Creato da MioDestino il 03/01/2008

___AprilatuaMente___

.....vivi, osserva, ascolta

 

Ciao!

Post n°1820 pubblicato il 26 Luglio 2009 da MioDestino
 
Tag: .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccoci ai saluti...

 

Vi saluto uno ad uno, con un abbraccio che circondi tutti.

Sono stata bene, questo periodo passato qui, mi è servito tanto, sono riuscita a conoscere davvero delle bellissime persone, nessuna esclusa.

Ho imparato molto.

(Ho ascoltato molto!)

Sono stata tanto vicina al vostro cuore, come voi lo siete stati tanto al mio.

 

. . .

 

Non so se tornero' piu' qui.

E comunque, non voglio cancellare cio' che ho costruito per così tanto tempo.

Per il momento, va così.

E così, deve andare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensatemi con un sorriso, come io sto sorridendo, ora, alla vostra bellissima Luce...

 

 

 

 

 

 

 

Vi bacio.

 

Sempre.

 

Grazie.

 

 Vi porto con me...

 nel mio cuore.

 


laDes

 

 

 

 

 
 
 

...

Post n°1819 pubblicato il 07 Luglio 2009 da MioDestino
 
Tag: .

laDes

per il momento...

 si ferma qui.

.

- Blog in pausa -

Vi bacio,

tanto.

.

 
 
 

...

Post n°1818 pubblicato il 07 Luglio 2009 da MioDestino
 
Tag: .

 

 (Che) Se il nostro amore voleva partire,

facevamo (probabilmente) di tutto per farlo restare.

 

 

 

(Sicuro)

. . .

 

....è di Prévért.

(ebbasta con st'ammmore)

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Mediterraneo

Post n°1817 pubblicato il 06 Luglio 2009 da MioDestino
 

 

 

…Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.

 

 

La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.

 

 

Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare,
ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro.

 

 

 

Tu m’hai detto primo che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento del tuo;

 

 

che mi era in fondo la tua legge rischiosa:
esser vasto e diverso e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura

 

come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso…

 

 

 

 

- Eugenio Montale -

 " Mediterraneo "

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

...

Post n°1815 pubblicato il 04 Luglio 2009 da MioDestino
 
Tag: .

"...lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse:

 son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non battera' mai piu'..."

[ Proprio vero.

Ci sono volte che

 hai una cosa così bella tra le mani e ti sfugge così,

via,

 tra le dita.]

 
 
 

.

Post n°1812 pubblicato il 02 Luglio 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Quel giorno era felice. Perchè lo era?

 Perchè lo era:

scintillava.

 
 
 

*

Post n°1811 pubblicato il 02 Luglio 2009 da MioDestino
 

La magia della sua voce.

Tutto è melodia,


tutto è profumo. 

  E Colore.

Lo sguardo che si appoggia sul nulla.

Negl'occhi hai un misto di foto e mare.

Immagini.

Magari perse in un angolo di sogno solo tuo.

L'infrangersi delle onde, il suono del vento.

Tu, solo a berti quell'attimo Infinito.

Tu e la magia che persiste. E trasmette.

Di te.

In te.

laDes

(( Buongiorno ))

 
 
 

...

Post n°1808 pubblicato il 30 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Quando si scrive delle donne,

bisogna intingere la penna nell'arcobaleno.

(!!!)


- Baltasar Gracian -

.

 
 
 

*

Post n°1807 pubblicato il 30 Giugno 2009 da MioDestino
 

La verita' si ritrova sempre nella semplicita',

mai nella confusione.

- Isaac Newton -

(( Buongiorno ))

 
 
 

PietroePaolo

Post n°1806 pubblicato il 29 Giugno 2009 da MioDestino
 

Roma festeggia il 29 giugno di ogni anno i Santi Pietro e Paolo, suoi patroni primari.

San Pietro e san Paolo, giunsero a Roma dalla lontana Giudea, e si conserva ancora memoria persino degli esatti luoghi dove risiedettero:

Pietro nella Domus del senatore Pudente, dove per altro, oggi sorge la Chiesa di Santa Pudenziana, e Paolo, sull'Aventino, presso Aquila e Priscilla, dove ora c'è Santa Prisca.

Speciali cerimonie si svolgono in tutte le chiese cittadine, soprattutto in quelle intitolate ai Principi degli Apostoli.

Secondo un’antica e consolidata memoria in Via Ostiense, tra gli odierni numeri civici 106 e 108 e a circa trecento metri dalla Basilica di S. Paolo fuori le mura, avvenne l’ultimo fraterno saluto tra Pietro e Paolo, separati, per essere avviati al martirio.

E secondo sempre la tradizione, Pietro e Paolo furono entrambi rinchiusi nel Carcere Mamertino, ai piedi del Campidoglio.

 Pietro riuscì a convertire i suoi carcerieri e li battezzò, ma non essendovi acqua in quell’ambiente ipogeo, batté sul terreno e sgorgò una fontanella, che esiste ancora.

San Paolo venne condotto "ad aquas salvias", nell’attuale zona delle Tre Fontane, sulla Via Laurentina, per essere decapitato;

 essendo un cittadino romano fu portato, dunque, fino al luogo del martirio e la storia ci tramanda che la sua testa avrebbe battuto tre volte al suolo facendo scaturire, ad ogni caduta, una fonte miracolosa;

l’episodio assegnò il nome al luogo e alla chiesa, sorta in onore dell’Apostolo.

Nel punto dove avvenne l’ultimo saluto, fu , in seguito, eretta una cappella, poi una chiesetta, detta della "Separazione", sopravvisse fino al novecento; oggi, esiste una lapide posata nel corso dell’Anno Santo 1975 che contiene in pochissime parole il ricordo dell’avvenimento. 

 

Insomma, oggi è festa per noi romani (!)

Non si lavora, negozi chiusi e festeggiamenti nel mondo religioso capitolino, e non solo.

Quindi, ovviamente, ci saranno nel corso della giornata speciali cerimonie di celebrazione nelle chiese cittadine, particolarmente messe in rilievo nelle Basiliche intitolate ai Santi. (San Pietro in primis...)

Una tradizione che si ripete ogni anno per la ricorrenza del 29 giugno è il bacio del piede della grande statua di bronzo di San Pietro situata nella navata centrale dell’omonima basilica.

 

 Per l’occasione la statua sarà vestita con il "piviale" rosso (paramento sacro a forma di mantello).

.

Potevo accompagnare questo post, senza pensare di non inserirla questa canzone?

 Il pezzo che forse, la rappresenta di piu'.

.

 
 
 

G.

Post n°1805 pubblicato il 28 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: ., Faber, G.

Ascolta questo silenzio
di fango e di canne sottili
di acque che battono le grondaie
ma che cosa sarà delle acque?
cosa sarà di noi?

ascolta questo silenzio
di neve che cade dagli occhi
lo so che hai pensato anche al pianto
ma che cosa sarà della neve?
cosa sarà di noi?

E adesso sogna sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai
e adesso sogna sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai
perchè la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perchè poi c'è l'amore l'amore

a volte lontano
a volte troppo vicino
ci sono più fuochi che stelle
in questa notte di spire e di fumo
lo sai ti ho creduta nel fuoco
ma che cosa sarà della notte?
cosa sarà di noi?

è una luce benigna di grano
luce di immensa povertà
polvere di chi la sa sopportare
ma che cosa sarà della luce?
cosa sarà di noi?

e adesso sogna sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai

e adesso sogna sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai

perchè la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perchè poi c'è l'amore l'amore
a volte lontano
a volte troppo vicino
ma non sono sicuro
a volte lontano
a volte troppo vicino.

Cristiano De Andre'.

...

La dedico al mio, andato via per sempre, proprio due anni fa.

Ciao, G.

E comunque, tornando a Cristiano,  è riuscito ad uscire da un periodo difficile ed ora è pronto a cantare suo padre in un "Tributo a De André", una serie di concerti live dopo sei anni di inattività seguita all'ultimo album presentato al festival di Sanremo.
 
Si comincia dalla Reggia di Venaria Reale a Torino, il prossimo 30 giugno, dove presenterà una ventina di brani di Fabrizio De Andrè ed alcune sue canzoni rivisitate in chiave jazz con un trio che comprende Stefano di Battista, Rita Marcotulli e Paolo Basso.
Un tour estivo che anticiperà quello autunnale nei teatri e un album di inediti in uscita il prossimo anno.
Giusto tributo e ricordo di un figlio al proprio padre.
 Indimenticato, Faber.
.


 

 
 
 

*

Post n°1804 pubblicato il 27 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. avib

- Alberto Moravia -

 
 
 

...

Post n°1803 pubblicato il 26 Giugno 2009 da MioDestino
 

....che carezza, quel retrocedere. Proprio una danza lenta.

Seppur amando così, un passo indietro sempre.

Piovono lacrime di cielo.

Dentro.

.

laDes

 
 
 

*

Post n°1800 pubblicato il 24 Giugno 2009 da MioDestino
 

Ho camminato con la testa piena di te.

Il tuo

ritratto e l'inebriante serata trascorsa insieme

ieri mi hanno lasciato i sensi in subbuglio.




Dolce, incomparabile, quale strano effetto hai

sul mio cuore!

Ma cosa mi resta ancora quando dalle tue labbra e

dal tuo cuore traggo un amore che mi consuma come

il fuoco?



- Napoleone a Giuseppina -

.

 
 
 

*

Post n°1798 pubblicato il 23 Giugno 2009 da MioDestino

. . .

 
 
 

RossoCorallo

Post n°1796 pubblicato il 22 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: ., Corallo

Il corallo rosso (Corallium rubrum ) è un octocorallo della famiglia delle Coralliidae.

Secondo Ovidio (Metamorfosi, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò.

 Le Gorgoni avevano la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il sangue di questa, al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse.

Il Vasari, nella descrizione del quadro Perseo e Andromeda, scrisse nel 1570:

 "... dov’è Perseo, che sciogliendo Andromeda, nuda allo scoglio marino, et havendo posato in terra la testa di Medusa, che uscendo sangue dal collo tagliato, et imbrattando l’acqua del mare, ne nascieva i coralli..."

Si pensa che la parola corallo derivi dal greco koraillon, cioè "scheletro duro", per altri invece deriverebbe sempre dal greco kura-halos, cioè "forma umana" ed altri ancora, infine, fanno derivare il termine dall'ebraico goral, nome usato per le pietre utilizzate per gli oracoli in Palestina, Asia Minore e Mediterraneo, tra le quali ruolo preponderante era svolto appunto dai coralli.

Forma colonie ramificate, che possono superare i 20-30 cm di altezza, di colore generalmente rosso brillante, ma a volte rosa, bianco, marrone ed eccezionalmente nero.

I polipi sono bianchi e trasparenti, lunghi solo pochi millimetri, con otto tentacoli bordati di appendici pinnate, visibili quando questi sono estroflessi per la cattura del cibo.

Lo scheletro calcareo, durissimo e ricercato come materiale per la costruzione di gioielli, è ricoperto da uno strato di tessuto molle chiamato cenosarco, che viene rimosso per la lavorazione e lucidatura per la realizzazione di monili e sculture artistiche.

Si riproduce, per via sia asessuata che sessuata, rilasciando larve che, dopo una fase di embrione della durata di circa un mese, si fissano al substrato.

Ha una crescita molto lenta (3-4 cm l’anno in altezza, 0,62 mm l'anno in diametro) e questo lo rende particolarmente vulnerabile all’azione di raccolta dell’uomo, un tempo operata con metodi distruttivi; oggi in Italia si ha una pesca di tipo selettivo, effettuata in acqua direttamente da sub, che permette, se effettuata con criterio, di massimizzare la resa della pesca con la scelta solo dei rami più grandi permettendo nel contempo la salvaguardia della specie.

Il corallo rosso viene pescato e commercializzato principalmente per essere lavorato per ottenere gioielli ed opere d'arte. Prevalentemente viene montato su oro e argento, o infilato per ottenere collane e bracciali.

La lavorazione si suddivide in varie fasi a partire dalla eliminazione del rivestimento, il cenosarco, dalla pulizia, dal taglio e/o intaglio, dalla lavorazione ed infine dalla lucidatura.

La storia di Torre del Greco è talmente intrecciata con quella del corallo tanto da costituire un binomio inscindibile, ed è documentata fin dal XV secolo.

 Nel 1790 fu costituita nella città di Torre del Greco la Reale Compagnia del Corallo, con l'idea di lavorare e vendere il corallo pescato.

 (Ciò dimostra che la pesca del corallo era fiorente già da tanti anni nella città campana...)

Inoltre fu promulgato il 22 dicembre 1789 da Ferdinando IV di Borbone il Codice corallino (preparato dal giurista napoletano Michele Jorio), con l'intento di regolamentare la pesca del corallo che in quegli anni vedeva impegnati, oltre ai marinai torresi, anche i genovesi, i livornesi e quelli di Trapani.

Tale regolamentazione non ebbe però... il successo sperato

Dal 1805, anno in cui fu fondata la prima fabbrica per la lavorazione del corallo a Torre del Greco (da Paolo Bartolomeo Martin, francese ma con origini genovesi), iniziò il periodo d'oro per la lavorazione del corallo nella città sita alle pendici del Vesuvio, anche perché insieme alla lavorazione la pesca del corallo era sempre più sotto il dominio dei pescatori torresi.

Dal 1875 i torresi iniziarono a lavorare con il corallo di Sciacca e nel 1878 sorse in città addirittura una Scuola per la lavorazione del corallo (che chiuse nel 1885 per riaprire nel 1887), presso la quale nel 1933 fu istituito un Museo del corallo (dalla famiglia Ascione)

In seguito venne il momento della lavorazione del corallo giapponese scoperto sui mercati di Madras e Calcutta.

Oggi a Torre del Greco non viene più praticata la pesca del corallo (l'ultima corallina risulta in disarmo nel 1989) ma la città resta comunque il più importante centro al mondo per la lavorazione del corallo, con oltre 2000 addetti al settore

Ruolo importante nella pesca del corallo è anche il Giappone, sin dal 1889. Nel paese nipponico si pescano varietà di corallo differenti per pregio e valore:

 il cosiddetto "Corallo pelle d'angelo", dal colore bianco sfumato in rosa, il "Corallo Moro", il cerasuolo, di colore rosso rubino, ecc.

La grandezza dei rami è di un certo rilievo dato che i cespi raggiungono una grandezza di 30-40 centimetri con rami di diametro di 160 millimetri.

. . .

- Piero della Francesca -

Il corallo è un antichissimo amuleto di valore apotropaico per i neonati, ancora oggi diffuso.

 ...Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, infatti veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce.

- Masaccio -

Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Piero della Francesca.

- Piero della Francesca -

.

Questo è per dire cosa è il Corallo, la sua storia, il suo percorso, il suo mondo.

E aggiungere che ci son stata alla Mostra del Corallo.  Pochi giorni fa. Magnifica. Bellissima oasi di cultura e sapienza, data anche dal fatto che chi ha presentato tali Opere artistiche e tali sono, (certo Giancarlo Ascione - un nome una garanzia, giuro...), ha avuto la maniera giusta di porsi col pubblico presente, piuttosto semplice seppur accurata, sostando tra i vari box di cristallo e spiegando con minuzia, ogni singolo dettaglio, ogni singola lavorazione, non tralasciando nulla, anzi, arricchendo cio' che di ricco, era gia'. Non dimentico i cammei, vera delizia.

Insomma, se capita di andar per Napoli, si pensi di passar per questo Museo. Proprio davanti il Teatro san Carlo.

L'amica, cara, per esempio, che m'ha accompagnata, pur essendo del luogo, non c'è mai stata (!). Quale occasione migliore per ...lucidarsi gl'occhi, dinanzi simile meraviglie.

 
 
 

*

Post n°1794 pubblicato il 21 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Il cuore ha le sue ragioni
che la ragione non conosce....
.

 
 
 

MonBleu

Post n°1793 pubblicato il 19 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Presente quando avverti che attorno a te hai solo angoli vuoti? E di rimando senti dentro te, che hai un vuoto dentro. Nel profondo.

 Non vuoi voci, suoni, parole, consigli.

 Nulla. Il nulla piu' completo.

Ed immergertici dentro, completamente.

Per esempio, oggi.

Stremata dal caldo, tornata a casa. Ventilatore acceso, penombra.

(mal di testa...)

E chiedere...

un colore, una musica, un concetto.

Mi ci sono infilata dentro quel colore, quella musica, quel concetto.

In silenzio.

 (Dio quanto fanno bene i silenzi.)

 Poi, quel blu.

  E lo spazio, la dimensione ideale per poter entrare in quel rifugio. Poter navigare così. Senza legami, inutili lacciuoli, consuetudini, doveri.

 (I doveri....)

E volarci dentro quel blu. Inzuppandola la mente.

E il momento migliore, è quando hai capito che solo non sei mai. Neppure in una stanza illuminata solo di penombra. La stessa dove mi sono, ben bene, raggomitolata, provando a disegnare ancora,

 virgole nel cielo.

(Non so se ci riesco ancora, posso comunque provarci.)

.

(buon fine settimana)

 
 
 

...

Post n°1791 pubblicato il 18 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

Arrendermi sotto una coperta di stelle.

 
 
 

...!

Post n°1788 pubblicato il 17 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: .

In un cartoon di Jules Feiffer, c’è un uomo di nome Arturo che cerca di educare la sua fidanzata a cogliere gli enigmi della vita, una vita che sarebbe senza verità, senza giustizia, e senza risposte.

 ...Il dialogo si svolge più o meno così:

Arturo: La verità non esiste.

Fidanzata: E’ vero.

A. No, non è vero. Se non esiste la verità, nulla è vero. Ascolta ciò che sto dicendo.

F. Sto ascoltando. Tutto è menzogna.

A. Niente è menzogna. Se non c’è verità, come facciamo a sapere che cosa sia menzogna e che cosa non lo è? Non ha senso parlare di menzogna!

F. Io so che… noi non sappiamo nulla.

A. Ma come fai a sapere di non sapere nulla, se sapere è il contrario di non sapere? Inoltre, se noi non sappiamo nulla, pure non sappiamo se non sappiamo nulla.

F. Non importa ciò che io dico, tanto è sempre sbagliato.

A. Ma come potrebbe essere sbagliato? Se tu ascoltassi ciò che ti sto dicendo, vedresti che non c’è nulla che possa dirsi giusto o sbagliato.

F. Ma perché mi parli tanto da arrabbiato? Sei arrabbiato con  me, Arturo?

A. Io non sono arrabbiato! Nonostante tutto ciò che abbiamo detto, non ti rendi conto che non esiste nulla che possa chiamarsi rabbia?

F. Però, tu non hai smesso di alzare la voce con me da quando ci siamo fidanzati!

A. E’ questa la tua riconoscenza verso di me, quando tutto ciò che faccio è quello di poterti rendere abbastanza intelligente da sposarmi?

E’ un dialogo... divertente, ma è anche un quadro di disperazione.

Questo fumetto dice che uomini e donne non possono vivere su quel piano, perché esso nega ogni fibra di ciò che il nostro essere esige dei criteri permanenti con cui vivere. Razionalità, significato, comunicazione, dignità, valore.

Nietsche, l’apostolo del nichilismo, era finito in una clinica psichiatrica e poi si era ucciso. Hemingway pure si tolse la vita.

 Kafka visse una vita di terribile disperazione, scrivendo racconti che risuonavano del grido: “Dio è morto! Dio è morto! Certamente è morto, non è vero? Dio è morto! Oh, quanto vorrei che egli non fosse morto!”.

Il dialogo rappresentato dal cartoon ci mostra il dilemma dell’uomo moderno, che ha abolito la verità, che dice non esservi luce.

L' unica interpretazione che possieda della sua vita è la propria esperienza. Non possiede nulla fuori della sua vita che possa gettare una qualche luce ed aiutarlo a comprenderne il significato.

 E' come uno che sia andato al cinema e che avesse scoperto che il film era iniziato un' ora prima, e che poi debba uscire dalla sala venti minuti prima della fine.

 Il significato del film può essere colto solo da quel poco che ha visto la' al buio.

Gli manca tutto il contesto, l’esperienza che ne fa lo confonde. Per comprendere il significato abbiamo bisogno sia dell’inizio che della fine, abbiamo bisogno di qualche certezza che conoscere l’inizio e la fine sia reale.

Allora, forse, avremo il significato.

 Forse.

(dal web)

 
 
 
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