Me lo ricordo quel 20 luglio.Ero a Perugia, seduta sul divano giallo di Mauro, il gatto in braccio e la rabbia.La rabbia la ricordo nitida e forte, una rabbia tremenda, un dolore immenso in mezzo al petto dovuto all'impotenza.Se fossi stata li? Non avrei fermato quella follia.Se non mi fossi fatta convincere a rimanere e fossi partita con gli altri, con l'espresso delle 2, verso Genova oggi mi sentirei un po meno male guardando questi video.Mi ricordo la faccia di Carlo, il suo nome stampato a fuoco un istante dopo. Mi ricordo le tute bianche e i black block, Genova, una cittá meravigliosa, che io amo, distrutta da cima a fondo. Io piangevo sul divano giallo e Carlo era morto. In preda all'impotenza piangevo e Carlo era morto li, a Piazza alimonda, con un estintore come arma e un passamontagna blu, come il casco dei carabinieri che lo hanno circondato, subito, per coprire lo schifo, la merda che sarebbe piovuta, da li ad un momento su Genova, sull'Italia, sul G8.
Pensando a Carlo
Me lo ricordo quel 20 luglio.Ero a Perugia, seduta sul divano giallo di Mauro, il gatto in braccio e la rabbia.La rabbia la ricordo nitida e forte, una rabbia tremenda, un dolore immenso in mezzo al petto dovuto all'impotenza.Se fossi stata li? Non avrei fermato quella follia.Se non mi fossi fatta convincere a rimanere e fossi partita con gli altri, con l'espresso delle 2, verso Genova oggi mi sentirei un po meno male guardando questi video.Mi ricordo la faccia di Carlo, il suo nome stampato a fuoco un istante dopo. Mi ricordo le tute bianche e i black block, Genova, una cittá meravigliosa, che io amo, distrutta da cima a fondo. Io piangevo sul divano giallo e Carlo era morto. In preda all'impotenza piangevo e Carlo era morto li, a Piazza alimonda, con un estintore come arma e un passamontagna blu, come il casco dei carabinieri che lo hanno circondato, subito, per coprire lo schifo, la merda che sarebbe piovuta, da li ad un momento su Genova, sull'Italia, sul G8.