“Signori Grandi, signori della guerra e della pace, forse che veramente voi non trovereste mai, per guarire i poveri, per nutrirli, per alleviarli, la millesima parte di ciò che avete speso per lunghi anni per uccidere, per odiare, per distruggere? E voi sapete che se non ci fossero più tante ingiuste miserie, vi sarebbe al tempo stesso meno rischio che ci siano guerre…” (1955)“Certo, rinunciare ciascuno ad un bombardiere è proprio un piccolo disarmo. Ma potete sempre incominciare da questo…E forse, la gioia che ne avrete vi inciterà a continuare…Fino all’ultima bomba atomica e all’ultima lebbra...Quanto a me, io continuo a sperare”. (1959)“Se il mondo per un giorno solo rinunciasse a preparare la guerra, nel cuore degli uomini, incomincerebbe a fiorire la primavera…Mille miliardi di dollari per uccidere, quattromiliardi per soccorrere: questa è la Civiltà. Ed eccovi dunque la mia proposta. Un giorno all’anno, un solo giorno all’anno, che si arresti la corsa agli armamenti. Ma che si continui a pagare. Un giorno, un giorno solo all’anno, tutti i popoli mettano assieme e offrano ai poveri quello che per gli altri 364 giorni essi sacrificano alle opere di morte”. (1961)Questi appelli di
Raul Follerau rimasero inascoltati, come sempre capita agli appelli dei profeti. Erano appelli semplici anche se vibranti ed appassionati, erano dettati dalla carità ma moderati da sapiente pragmatismo. Un bombardiere in meno per ciacuna delle due grandi potenze di allora non avrebbe certamente creato squilibri nei rapporti di forza.E veniamo ad oggi e a noi! Nella difficile situazione economica in cui versa da tempo l'Italia, stante la crescita inarrestabile del suo debito pubblico, considerata la recente catastrofe che ha colpito l'Abruzzo, a fronte dei conseguenti maggiori oneri finanziari, non vedo proprio la necessità di confermare l'acquisto, proposto dal Ministro della Difesa, di
131, dico centotrentuno, nuovi bombardieri.Se il Governo presieduto dal nostro beneamato Premier decidesse subito di approvvigionarne solo 100, devolvendo alle necessità dei ceti deboli non soltanto parole ma le risorse già destinate all'acquisto dei restanti 31, quale danno effettivo ne verrebbe alla nostra consistenza militare?E, se tagli analoghi o anche più consistenti in proporzione alle rispettive economie nazionali li facessero anche gli altri Stati più ricchi di noi, quali equilibri militari verrebbero compromessi in modo grave?Ci pensi Berlusconi e, grande comunicatore qual'è, lo dica anche ai suoi colleghi ed amici in occasione del prossimo G8, magari servendosi di 8 semplici
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