Creato da MioDestino il 03/01/2008

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Post n°1788 pubblicato il 17 Giugno 2009 da MioDestino
 
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In un cartoon di Jules Feiffer, c’è un uomo di nome Arturo che cerca di educare la sua fidanzata a cogliere gli enigmi della vita, una vita che sarebbe senza verità, senza giustizia, e senza risposte.

 ...Il dialogo si svolge più o meno così:

Arturo: La verità non esiste.

Fidanzata: E’ vero.

A. No, non è vero. Se non esiste la verità, nulla è vero. Ascolta ciò che sto dicendo.

F. Sto ascoltando. Tutto è menzogna.

A. Niente è menzogna. Se non c’è verità, come facciamo a sapere che cosa sia menzogna e che cosa non lo è? Non ha senso parlare di menzogna!

F. Io so che… noi non sappiamo nulla.

A. Ma come fai a sapere di non sapere nulla, se sapere è il contrario di non sapere? Inoltre, se noi non sappiamo nulla, pure non sappiamo se non sappiamo nulla.

F. Non importa ciò che io dico, tanto è sempre sbagliato.

A. Ma come potrebbe essere sbagliato? Se tu ascoltassi ciò che ti sto dicendo, vedresti che non c’è nulla che possa dirsi giusto o sbagliato.

F. Ma perché mi parli tanto da arrabbiato? Sei arrabbiato con  me, Arturo?

A. Io non sono arrabbiato! Nonostante tutto ciò che abbiamo detto, non ti rendi conto che non esiste nulla che possa chiamarsi rabbia?

F. Però, tu non hai smesso di alzare la voce con me da quando ci siamo fidanzati!

A. E’ questa la tua riconoscenza verso di me, quando tutto ciò che faccio è quello di poterti rendere abbastanza intelligente da sposarmi?

E’ un dialogo... divertente, ma è anche un quadro di disperazione.

Questo fumetto dice che uomini e donne non possono vivere su quel piano, perché esso nega ogni fibra di ciò che il nostro essere esige dei criteri permanenti con cui vivere. Razionalità, significato, comunicazione, dignità, valore.

Nietsche, l’apostolo del nichilismo, era finito in una clinica psichiatrica e poi si era ucciso. Hemingway pure si tolse la vita.

 Kafka visse una vita di terribile disperazione, scrivendo racconti che risuonavano del grido: “Dio è morto! Dio è morto! Certamente è morto, non è vero? Dio è morto! Oh, quanto vorrei che egli non fosse morto!”.

Il dialogo rappresentato dal cartoon ci mostra il dilemma dell’uomo moderno, che ha abolito la verità, che dice non esservi luce.

L' unica interpretazione che possieda della sua vita è la propria esperienza. Non possiede nulla fuori della sua vita che possa gettare una qualche luce ed aiutarlo a comprenderne il significato.

 E' come uno che sia andato al cinema e che avesse scoperto che il film era iniziato un' ora prima, e che poi debba uscire dalla sala venti minuti prima della fine.

 Il significato del film può essere colto solo da quel poco che ha visto la' al buio.

Gli manca tutto il contesto, l’esperienza che ne fa lo confonde. Per comprendere il significato abbiamo bisogno sia dell’inizio che della fine, abbiamo bisogno di qualche certezza che conoscere l’inizio e la fine sia reale.

Allora, forse, avremo il significato.

 Forse.

(dal web)

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Napoli Romantica il 17/06/09 alle 18:40 via WEB
Ma ciaooooooooooooooo...imperdonabile la mia assenza tesò...come stai? Ho trovato un internet point e sto un po' a cazzeggiare ehehehehhee..come va? Non passo da molto, lo so...ripeto, imperdonabile la mia assenza ma appena torno in linea mi rifarò!!! Bacissimi!!!
 
 
MioDestino
MioDestino il 17/06/09 alle 21:36 via WEB
Toh, chi si rivede...ciao Kemp.) Io, bene, t'ho letto da Tonia, sei qui a Roma per un po' di giorni. Ti stai beccando tutto il caldo, visto? Meglio che rimanevi da te, mi sa...Bacissimi contraccambiati****
 
ForBackNewLife
ForBackNewLife il 17/06/09 alle 19:19 via WEB
Oddio… ritornano in mente ricordi… leggendo il dialogo e la fine mi ritorna in mente qualche cosa che non avrei mai voluto assistere… Quando sei presente e ti vorresti seppellire…, quando sei amico di A e di F… F dovrebbe lasciarlo in tronco!! A ha di sicuro grossi problemi (quasi certo!!), Io stetti dalla parte di A ma aveva torto marcio!! “E’ questa la tua riconoscenza verso di me, quando tutto ciò che faccio è quello di poterti rendere abbastanza intelligente da sposarmi?” A ha una falsa intelligenza (solo apparenza) e deve fare qualche cosa per rendersi meno ridicolo e bambinozzo…
 
 
ForBackNewLife
ForBackNewLife il 17/06/09 alle 19:44 via WEB
Sono andato fuori tema, OFF TOPICS!! Molto molto OUT! Mi ha dato fastidio l’ultima frase. Rimedio!!
 
   
ForBackNewLife
ForBackNewLife il 17/06/09 alle 20:04 via WEB
Sono delle persone intelligenti ma succubi di ciò che riescono a vedere e notare, si estraniano (abissalmente e definitivamente) semplicemente perché capaci (succubi) di impersonare ciò che vedono dalla parte isolata. La loro meditazione prende il sapore di ossessività e scopo della loro vita e probabilmente non riescono più a vivere insieme agli altri se non come isolati spettatori e non più come partecipi o come sentirsi appartenenti a perdendo il senso di loro stessi, come successe anche a Pessoa dove la sua poesia era diventata rivolta all’osservazione della vita di altri portandolo poi all’isolamento completo. Si sono dimenticati del Panta Rei, che alla fine tutto scorre indipendentemente a ciò che si è filosofeggiato. E’ uno strumento che hanno fatto l’errore di renderlo l’unico che possa esistere.
 
     
MioDestino
MioDestino il 17/06/09 alle 21:48 via WEB
Innanzitutto, grazie per i tre commenti tre e...rispondendo a quest'ultimo mi viene da dire che così non sanno viversi. Non sanno gioirsi. Soffermano il loro proprio sguardo solo per vedere l'altro fin 'dove arriva'. Non completandosi così. Ti sembrano spettatori di loro stessi, dici... Vero vero. Sono spettatori, talvolta, d'una pantomima che trascinano come zavorra infinita, dimenticandosì così che una luce, in fondo a 'quel' tunnel, c'è sempre. Sempre. Specchio dei nostri tempi e mancanza di concreta volonta' di non affinarsi in un'unica direzione che puo' esser solo un reciproco ascolto, lasciandosi dietro così, il meglio di loro stessi, dei loro percorsi condivisi, dei loro sogni spesso dimenticati. Spesso, proprio così. Il fumetto sopra, forse...puo' far sorridere. A me non ha dato quest'impressione. Tutt'altro.
 
fabergiza
fabergiza il 17/06/09 alle 19:36 via WEB
ciao DES... e se invece la soluzione del dilemma stesse tutta nel non arrovellarsi inutilmente il cervello nella ricerca del "significato"? se tutto fosse più facile soltanto vivendo i momenti senza se e senza ma????
 
 
MioDestino
MioDestino il 17/06/09 alle 21:50 via WEB
Ossì.... Certamente, FABER. Tutto senza se. E senza ma.
 
mizar_s_light
mizar_s_light il 17/06/09 alle 21:22 via WEB
Premesso che mentre leggevo il dialogo sentivo gli ingranaggi del cervello sgranare e grattare ;) La riflessione che riporti è molto significativa e testimone di un generale appiattimento che passa dalle cosienze al senso critico, finanche alla propria idea di vita. Tutto si basa sulla propria esperienza negando che ci sia altro là fuori, ed alle incertezze proprie, naturali, della vita, si sostituiscono certezze banali che fanno credere che davvero basti vedere un pezzo di film, per ripercorrere la tua metafore, per capirne tutto il senso.
Buona serata miacaraDes Un bacione
 
 
MioDestino
MioDestino il 17/06/09 alle 21:58 via WEB
Lo so, Mizzi....è un Pensiero un po' contorto, forse. Entra dentro, in profondita', con poca.... immediatezza.. Ma se ci pensi bene....è talmente semplice e naturale da sembrarti persino banale. Un concetto che 'sentiamo' spesso addosso, non trovi? Specie quando ci troviamo e ritroviamo a parlar di sentimenti con la persona accanto, quella di cui si condivide un pezzo di vita. Ed appunto, come detto sopra, la sostanza è tutta lì. Provare e riprovare a riascoltarsi, mettendo da parte le 'proprie' certezze in virtu' di una verita' solo soggettiva. Manca entusiasmo qui, manca generosita' di cuore, qui. Manca tanto. Troppo, forse. Un bacio a te, stella... Buona serata)
 
Puvis
Puvis il 17/06/09 alle 21:48 via WEB
Des, credo che valga questo assioma: amo quello che conosco. Anzi, più conosco, più ho la capacità di amare. Non posso amare ciò che non conosco. Al limite, vale quel paradosso (ricordi?): posso amare anche qualcosa che mi manca. Ecco, nella nostra vita diventa fondamentale quello che conosciamo, la sapienza delle cose. Più conosciamo, più ascoltiamo, e più possiamo formare una consapevolezza, una capacità di vivere pienamente. (Non parlo di verità: quella è un assoluto, e come tale entra nel campo dell’accettazione, più o meno critica). Ma, ora, lasciami dire una cosa. E’ anche in posti come questo, sì, in luoghi di scambio di opinioni, di confronti, che cresciamo, che aumentiamo la conoscenza. E non parlo in astratto, parlo del tuo blog. Quella che hai creato, è una bella, straordinaria palestra per la mente. Un posto dove si sprigionano emozioni, dove c’è libertà di dire, di pensare. Di parlare o di tacere. Ci si sente a casa. Volevo dirtelo da tempo, questa è l’occasione. E penso di non essere il solo, a pensare così. Grazie, Des. Ti auguro una bella serata..
 
 
MioDestino
MioDestino il 17/06/09 alle 22:10 via WEB
Penso che amare cio' che si conosce, sia in fondo, naturale che avvenga. Io, non pensero' mai e poi mai di amare una persona (di questo, ora si parla) se non s'ha la conoscenza e/o la stima necessaria per far cio' che avvenga. (Penso nemmeno tu...) Ma posso, anzi, concordo con cio' che affermi: si.... 'puo' 'amare' cio' che manca. Quello sì. Paradossale, ma è vero. Se talmente è forte 'quel' tipo di esigenza, posso allora pensare che simile concetto, seppur non avendone certezza, puo' 'bastare' affinche' colmi quel vuoto. Ma questo pensiero, spiazza, perchè così ti fa capire quanto non si voglia 'lavorare' nel profondo. Quanto non si voglia 'scavare'. Quanto ci si voglia adagiare, indugiare nelle mezze verita'. E la coppia, così.........scoppia. Inevitabile. ps: ........grazie. Solo questo. E di cuore. Bella e buona serata, Puvis.
 
sturm_2009
sturm_2009 il 17/06/09 alle 23:23 via WEB
ciao cara des, sorrido al messaggio della vignetta, che banalizza concetti sui quali i più grandi pensatori, a partire dal V secolo, hanno accentrato ricerche empiriche utilizzando la logica del linguaggio. Gli stessi filosofi hanno , su definizioni apofantiche, costruito concezioni che hanno suffragato e suffragano tesi scientifiche. Senza la loro esistenza , probabilmente il pensiero dell'uomo sarebbe rimasto primordiale e circoscritto alla "semplice esperienza della propria vita biologica" Quel che leggo è una stupida strumentalizzazione . è vero che alcuni grandi filosofi impazzirono o morirono soli o furono assassinati , eppure riecheggia la loro voce in tutto il progresso della nostra umanità. Un bacio, tonia
 
 
MioDestino
MioDestino il 18/06/09 alle 08:23 via WEB
Si strumentalizza ovunque, comunque e sempre. Non te ne sei accorta quanto sia tutto reso alla stregua d'un mero fumetto, ogni sentimento di vita....? Sì. Te ne sei accorta, sì. Un bacio, Tonia cara.
 
   
sturm_2009
sturm_2009 il 18/06/09 alle 09:42 via WEB
no, no...brutto ciò che dici, io non penso che si strumentalizzi ovunque, comunque e sempre, soprattutto i sentimenti, essi corrono , scorrono, si evolvono e cmq possono non perdere la loro bellezza. Spero di vivo cuore che te ne sia accorta anche tu. un bacio e buona giornata, tvb, tonia
 
     
MioDestino
MioDestino il 18/06/09 alle 14:55 via WEB
Tonia....perdona. Il tuo parlare è ...'romantico' (scusa, altra definizione non mi vien da dire adesso), ma è questo che differenzia, distanzia e NON giustifica ogni rapporto si ammanti in codesta maniera. E chi è che è d'accordo...io, no di certo. Ma....ma esistono coppie così. Tante, Tonia. Troppe. E non si puo' davvero accettare come si perdano, così, momenti di bellezza, di ricordi, di sentimenti profusi nel tempo, condivisi. Peccato. Ti bacio anch'io, amica mia cara...
 
cateviola
cateviola il 18/06/09 alle 00:24 via WEB
forse
No, stanotte non reggerei un dialogo del genere... vivi, Des, respira :*
 
 
MioDestino
MioDestino il 18/06/09 alle 08:23 via WEB
Sì, Nube cara. Sto tornando a respirare......;-*
 
What_your_soul_sings
What_your_soul_sings il 18/06/09 alle 08:52 via WEB
ciao carissima.. ho letto ora il dialogo tra Arturo e la fidanzata, roba da mal di testa :-D
un abraccio forte a te, un bacio, buongiornissimo :-*
 
 
MioDestino
MioDestino il 18/06/09 alle 14:57 via WEB
Essì. Quel dialogo è illuminante assai....specie quando sai che potresti incanalarti in un tunnel senza fine. Stesso abbraccio forte forte, Whattuccio mio ;-*
 
soloperituoiocc_1968
soloperituoiocc_1968 il 18/06/09 alle 12:37 via WEB
Mia cara Des..perchè mi sei cara lo sai...quello che dipinge il post è un quadro di egoismo puro...e dovrenno esserci ormai abituate al vviere sole nelle nostre isolette...ma io mi ribello, non accetto di vivere senza luce che illumini ogni passo della mia vita...ogni esperienza va vissuta, fatta propria e se si ha la fortuna di poterla condividere, condivisa, così credo si esca dal buio dell'egoismo, del volere vivere solo la propria realtà come se fosse l'unica e la sola che ci impegniamo a conoscere bene.
Ti abbraccio***
 
 
MioDestino
MioDestino il 18/06/09 alle 15:05 via WEB
......stessa identica replica che ho fatto a Tau. E' così, pero' che va.....ma non ve ne accorgete? C'è tanto di quell'egoismo tra i rapporti a due da far spavento. E il bello è che ci si arroga il diritto che non è vero! Ma c'è, eccome. E logora, e rovina e distrugge. La Luce di cui si parla non la si vuole vedere. NON c'è impegno a scorgerne persino un raggio solo. Tutti lì arroccati sulle proprie verita' espresse e amen. Triste, desolante quadro che certamente, un mero disegno, non puo' che far restituire, in cambio, un sorriso. Amaro sorriso, ovvio. Abbraccio forte e stretto, Chiara***
 
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