Insomma... continua a piovere. Non c'è musica migliore di Carmen in queste giornate plumbee, si può provare ad evitare di sprofondare nel grigio. E' successo che mi sento completamente vuota, e non è perchè lui mi ha lasciato e nemmeno perchè ho bisogno di un nuovo fidanzato per sentirmi viva. Questo è l'autunno, che precede il Natale e la fine di un altro anno. Tutto questo lo passerò quì, in una casa che mi ricorda solo un'infanzia triste e in un paese che non ha niente di bello oltre agli alberi pieni di foglie gialle e arancioni. Mi ritrovo quì, dopo sei anni, e mi sento una mosca in un bicchiere. A volte mi guardo intorno e mi chiedo se sono ancora in Italia, perchè non è possibile che nessuno "parli la mia lingua". Sono quì da otto mesi, ci sono cresciuta fino a diciotto anni, ma niente sembra assomigliarmi. Non me la tiro, non faccio la dottressa con la puzza sotto il naso, non guardo nessuno dal basso verso l'alto, perchè non sono il tipo. Poi mi sento così disorientata che mi farebbe solo piacere parlare con qualcuno che non sia dall'altra parte del mondo, ma quì tutti hanno una vita, delle abitudini e dei modi di vivere che non sono miei, e io non sono tornata qui per viverci da sola, ma con lui. Lui se n'è andato ad un passo dal traguardo e io mi ritrovo in una vita che non avrei mai voluto. Sono tanti i problemi che mi porto dentro a causa di questo suo meraviglioso modo di aver preso per il culo, ma il più impellente riguarda la mia vita, adesso, oggi, domani... fino a febbraio. Come vivrò in questi mesi? Come riuscirò a trattenere la voglia di umiliarlo, quando mi ritroverò il sabato sera dentro un pub semivuoto, con le stesse identiche persone e con gli stessi discorsi?La rabbia distrugge il mondo e anche le persone che sono sottomesse a questo sentimento, per questo, da un mese, cerco di resistere e stare calma, ma è difficile. E' difficile respirare, alzarmi dal letto, scrivere la tesi, fare qualsiasi cosa senza sentirmi a disagio e senza voglia, perchè ci vuole sempre un buon motivo e io li ho persi tutti in quel giorno di settembre, quando ho visto il castello crollarmi in testa. Non mi sono nemmeno spostata e sono rimasta fregata sotto le macerie di questa stupida storia. Dico stupida non per rabbia, ma perchè non dovevo fare questo alla mia vita solo per lui, come se i castelli esistessero veramente... e anche i principi...
Tanto per iniziare...piove....
Insomma... continua a piovere. Non c'è musica migliore di Carmen in queste giornate plumbee, si può provare ad evitare di sprofondare nel grigio. E' successo che mi sento completamente vuota, e non è perchè lui mi ha lasciato e nemmeno perchè ho bisogno di un nuovo fidanzato per sentirmi viva. Questo è l'autunno, che precede il Natale e la fine di un altro anno. Tutto questo lo passerò quì, in una casa che mi ricorda solo un'infanzia triste e in un paese che non ha niente di bello oltre agli alberi pieni di foglie gialle e arancioni. Mi ritrovo quì, dopo sei anni, e mi sento una mosca in un bicchiere. A volte mi guardo intorno e mi chiedo se sono ancora in Italia, perchè non è possibile che nessuno "parli la mia lingua". Sono quì da otto mesi, ci sono cresciuta fino a diciotto anni, ma niente sembra assomigliarmi. Non me la tiro, non faccio la dottressa con la puzza sotto il naso, non guardo nessuno dal basso verso l'alto, perchè non sono il tipo. Poi mi sento così disorientata che mi farebbe solo piacere parlare con qualcuno che non sia dall'altra parte del mondo, ma quì tutti hanno una vita, delle abitudini e dei modi di vivere che non sono miei, e io non sono tornata qui per viverci da sola, ma con lui. Lui se n'è andato ad un passo dal traguardo e io mi ritrovo in una vita che non avrei mai voluto. Sono tanti i problemi che mi porto dentro a causa di questo suo meraviglioso modo di aver preso per il culo, ma il più impellente riguarda la mia vita, adesso, oggi, domani... fino a febbraio. Come vivrò in questi mesi? Come riuscirò a trattenere la voglia di umiliarlo, quando mi ritroverò il sabato sera dentro un pub semivuoto, con le stesse identiche persone e con gli stessi discorsi?La rabbia distrugge il mondo e anche le persone che sono sottomesse a questo sentimento, per questo, da un mese, cerco di resistere e stare calma, ma è difficile. E' difficile respirare, alzarmi dal letto, scrivere la tesi, fare qualsiasi cosa senza sentirmi a disagio e senza voglia, perchè ci vuole sempre un buon motivo e io li ho persi tutti in quel giorno di settembre, quando ho visto il castello crollarmi in testa. Non mi sono nemmeno spostata e sono rimasta fregata sotto le macerie di questa stupida storia. Dico stupida non per rabbia, ma perchè non dovevo fare questo alla mia vita solo per lui, come se i castelli esistessero veramente... e anche i principi...