrebbe essere condannato a reincarnarsi, per imparare a osservare, a vedere, per aggiornarsi un po'.

E. M. Cioran, Squartamento


[Pensavate che il Progresso, la vendetta di ogni nuova generazione sulla precedente, il sapere di sé, di esploratori senza anima e pudore, potessero mettere in un angolo l'inaccettabile uomo, eroderne le violenze e la rabbia? Nella presunzione di aver creato un mondo a misura d'uomo, denaturalizzato, mai come ora siamo schiavi di ciò che abbiamo nascosto, ombre feroci come prima solo più spaventose poiché nascoste da rutilanti luci.
E l'inaccettabile uomo ci vomita.]

 

 
 
 

non l'avresti notata

Post n°1565 pubblicato il 31 Agosto 2015 da archetypon
 

sconosciuti in metro
gennaio 1999

... no, non l'avresti notata tra la folla, incrociandola su un bus, alla metro, in un bar - solo visi straniti nei luoghi. Ne avresti sentito la voce, ma non annotata. Troppo duro il tratto, troppo profondi gli occhi, ché fondo ancora non eri. L'incrocio si sarebbe perduto - in verità s'è perduto - le trame allontanate per riprendersi poi le loro proprie rivincite. Cosa accade nella psiche, quale formula magica evoca angelo e demone, per cui chi non avresti notato tra tantissimi visi diventa unico, il tuo viso? Qualunque tempo, un tempo che non era e ora è, con te, viso, sono me...

 
 
 

soave malum

Post n°1564 pubblicato il 20 Luglio 2015 da archetypon
 

Mariavittoria Keller - L'anima nella guerra


Bellica pax, vulnus dulce, soave malum.
[Una pace guerresca, una ferita dolce, un soave male.]

John Gower, Confessio amantis
(in C.G. Jung, Psicologia della traslazione)

 

[Sono stato chiamato alla guerra, una guerra nell'anima, per amore dell'Anima. Non sono stato un eroe, piuttosto un codardo. Ferito e umiliato ho cercato di porre pace nel cuore, ma il rimorso poggia sulla colpa, e la pace è guerresca.
Quando poi, m'han detto, la ferita mai si chiuderà, ne ho assaporato il dolce umore, che fluisce ogni giorno in questa pace inquieta.
E il male che conduco ha colori, suoni, odori e un sapore. E in tutti i sensi è soave. Inizio dalla mia fine. Coincidenza degli opposti. Amen.]

 

 

 
 
 

intinto d'amaro

Post n°1563 pubblicato il 14 Luglio 2015 da archetypon
 

intinto d'amaro

Carissima,

Strana operazione alchemica la tua, che mi separi dai chicchi per lasciarmi come crusca che intingi nel fiele, da assaggiare per non dimenticare. Così il sapore è amaro: amaro ogni incontro e dialogo, amaro il vento che ti ispira contrario, amaro il silenzio. Non può che essere un futuro amaro.

Eppure l'ombra dell'amarezza si giustappone al chiaro senso in cui appari, come cometa nello spazio del tempo, come lapis nella officina dell'anima, come nuova Gerusalemme nella personale apocalisse. L'amarezza non può che essere di eguale densità. Troppa allora per chi, crusca tra i chicchi, è intinto in quest'amaro. Tuo,

AM

 

 
 
 

l'oscuro

Post n°1561 pubblicato il 03 Luglio 2015 da archetypon
 

divenire
Chiese l'uomo, stancamente: «Dopo che ho posto la gran parte delle domande per comprendere la vita, dopo che ho avviluppato ciò che è stato o ciò che non è stato, dopo che ho esplorato l'anima con un desiderio di raffinatezza trovandola mischiata con letame, è l'ora del gesto sfuggente, il movimento per allontanarsi alla gravità delle contemplazione?»

Rispose il vecchio, più vecchio della stanchezza: «Nel divenire il movimento è nulla se inconsapevole poiché poi chiederà di essere riparato, ma è colpevole se la consapevolezza ne annulla la volontà in quanto riconosce la vacuità del fine. Allora, essere il divenire».

 

 
 
 

corri, corri

Post n°1560 pubblicato il 26 Giugno 2015 da archetypon
 

affanni quotidiani
Se non affannati, distratti.

E l'affanno sono per impegni obblighi scadenze della quotidianità quando un tempo la preoccupazione era la sola pagnotta. E la distrazione non è per distrarre dagli affanni quanto per riprenderci da questi, così che potremo affannarci ancora o più di prima.

È una corsa (in verità m'appare verso l'opposto), dove le pause contribuiscono a farci correre più della corsa in sé.

E se l'opposto si apre come orizzonte tra le nebbie, per chi lo intravede c'è sempre un professionista dell'anima: un colpo al cerchio, uno alla botte, una pillolina nel mosto, e vai, vai, continuerai a correre più bello e contento di prima.

Ma sei fatto per la corsa?

 

 
 
 

opinioni di un clown

Post n°1559 pubblicato il 19 Giugno 2015 da archetypon
 

opinioni di un clown
In fondo, che si sappia, queste sono le pagine di uno che trova difficile comprendere - prendere con sé -  la vita. Così, come bimbo che gioca con le parole, tenta di spiegarsela, e uno dei prodotti del dispiegamento sono proprio queste pagine - o si vive o si scrive.

Vorrebbe cimentarsi nell'ironia di questa intellettualizzazione - se allunghi le parole accorci la vita - e, se in vena, potrebbe apparire caustico - un clown deve essere malinconico per essere un buon clown. Resterebbe che è una faccenda seria questa vita.

Così resta bambino, anche perché della saggezza d'età non vede tracce: inquietudine e parole, qui lo testimoniano, lo rodono e lo irridono.

Allora persevera a vivere. Tutto ha un prezzo.

 

 
 
 

quel sorriso solo

Post n°1558 pubblicato il 15 Giugno 2015 da archetypon
 

quel sorriso solo
Poiché a fondo nel profondo del cuore penetra, / E affonda nelle midolla delle ossa - / E mai nessun sorriso fu sorriso, / Ma solo quel sorriso solo, / Sorriso che dalla culla alla fossa / Sorridere si può una volta sola; / Quando è sorriso, / Ha fine ogni miseria.

William Blake, Il sorriso


[Dimentico la mia condizione, umana per tutti dell'anima per pochi. Dimentico il tempo il freddo e lo spazio. Sorriso, non so perché sei unico e con te uno sono. Eppure mi appare, unica, sorriso unico, che lontano sei, dimentico di me.]

 
 
 

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poi torneremo al silenzio.

I testi in corsivo sono citazioni.

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CIÒ CHE ORA LEGGO

A MEMORIA

Si può mancare non solo la propria felicità, ma anche la propria colpa decisiva senza la quale un uomo non raggiunge mai la propria totalità.

- C.G. Jung
 -


Quando uno ha avuto una volta la fortuna di amare intensamente, passa la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.

- A. Camus -



Il serpente aveva appena guardato quella venerabile immagine quando il re prese a parlare e domandò: «Da dove vieni?». «Dai crepacci in cui abita l'oro» rispose il serpente. «Che cosa è più stupendo dell'oro?» domandò il re. «La luce» rispose il serpente. «Che cosa è più vivificante della luce?» domandò il primo. «Il dialogo» rispose il secondo.

- Goethe -


Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore non sbaglia mai.
- Popol Vuh -

 

Chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto.

- C.G. Jung -

 

Nel coltivare se stessi non esiste la parola "fine". Chi si ritiene completo, in realtà, ha voltato le spalle alla Via.

- Yamamoto Tsunetomo -


La vita, per compiersi, ha bisogno non della perfezione ma della completezza. Di questa fa parte "la spina nella carne", la tolleranza all'imperfezione, senza la quale non c'è né progresso né ascesa.

- C. G. Jung -


Un uomo che dubiti del suo proprio amore può, o meglio deve dubitare di qualsiasi altra cosa meno importante.

- S. Freud -

 

Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un'estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che ha vissuto immensamente. E che nella stessa misura non ha vissuto.

- V. Vosganian -


Tutto ciò che teniamo dentro di noi senza viverlo cresce contro di noi.

- M.L. von Franz -


E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

- Julio Cortàzar -

 

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