E chi lo sa se si scrive per smettere di ricordare o per continuare a farlo... io lo faccio per tutti e due i motivi.Oggi lo faccio perché non riesco a smettere di ricordare.Oggi scrivo perché mi sono persa di nuovo. Mi sono persa in questa cittá, mi sono persa nella mia solitudine forzata e nella mia casa troppo grande, adesso. Tutto é cosí strano e improprio a volte. Come se non avessi scelto io quest'esilio, mi ritrovo oggi ad anelare una gita fuori porta, una braciolata alle Crocette e il vino di mio padre. L'ho scelta io questa cittá, il lavoro e i miei amici. Ho scelto il colore delle tende e il nuovo barrio dove trasferirmi,ho scelto il colore dei miei capelli e di farli crescere lunghi lunghi come mai nei miei 28 anni e ho scelto di cercare una felicitá piú banale, forse, ma piú simile alla pace che al fragore.Cosí, se ci penso, se lo scrivo, mi sento giá meglio, perché pensare che una cosa l'hai fatta tu, l'hai scelta, studiata o azzardata, questo ti rende libera e io, come dice mia madre, sono nata libera e irrequieta e adesso sentire tutta questo mi disorienta.La prossima settimana torno a respirare aria di casa nostra, in fondo sono tre mesi che non torno e non so se avró altre ferie prima dell'estate. Ho bisogno di fare il pieno di monotonia e di vecchi volti, ho bisogno di coccolare mia madre e parlare con mio padre. Ho bisogno di lasciarla per un po questa cittá, per amarla,come tutte le cose, ancora di piú.Cosí, amata Odio-via-col-vento, forse hai ragione, si scrive per continuare a ricordare, per smettere di ricordare e per contiunare a respirare (aggiungo io).Feliz Pasqua chavales!
RISPOSTA
E chi lo sa se si scrive per smettere di ricordare o per continuare a farlo... io lo faccio per tutti e due i motivi.Oggi lo faccio perché non riesco a smettere di ricordare.Oggi scrivo perché mi sono persa di nuovo. Mi sono persa in questa cittá, mi sono persa nella mia solitudine forzata e nella mia casa troppo grande, adesso. Tutto é cosí strano e improprio a volte. Come se non avessi scelto io quest'esilio, mi ritrovo oggi ad anelare una gita fuori porta, una braciolata alle Crocette e il vino di mio padre. L'ho scelta io questa cittá, il lavoro e i miei amici. Ho scelto il colore delle tende e il nuovo barrio dove trasferirmi,ho scelto il colore dei miei capelli e di farli crescere lunghi lunghi come mai nei miei 28 anni e ho scelto di cercare una felicitá piú banale, forse, ma piú simile alla pace che al fragore.Cosí, se ci penso, se lo scrivo, mi sento giá meglio, perché pensare che una cosa l'hai fatta tu, l'hai scelta, studiata o azzardata, questo ti rende libera e io, come dice mia madre, sono nata libera e irrequieta e adesso sentire tutta questo mi disorienta.La prossima settimana torno a respirare aria di casa nostra, in fondo sono tre mesi che non torno e non so se avró altre ferie prima dell'estate. Ho bisogno di fare il pieno di monotonia e di vecchi volti, ho bisogno di coccolare mia madre e parlare con mio padre. Ho bisogno di lasciarla per un po questa cittá, per amarla,come tutte le cose, ancora di piú.Cosí, amata Odio-via-col-vento, forse hai ragione, si scrive per continuare a ricordare, per smettere di ricordare e per contiunare a respirare (aggiungo io).Feliz Pasqua chavales!