C'è questo sole così primaverile, questa voglia di andare al mare che se solo potessi avrei già comprato una casa in Liguria per fare la pescatrice di sogni! C'è un sole da mangiarselo tutto, irreale e ingannevole, perchè sò che non è primavera, sò che tornerà il freddo e allora perchè non riscaldarmi un pò sotto questi raggi? Perchè non rotolarmi un pò in questa beata situazione di arrivo? Si arriva per poi ripartire, ma c'è una fase, che in antropologia si chiama LIMINALE, in cui non si è ancora fuori dal "prima" e non si è nemmeno completamente nell' "adesso". Una fase di transizione, quelle che a me piaciono tanto, perchè in fondo non puoi prendere decisioni determinanti. Puoi provare, fare tentavi per vedere qual'è la strada migliore per andare avanti, appoggiare un piede e vedere se il calore sotto ti riscalda abbastanza, immergere le mani nell'acqua e vedere se è azzurra come sembra, ma non puoi ancora decidere dove buttare il tuo cuore. Così la mattina metto la radiosveglia alle 8.30 e la lascio suonare fino alle 9.30, anche le 10, come oggi, e mi crogiolo tra le coperte, pensando che adesso non ho veramente niente da fare. Non devo scrivere, cercare documenti, andare ai corsi, rincorrere la relatrice... devo aspettare e anche se,questo stato di calma apparente,mi agita, non vedo perchè non dovrei goderne un pò. Così oggi vado per boschi, vado per le strade dell'adolescenza, quelle dove sfrecciavo con il Sì di Frà, quelle dove mi nascondevo per fumare le prime sigarette, quelle strade sterrate piene di alberi dove sono appesi i ricordi, mai toccati da nessuno. Chiunque sia crescituo quì ne ha un pò sparsi tra le querce e i cipressi, tra gli olivi e il lago, chiunque, una volta ogni tanto, prende il motorino arruginito e ripercorre a ritroso la proprio giovinezza, in cerca del futuro o di quel dolce-amaro che ci conduce verso altre strade, più importanti, ma fatte di emozioni diverse, dove i sogni sono un lusso e non si lasciano appesi da nessuna parte, ma si tengono stretti, per paura di diventare grandi.Ho paura anch'io, ma ho tanta voglia di andare... i tengo stretta tutta me stessa, con le mie contraddizioni e la mia vita altamente discutibile, ma presto sarò pronta...seguirò questi venti del nord, mi lascerò prendere, mi lascerò di nuovo amare e amerò, ancora, la vita, così com'è.Baci
Pescatrice di sogni
C'è questo sole così primaverile, questa voglia di andare al mare che se solo potessi avrei già comprato una casa in Liguria per fare la pescatrice di sogni! C'è un sole da mangiarselo tutto, irreale e ingannevole, perchè sò che non è primavera, sò che tornerà il freddo e allora perchè non riscaldarmi un pò sotto questi raggi? Perchè non rotolarmi un pò in questa beata situazione di arrivo? Si arriva per poi ripartire, ma c'è una fase, che in antropologia si chiama LIMINALE, in cui non si è ancora fuori dal "prima" e non si è nemmeno completamente nell' "adesso". Una fase di transizione, quelle che a me piaciono tanto, perchè in fondo non puoi prendere decisioni determinanti. Puoi provare, fare tentavi per vedere qual'è la strada migliore per andare avanti, appoggiare un piede e vedere se il calore sotto ti riscalda abbastanza, immergere le mani nell'acqua e vedere se è azzurra come sembra, ma non puoi ancora decidere dove buttare il tuo cuore. Così la mattina metto la radiosveglia alle 8.30 e la lascio suonare fino alle 9.30, anche le 10, come oggi, e mi crogiolo tra le coperte, pensando che adesso non ho veramente niente da fare. Non devo scrivere, cercare documenti, andare ai corsi, rincorrere la relatrice... devo aspettare e anche se,questo stato di calma apparente,mi agita, non vedo perchè non dovrei goderne un pò. Così oggi vado per boschi, vado per le strade dell'adolescenza, quelle dove sfrecciavo con il Sì di Frà, quelle dove mi nascondevo per fumare le prime sigarette, quelle strade sterrate piene di alberi dove sono appesi i ricordi, mai toccati da nessuno. Chiunque sia crescituo quì ne ha un pò sparsi tra le querce e i cipressi, tra gli olivi e il lago, chiunque, una volta ogni tanto, prende il motorino arruginito e ripercorre a ritroso la proprio giovinezza, in cerca del futuro o di quel dolce-amaro che ci conduce verso altre strade, più importanti, ma fatte di emozioni diverse, dove i sogni sono un lusso e non si lasciano appesi da nessuna parte, ma si tengono stretti, per paura di diventare grandi.Ho paura anch'io, ma ho tanta voglia di andare... i tengo stretta tutta me stessa, con le mie contraddizioni e la mia vita altamente discutibile, ma presto sarò pronta...seguirò questi venti del nord, mi lascerò prendere, mi lascerò di nuovo amare e amerò, ancora, la vita, così com'è.Baci