La vicenda dei rifiuti a Napoli, la vergogna delle cataste indecorose di immondizia lungo le strade, pericolosamente a ridosso delle case mi offre lo spunto per riandare agli anni del sevizio. Non erano pochi, anzi erano la maggior parte, gli ufficiali che snobbavano questo importante aspetto della vita del soldato. Per loro al primo posto non venivano le preoccupazioni per l'igiene e la pulizia nelle camerate e nei servizi ma piuttosto la bella vita dei Circoli, l'ozio allo stato puro o nel migliore dei casi la preoccupazione esclusiva e maniacale per le attività addestrative sia pure fondamentali, giuste e sacrosante! Erano veramente pochissimi i colleghi che non disdegnavano di controllare giornalmente i WC della truppa. Questa veniva considerata per lo più un'attività da caporale di giornata. Ma nelle compagnie nelle quali il Comandante si impegnava in prima persona in questa umilissima attività di controllo le turche erano pulite, i lavandini e le docce brillavano, l'igiene insomma regnava sovrana ed era assicurata a vantaggio di tutti. Nelle compagnie comandate invece da ufficiali con la "puzza sotto il naso" lo stato dei "cessi" era veramente stomachevole e allarmante. Piccola premessa per dire che il mondo è una caserma come recitava il titolo di un vecchio libro. Se chi sta a capo non si preoccupa anche delle piccole cose - pur sempre importanti - come la pulizia e l'ordine, prima o poi interviene la nemesi , come saggiamente scrive il mio giovane amico Kayfa, ed anche l'immodizia e la spazzatura si rivoltano contro coloro che le hanno trascurate e sottovalutate per anni. I nostri politici farebbero molto bene a trarre da questi fatti di Napoli una lezione di umiltà. Smettano di occuparsi dei "massimi sistemi", scendano dall'olimpo nel quale si sono abusivamente rifugiati ed osservino con attenzione ciò che succede sulla terra!
Il mondo è una caserma
La vicenda dei rifiuti a Napoli, la vergogna delle cataste indecorose di immondizia lungo le strade, pericolosamente a ridosso delle case mi offre lo spunto per riandare agli anni del sevizio. Non erano pochi, anzi erano la maggior parte, gli ufficiali che snobbavano questo importante aspetto della vita del soldato. Per loro al primo posto non venivano le preoccupazioni per l'igiene e la pulizia nelle camerate e nei servizi ma piuttosto la bella vita dei Circoli, l'ozio allo stato puro o nel migliore dei casi la preoccupazione esclusiva e maniacale per le attività addestrative sia pure fondamentali, giuste e sacrosante! Erano veramente pochissimi i colleghi che non disdegnavano di controllare giornalmente i WC della truppa. Questa veniva considerata per lo più un'attività da caporale di giornata. Ma nelle compagnie nelle quali il Comandante si impegnava in prima persona in questa umilissima attività di controllo le turche erano pulite, i lavandini e le docce brillavano, l'igiene insomma regnava sovrana ed era assicurata a vantaggio di tutti. Nelle compagnie comandate invece da ufficiali con la "puzza sotto il naso" lo stato dei "cessi" era veramente stomachevole e allarmante. Piccola premessa per dire che il mondo è una caserma come recitava il titolo di un vecchio libro. Se chi sta a capo non si preoccupa anche delle piccole cose - pur sempre importanti - come la pulizia e l'ordine, prima o poi interviene la nemesi , come saggiamente scrive il mio giovane amico Kayfa, ed anche l'immodizia e la spazzatura si rivoltano contro coloro che le hanno trascurate e sottovalutate per anni. I nostri politici farebbero molto bene a trarre da questi fatti di Napoli una lezione di umiltà. Smettano di occuparsi dei "massimi sistemi", scendano dall'olimpo nel quale si sono abusivamente rifugiati ed osservino con attenzione ciò che succede sulla terra!