Così ho deciso che, visto quello che mi sta succedendo, forse era il caso di incontrarmi con la mia vecchia compagna di liceo, quella che ne sa molto più di me su certe cose. Ci siamo incontrate per caso, prima di natale e ho pensato che il destino ci aveva messo del suo, perchè erano anni che non la vedevo in giro. Sapevo di un fidanzato a Como, che si era, naturalmente, laureata e pensavo fosse prossima al matrimonio.QUando l'ho vista fuori dal centro comerciale la domanda banale "Come stai??" Brutto periodo, mi ha risposto e io subito a pensare "Guarda pure sta sfigata si è lasciata con il fidanzato, siamo proprio messe male"Pensavo che il destino ci aveva unito in questo momento, perchè in fondo siamo sempre state molto legate, anche se ci siamo perse di vista. Così ci scambiamo i numeri e programmiamo un incontro dopo natale.NOn esistono buone azioni senza un minimo di egoismo, come la metti la metti, ma se fai qualcosa, pur nel suo altruismo, sarà sempre con un briciolo di torna conto personale.Io la volevo vedere per parlarle di ciò che mi accade, perchè anni fa, in uno dei nostri incontri casuali, mi aveva parlato di una cosa simile. Si, ok, ero felice di incontrare una vecchia amica, con la quale ho condiviso letti e serate in montagna, ma volevo urgentemente un consulto con un esperto!E' arrivata alle 21.30 da me, sono salita in macchina e mentre guidava verso il pub abbiamo iniziato con le domande di rito. "Quando ti sei laureata; in cosa; dove lavori; come stanno i tuoi; tua sorella... perchè non vivi a Como???"MI dice che è proprio questo il problema, e io, pensandomi furba e conoscitrice del mondo le dico "Non ti preoccupare, è successo anche a me!"Mi dice che è improbabile che mi sia successo e mi racconta.E' stata fidanzata per 4 anni, tra quì e Como, trovando in lui la stabilità e la forza per superare gli attacchi di panico e la separazione dei genitori. Un amore ponderato, equilibrato, senza grossi slanci o grande passione, un punto fermo, un perno per tenere la sua vita. Poi un bel giorno il suo allenatore, conosciuto un anno fa, le offre un giro in moto, dopo l'allenamento... "Non riuscivo a stringerlo, ho rischiato di cadere dalla moto in corsa, ma era troppo grande l'emozione che provavo in quel momento, troppo improbabile per una come me".Così si è resa conto di essere innamorata, di aver trovato quell'amore che ti travolge, un'onda anomala che è sempre una meraviglia di paura ed eccitazione. Lei, una persona così matura e responsabile, che non ha mai rischiato, che ha sempre vissuto dentro le righe, in piena linea con la vita e con il mondo, diversa da me in tutto, ma meravigliosa nel suo modo di guardare le cose.Si è fidanzata col suo allenatore, contro tutto e contro tutti, la madre voleva farle un ricovero coatto, pensando fosse impazzita, invece lei, a testa alta, ha inizato la storia più travolgente della sua vita.E' durata sette mesi, bellissimi, come sono i primi mesi di certe storie d'amore, poi, all'improvviso, lui si è ammalato.Il 19 settembre è morto tra le sue braccia.Adesso, mi ha detto, piango solo la mattina, ma ho ripreso il lavoro e gli allenamenti, vivo come fossi un fantasma nella mia vita, ma almeno esco di casa.Dopo tutto questo, i miei problemi mi sono sembrati solo insulti alla sua vita, piccole parentesi di una che vuole essere peter pan per tutta la vita. Ho pensato di non dirle il prchè ero così ansiosa di parlare con lei, speravo si fosse dimenticata di quello che le avevo detto al telefono, invece, con un sorriso e gli occhi velati mi ha chiesto "E tu? Cos'è che volevi dirmi?"Le ho parlato a testa bassa di ciò che mi sta tormentando e con la semplicità e il cuore aperto che può avere una persona dopo una cosa così grande mi ha detto"Vedi, io penso spesso ad una cosa: se tornassi indietro preferirei non averlo mai incontrato e non aver vissuto i sette mesi insieme e dunque non soffrire così tanto adesso? No C., dammi retta, vivi tutte le cose belle, perchè, anche se finiscono, bene o male che sia, ti lasciano un seme dentro che prima o poi germoglia e ti arricchisce, sempre."Così cercherò di non aver paura, di non permettere alla rabbia e al dolore che mi circondano di soffocare l'unica cosa bella che mi è capitata in questi mesi. Cercherò di avere rispetto per quegli occhi velati di lacrime, cercherò di non aver paura e di non avere rancore. Ho pensato a tutti i pensieri tremendi che ho fatto su di lui...non ci avevo mai pensato. Se anche uno solo si fosse avverato sarei morta anche io. Ho incontrato una persona speciale, ho amato tanto lui e la vita con lui. Prenderò il buono, lascerò il rancore e mi butterò nel nuovo anno pronta ad amare ancora, perchè è così che bisogna vivere la vita, incodizionatamente.Baci.
Lezioni di vita.
Così ho deciso che, visto quello che mi sta succedendo, forse era il caso di incontrarmi con la mia vecchia compagna di liceo, quella che ne sa molto più di me su certe cose. Ci siamo incontrate per caso, prima di natale e ho pensato che il destino ci aveva messo del suo, perchè erano anni che non la vedevo in giro. Sapevo di un fidanzato a Como, che si era, naturalmente, laureata e pensavo fosse prossima al matrimonio.QUando l'ho vista fuori dal centro comerciale la domanda banale "Come stai??" Brutto periodo, mi ha risposto e io subito a pensare "Guarda pure sta sfigata si è lasciata con il fidanzato, siamo proprio messe male"Pensavo che il destino ci aveva unito in questo momento, perchè in fondo siamo sempre state molto legate, anche se ci siamo perse di vista. Così ci scambiamo i numeri e programmiamo un incontro dopo natale.NOn esistono buone azioni senza un minimo di egoismo, come la metti la metti, ma se fai qualcosa, pur nel suo altruismo, sarà sempre con un briciolo di torna conto personale.Io la volevo vedere per parlarle di ciò che mi accade, perchè anni fa, in uno dei nostri incontri casuali, mi aveva parlato di una cosa simile. Si, ok, ero felice di incontrare una vecchia amica, con la quale ho condiviso letti e serate in montagna, ma volevo urgentemente un consulto con un esperto!E' arrivata alle 21.30 da me, sono salita in macchina e mentre guidava verso il pub abbiamo iniziato con le domande di rito. "Quando ti sei laureata; in cosa; dove lavori; come stanno i tuoi; tua sorella... perchè non vivi a Como???"MI dice che è proprio questo il problema, e io, pensandomi furba e conoscitrice del mondo le dico "Non ti preoccupare, è successo anche a me!"Mi dice che è improbabile che mi sia successo e mi racconta.E' stata fidanzata per 4 anni, tra quì e Como, trovando in lui la stabilità e la forza per superare gli attacchi di panico e la separazione dei genitori. Un amore ponderato, equilibrato, senza grossi slanci o grande passione, un punto fermo, un perno per tenere la sua vita. Poi un bel giorno il suo allenatore, conosciuto un anno fa, le offre un giro in moto, dopo l'allenamento... "Non riuscivo a stringerlo, ho rischiato di cadere dalla moto in corsa, ma era troppo grande l'emozione che provavo in quel momento, troppo improbabile per una come me".Così si è resa conto di essere innamorata, di aver trovato quell'amore che ti travolge, un'onda anomala che è sempre una meraviglia di paura ed eccitazione. Lei, una persona così matura e responsabile, che non ha mai rischiato, che ha sempre vissuto dentro le righe, in piena linea con la vita e con il mondo, diversa da me in tutto, ma meravigliosa nel suo modo di guardare le cose.Si è fidanzata col suo allenatore, contro tutto e contro tutti, la madre voleva farle un ricovero coatto, pensando fosse impazzita, invece lei, a testa alta, ha inizato la storia più travolgente della sua vita.E' durata sette mesi, bellissimi, come sono i primi mesi di certe storie d'amore, poi, all'improvviso, lui si è ammalato.Il 19 settembre è morto tra le sue braccia.Adesso, mi ha detto, piango solo la mattina, ma ho ripreso il lavoro e gli allenamenti, vivo come fossi un fantasma nella mia vita, ma almeno esco di casa.Dopo tutto questo, i miei problemi mi sono sembrati solo insulti alla sua vita, piccole parentesi di una che vuole essere peter pan per tutta la vita. Ho pensato di non dirle il prchè ero così ansiosa di parlare con lei, speravo si fosse dimenticata di quello che le avevo detto al telefono, invece, con un sorriso e gli occhi velati mi ha chiesto "E tu? Cos'è che volevi dirmi?"Le ho parlato a testa bassa di ciò che mi sta tormentando e con la semplicità e il cuore aperto che può avere una persona dopo una cosa così grande mi ha detto"Vedi, io penso spesso ad una cosa: se tornassi indietro preferirei non averlo mai incontrato e non aver vissuto i sette mesi insieme e dunque non soffrire così tanto adesso? No C., dammi retta, vivi tutte le cose belle, perchè, anche se finiscono, bene o male che sia, ti lasciano un seme dentro che prima o poi germoglia e ti arricchisce, sempre."Così cercherò di non aver paura, di non permettere alla rabbia e al dolore che mi circondano di soffocare l'unica cosa bella che mi è capitata in questi mesi. Cercherò di avere rispetto per quegli occhi velati di lacrime, cercherò di non aver paura e di non avere rancore. Ho pensato a tutti i pensieri tremendi che ho fatto su di lui...non ci avevo mai pensato. Se anche uno solo si fosse avverato sarei morta anche io. Ho incontrato una persona speciale, ho amato tanto lui e la vita con lui. Prenderò il buono, lascerò il rancore e mi butterò nel nuovo anno pronta ad amare ancora, perchè è così che bisogna vivere la vita, incodizionatamente.Baci.