Mever

Ballando in piedi sul letto


"preparati"era un comando, un'imposizione.a lui non piaceva prendere ordini. aveva cercato di fare di tutto per non partire militare. si sentiva minacciato dalla stupidità umana e se proprio avesse mai dovuto sbagliare avrebbe preferito farlo da solo, con la sua testa e non perchè era stato obbligato dalle convenzioni di qualcun altro.la conosceva ormai da un tempo che gli sembrava immemore. in realtà aveva semplicemente diviso con lei alcuni tra i momenti più belli che la vita gli aveva regalato.spense i pensieri e si decise ad alzarsi. non era sua intenzione farla arrabbiare e sapeva che lei si sarebbe spazientita presto. lei aveva bisogno di lui ora. proprio in quegli istanti e lui ne era a conoscenza. per cui si preparò velocemente perchè d'altronde era quasi pronto e quando gli mancarono solo le scarpe e il giubbotto, quello leggero, li spostò vicino all'ingresso in modo che fossero i più comodi possibile nel momento in cui sarebbero usciti. si avviò verso il bagno dove sentiva la radio che suonava quella canzone che a lei piaceva tanto perchè, un po' di mesi prima, lui gliel'aveva fatta ascoltare quando si erano svegliati insieme. le aveva dedicato dei versi forse troppo stupidi o forse troppo adolescenziali ma era esattamente quello che sentiva nel suo cuore. lei era il suo amore grande e contemporaneamente il suo grande amore. così entrò nel bagno canticchiando e la trovò sull'orlo delle lacrime mentre si guardava allo specchio con ancora i trucchi in mano. allora le prese la mano e la girò verso di sè inscenando un goffo balletto. lui non sapeva ballare anche se lo aveva fatto quando ballare significava cercare la sopravvivenza nel mondo degli scapoli ma non gli era mai piaciuto. invece quando si trovavano soli era come se mozart avesse composto per il cervello di lui un valzer che non avrebbe avuto una fine. a volte si scopriva a ballare anche da solo, le bastava pensarla. questa volta però lei c'era e stavano ballando un tango. un sensualissimo tango argentino. anche se non centrava niente con la musica che proveniva dalla radio. l'ambiente era piccolo e il ballo rendeva tutto ancora più strano. cercavano di non sbattere ed effettivamente non sbattevano perchè lui la guidava e lei sentiva che non avrebbe dovuto avere paura al suo fianco. di colpo lui vide gli occhi di lei asciugarsi dalle lacrime e il suo splendido sorriso aprirsi. capirono che quel ballo aveva un significato più profondo di quello che si sarebbe potuto evincere osservandoli dall'esterno. era un affare solo loro. siete curiosi?sapete tenere un segreto?sapete cosa era un ballo come quello?  quel ballo era la forza della natura che aveva trovato il modo per esprimersi. era la natura stessa e contemporaneamente era l'insicurezza di lei che stava per manifestarsi. era l'amore che li univa che aveva trovato una strada per rassicurarla. ora lei sapeva che lui quella sera le sarebbe stato vicino. che non l'avrebbe abbandonata. che poteva contare su di lui.lui sorrideva felice.era riuscito a farle capire che, per quanto lei si sentisse insicura di quella serata, non avrebbe dovuto preoccuparsi dei giudizi delle persone che avrebbero incontrato e di tutti gli ostacoli che avrebbero trovato lungo la loro strada. loro avrebbero continuato a ballare fino a che, stanchi morti, stremati, non avessero deciso di sedersi per riposarsi.lui sorrideva felice e si scordò di indossare le scarpe e il giubbotto. l'accompagnò in camera per finire il loro ballo in piedi sul letto.