Venti del nord

Pensando a Carlo


Me lo ricordo quel 20 luglio.Ero a Perugia, seduta sul divano giallo di Mauro, il gatto in braccio e la rabbia.La rabbia la ricordo nitida e forte, una rabbia tremenda, un dolore immenso in mezzo al petto dovuto all'impotenza.Se fossi stata li? Non avrei fermato quella follia.Se non mi fossi fatta convincere a rimanere e fossi partita con gli altri, con l'espresso delle 2, verso Genova oggi mi sentirei un po meno male guardando questi video.Mi ricordo la faccia di Carlo, il suo nome stampato a fuoco un istante dopo. Mi ricordo le tute bianche e i black block, Genova, una cittá meravigliosa, che io amo, distrutta da cima a fondo. Io piangevo sul divano giallo e Carlo era morto. In preda all'impotenza piangevo e Carlo era morto li, a Piazza alimonda, con un estintore come arma e un passamontagna blu, come il casco dei carabinieri che lo hanno circondato, subito, per coprire lo schifo, la merda che sarebbe piovuta, da li ad un momento su Genova, sull'Italia, sul G8.
Non c'era bisgono di un morto per questo, non c'era bisogno di rendere famoso Carlo perché lui, probabilmente, non voleva esserlo, né per essere morto al G8 di Genova né per aver ucciso un carabiniere.Io ci sono stata in mezzo alle cariche della polizia, io ho lottato per le cose in cui credo, per le mie utopie e sono stata capace di picchiare, tirare sassi e bestemmie. La tua impotenza ti rende indomabile, la tua posizione davanti ad un esercito di Obelix e Asterix ti fa sentire che non hai piú niente da perdere, tanto, comunque vada , vinceranno loro. E cosí ti comporti come un leone, vai, ti armi di sassi e estintori, di coriandoli e rabbia e pensi che é l'unico modo che hai per rispondere alle stronzate che dicono al TG, alle cose infami fatte dai politici, a questa mania di onnipotneza di globalizzare questo mondo, questa Italia, Perugia il mio paesino in campagna. Tutto questo é assurdo e ti fa incazzare, tutto questo é irreale ed é irreale che avere solo un modo per protestare, ma é cosí.
Carlo lo ha preso quell'estintore, Carlo lo ha alzato e la jeep dei carabinieri é rimasta contro il muro. A cosa pensava Carlo? Quanto era incazzato Carlo? Cosa poteva fare in quel momento? Niente. Lottare. Rimanere in piedi, magari con le gambe tremanti, guardare attraverso il suo passamontagna il carabiniere sulla jeep e aspettare... nonl a morte, non una retromarcioa mortale, ma uno scontro, una costola rotta, un occhio nero e domani sarebbe tornato a questo mondo di erda, dove sono gli 8 che comandano, dove Genova sarebbe stato solo un ricordo fra i tanti G8.Invece Genova ce la ricordiamo tutti, il 20 luglio era caldo a Genova.Carlo ce lo ricordiamo perché non possiamo dimenticare:un ragazzo con un estintore e una jeepcomeun carroarmato e un giovane con una bandierina...eppure é passato del tempo  da Piazza Tianamen
 " Carlo vive, hasta siempre compañero, no te olvido "