Venti del nord

Rivoglio le mie ali nere...


Mi dicono che non ho una bella cera, che sembro infelice e anche un pò matta. Ho repentini cambi d'umore, cambi di idee, cambi di strada e direzione, ma sono anche questo, rispondo io. In fondo adesso mi sento libera di essere così, un pò egoista, forse troppo, orgogliosa, intollerante e lunatica. Mi sento in diritto di esserlo perchè le grandi  soddisfazioni e le cadute rovinose , in questi ultimi quattro mesi, si sono altternate in maniera clamorosa e non è facile stare in equilibrio. Ero talmente abituata a vivere in un limbo, donna/bambina, sposa/amante, studentessa/lavoratrice... mi ci trovavo bene nella mia precarietà, nella misura in cui la odiavo. Anche se fossi andata a vivere con lui, avrei trovato un altro motivo di instabilità, avrei prseo altri mille impegni per dire che ne avevo troppi, avrei trovato un amante, avrei messo al mondo un figlio e sarei stata di nuovo nella precarietà. Adesso, invece, ho solo la certezza: venerdi la consegna della tesi, lunedì l'ultimo esame, tra un mese la laurea...pranzo alle 13, cena alle 20, le battute d mio padre, gli sguardi di mamma, il cane che si accoccola sotto la stufa. Tutto stabilito e stretto dentro queste mura che un pò mi difendono e un pò mi soffocano nella loro stabilità che non mi appartiene, proprio perchè il primo dubbio è infranto: non sono più una bambina.