Mever

Desiderare


 Penso che la mia città sia tra le più belle al mondo.Stamattina ci ho fatto due passi perchè dovevo fare una cosa importante: il passaporto! (quindi amici lontani preoccupatevi perchè potreste non essere più così lontani!)Ho guidato per il centro storico per arrivare in questura e devo dire che Bologna è proprio bella: i suoi colori rallegrano e non riescono a lasciarmi indifferente. Ho parcheggiato e fatto le mie commissioni. Mi sono emozionato nel vedere le persone al mio fianco, ognuna indaffarata a modo suo...Ho pensato a quando avevo lasciato questo mio orticello verde per recarmi in un'altra città e poi alle volte in cui ho pensato di abbandonarla:la prima volta era per Torino, città europea in Italia e, contemporaneamente città italiana in Europa;poi venne la volta di Firenze con cui ero sceso a patti e per la quale avevo smesso di restare sveglio la notte, in fin dei conti avevo gli amici e il lavoro e se mancava quel substrato che stavo cercando... lo avrei trovato tra le pieghe delle mie conoscenze;Barcellona la patria del design e il vivere rilassato dei catalani;Padova era la città perfetta, c'era un po' tutto, sì, per lavoro pensavo che Barcellona mi avrebbe soddisfatto, ma Padova era a misura d'uomo, con i portici (se non sei di Bologna non puoi capire quanto si possono apprezzare i portici), le pasticcerie, le passeggiate, i mercati... Padova va visitata e se è possibile vissuta;poi è arrivata Verona e lì è stato piacevole ri-scoprire che la vita ti riserva sorprese meravigliose, ma, mentre mi stavo cullando l'idea di ricominciare tutto daccapo per amore, si aprirono un po' di prospettiva a Bologna e rimasi.Ho vissuto nel bene e nel male tutti questi luoghi ma stamattina ho sentito l'affetto che provo per questa città... e mi canticchiavo una canzone nel cuore e nella mente... La mia città, senza pietà, la mia città ma come è dolce certe sere a volte no, senza pietà mi chiude in una stanza mi fa sentire solo Una città, senza pietà, la mia città non la conosco mai fino in fondo troppi portoni, troppi cassetti io non ti trovo mai tu dimmi dove sei Adesso dove si va, cosa si fa, dove si va siamo sempre dentro a qualcosa un'auto che va o dentro un tram senza mai vedere il cielo e respirando smog ma guarda là, che cazzo fa, ma pensa te ma come guida quel deficiente poi guarda qua, che ora e' già ma chi ti ha dato la patente che ti scoppiasse un dente a te… siamo sempre di corsa sempre in agitazione anche te…che anche se lecchi il gelato c’hai lo sguardo incazzato la mia città, senza pietà, la mia città ma come è bella la mattina quando si accende, quando si sveglia, e ricominciano i rumori promette tante cose Ma dimmi…dove sarà, prima era qua c'è un nero che chiede aiuto dove sarà questa città E' sparita senza pietà c'ha troppi muri la mia città ma guarda che civiltà la mia città con mille sbarre alle finestre porte blindate, guardie giurate, e un miliardo di antifurti che stanno sempre a suonare…perché… c'è chi ha troppo di meno e chi non si accontenta e c'è…chi si deve bucare in un angolo di dolore e c'è…che c'è bisogno di un trucco c'è bisogno di tutto senza pietà, la mia città "Signora guardi che belle case però a lei no, non gliela do mi dispiace signora mia è tutto uso foresteria" una città la mia città, senza pietà ti dice che non è vero che non c'è più la povertà perché è tutta coperta dalla pubblicità c'è chi a lavorare è obbligato a imbrogliare e c'è…chi per poterti fregare ha imparato a studiare e c'è…che c'è bisogno di tutto c'è bisogno di un trucco e c'è…bisogno di più amore dentro a questa prigione [...]la Bologna che c'era...Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' mollicol seno sul piano padano ed il culo sui colli,Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale,Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...Bologna per me provinciale Parigi minore:mercati all' aperto, bistrots, della "rive gauche" l' odorecon Sartre che pontificava, Baudelaire fra l' assenzio cantavaed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osteriequando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie...Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paurae i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura...Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergognacullati fra i portici cosce di mamma Bologna...Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,Bologna capace d' amore, capace di morte,che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...Bologna è una ricca signora che fu contadina:benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina,che sa che l' odor di miseria da mandare giù è cosa seriae vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura.Lo sprechi il tuo odor di benessere però con lo strano binomiodei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronioe i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persiconfusi e legati a migliaia di mondi diversi?Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente,cantando canzoni che è come cantare di niente...Bologna è una strana signora, volgare matrona,Bologna bambina per bene, Bologna "busona",Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto,rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato... [...]  e la Bologna che c'è Lungo l'autostrada da lontano ti vedròecco là le luci di San Lucaentrando dentro al centro, l'auto si rovina un pòBologna, ogni strada c'è una bucaper prima cosa mangio una pizza da Alteroc'è un barista buffo, un tipo neroBologna, sai mi sei mancata un casinoaspetto mezzanotte chè il giornale compreròlo stadio, il trotto, il Resto del Carlinopiove molto forte ma tanto non mi bagneròc'è un bar col portico, mi faccio un cappuccinoma che casino, quanta gente, cos'è sta confusione?c'è una puttana, anzi no: è un busoneBologna, sai mi sei mancata un casinochissà se in questa strada si può entrare oppure no?ah no, c'è Sirio, ma che due maronicosì cammino per la piazzacon una merda sul paletotma perché anche col buio volano i piccioni?voglio andarmene sui collivoglio andarmene a vedere il temporaletra i fulmini coi tuoni mi sembra di volarenel tempo dei ricordi perdermi e affogarefigurine, piedi sporchi e ancora i compiti da farele pugnette sui tetti, che belli quei cieliseduti lì insieme con le nuvole che cambiano colorebocche rosse d'estate, cocomeri in fiorecome è buono nei viali il profumo dei tiglicon della benzina l'odorecerte notti stellate nei cine all'apertoe le lucciole che si corrono dietro,si corrono dietro per fare l'amorecom'è bello andar a fare l'amorec'è un tuono più forte che la notte svaniscemi sveglio di colpo più stanco più solomentre il cielo schiarisceaccendo il motore, guardo nello specchiettoe vedo riflessa con un po' di doloreBologna col rosso dei muri alle spalleche poco a poco spariscemetto la freccia e vado sulla lunavado a trovare la luna