Il vento ha battuto forte sul cielo del mio fine settimana di tournee, ho visto il sole, ho sentito la pioggia, ho guardato il mare, ho ascoltato il vento e tutto è apparso chiaro. Mentre il treno percorreva la costa e un vecchio cd di Sergio Cammariere mi suonava dentro l'orecchio, ho guardato il mare come fosse la prima volta. Mi è tornata in mente la frase che lui mi disse al ritorno da Ischia. In treno, scontenta e bruciata dal sole, gli dissi "..è come se non avessi visto per niente il mare...", mi guardò con tenerezza "...a volte sei tu che non hai voluto vederlo..". Non ho voluto vedere tante cose in questi ultimi anni, nemmeno quanto fossi diversa, cambiata, spenta. Viaggiando da nord verso sud, sabato, mi sono resa conto di non aver più guardato l'essenza delle cose, per troppo tempo. Mi sono chiusa in una stanza buia e nera, un vuoto enorme dentro, la voglia di dare la mia vita a qualcuno affinchè potesse viverla al mio posto, non morire solo per vigliaccheria. Era un brutto momento e lui non ha saputo come aiutarmi, come del resto nemmeno io, con nessunno dei due. Siamo precipitati in fondo a quel mare che ci affascinava tanto, ma senza rispetto. Il mare, dice il mio Angelo, deve essere rispettato, altrimenti ti distrugge, ti uccide, e lo fa con rabbia. Noi siamo morti con rabbia, con consapevolezza, inermi di fronte al precipizio.Risalire è stato difficile, ma adesso tutto è sfolgorante quassù.Mi sono talmente emozionata a sentire le onde sbattere sulla costa, a guardare i cavalloni sotto il vento che mi scompigliava. Ho guardato di nuovo il mare con commozione, finalmente, con amore ritrovato, verso la vita, verso me stessa e verso tutto ciò che mi fa stare così: serena, felice, soddisfatta e coraggiosa.
...improvvisamente il mare...
Il vento ha battuto forte sul cielo del mio fine settimana di tournee, ho visto il sole, ho sentito la pioggia, ho guardato il mare, ho ascoltato il vento e tutto è apparso chiaro. Mentre il treno percorreva la costa e un vecchio cd di Sergio Cammariere mi suonava dentro l'orecchio, ho guardato il mare come fosse la prima volta. Mi è tornata in mente la frase che lui mi disse al ritorno da Ischia. In treno, scontenta e bruciata dal sole, gli dissi "..è come se non avessi visto per niente il mare...", mi guardò con tenerezza "...a volte sei tu che non hai voluto vederlo..". Non ho voluto vedere tante cose in questi ultimi anni, nemmeno quanto fossi diversa, cambiata, spenta. Viaggiando da nord verso sud, sabato, mi sono resa conto di non aver più guardato l'essenza delle cose, per troppo tempo. Mi sono chiusa in una stanza buia e nera, un vuoto enorme dentro, la voglia di dare la mia vita a qualcuno affinchè potesse viverla al mio posto, non morire solo per vigliaccheria. Era un brutto momento e lui non ha saputo come aiutarmi, come del resto nemmeno io, con nessunno dei due. Siamo precipitati in fondo a quel mare che ci affascinava tanto, ma senza rispetto. Il mare, dice il mio Angelo, deve essere rispettato, altrimenti ti distrugge, ti uccide, e lo fa con rabbia. Noi siamo morti con rabbia, con consapevolezza, inermi di fronte al precipizio.Risalire è stato difficile, ma adesso tutto è sfolgorante quassù.Mi sono talmente emozionata a sentire le onde sbattere sulla costa, a guardare i cavalloni sotto il vento che mi scompigliava. Ho guardato di nuovo il mare con commozione, finalmente, con amore ritrovato, verso la vita, verso me stessa e verso tutto ciò che mi fa stare così: serena, felice, soddisfatta e coraggiosa.