Mondo Jazz

IN MEMORIA DI PIERPAOLO FAGGIANO


 Un mese fa si toglieva la vita Pierpaolo, giornalista freelance, collaboratore di Allaboutjazz e anima creatrice dell' Open Jazz Festival di Ceglie.Non ci conoscevamo personalmente ma solo tramite il web. Quando l'amministrazione comunale di Ceglie lo "scippò" di fatto del festival che con amore, pazienza e passione aveva portato a fama internazionale mi scrisse chiedendomi di divulgare la notizia e di far conoscere a tutti gli appassionati quello che stava succedendo.Accadde più o meno la solita storia italiana: la nuova amministrazione, di segno politico opposto alla precedente, per ripicca decise che il jazz proposto da Faggiano era "troppo difficile" e quindi di fatto si appropriò di un nome che con il tempo aveva conquistato il suo spazio per trasformarlo in un "jazz facile" e adatto alle masse (sigh !).Pierpaolo riusci' ad organizzare comunque un'altro festival, tra ristrettezze e contrasti, e lo fece grazie alla solidarietà degli stessi musicisti.Oggi uno scritto di Sergio Pasquandrea su Facebook mi ha fatto conoscere il destino amaro di Pierpaolo Faggiano.Lo riporto, insieme al link con il quale Allaboutjazz ha dato la notizia.   Non avevo mai conosciuto Pierpaolo Faggiano, ma sapevo che avevamo alcune cose in comune. Eravamo quasi coetanei (lui 41 anni, io 36), e tutti e due pugliesi. Io emigrato, lui rimasto lì, a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove aveva fondato e diretto il Ceglie Open Jazz Festival. O meglio, l'aveva diretto finché il Comune aveva deciso di tagliargli i fondi, tenendosi però il marchio, perché Pierpaolo non l'aveva registrato e quindi, pur essendo suo, non gli apparteneva. Ne parlai qui, a suo tempo. (Ah, ed ecco un'altra cosa che avevamo in comune: non riuscire proprio a capire le logiche del mercato; forse, non volerle capire). Poi, ovviamente, c'era l'amore per il jazz. Pierpaolo Faggiano collaborava con AllAboutJazz, era membro della Sidma (la Società Italiana di Musicologia Afroamericana), aveva pubblicato un libro-intervista a Mario Schiano che era anche una storia del nostro free jazz ("Un cielo di Stelle", Manifestolibri 2003). E scriveva anche per la "Gazzetta del Mezzogiorno": pubblicista, vale a dire giornalista di fatto, ma non di stipendio. L'altroieri, martedì 21 giugno, primo giorno d'estate, il fratello di Pierpaolo, tornando a casa, l'ha trovato impiccato ad un albero del giardino. Pare abbia lasciato un biglietto d'addio: una delusione amorosa, ma soprattutto la vergogna di non avere, a 41 anni, un vero lavoro. Sì, lo so, in quella situazione ce ne sono tanti, e non tutti si suicidano. Tanti tirano avanti, nonostante tutto. Non voglio fare retorica. Anzi, credo che davanti alla morte si debba soprattutto tacere. Però non posso fare a meno di pensare a Pierpaolo come a un fratello che non ho mai conosciuto. Oggi, sui giornali, la sua vita è tutta riassunta in due parole: giornalista precario.http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5658 Nel suo profilo scritto per Allaboutjazz, Faggiano mi ha gratificato come uno dei due blog preferiti (l'altro ovviamente non può che essere Jazzfromitaly). Ha scritto anche la classica lista dei 10 album da portare sull'isola deserta. Eccoli:  My Desert Island Picks - Gato Barbieri - The third world- Charlie Haden - Liberation Music Orchestra- Cecil Taylor/Roswell Rudd - Mixed- Gruppo Romano Free Jazz - Ecstatic- Duke Ellington - 1947-48- Maurizio Giammarco - Ornithology- Roberto Gatto - Luna- Stefano Maltese As Sikilli - Voices in the wind- Steely Dan - Gaucho- Gustav Mahler - Il titano- Il Coltrane "spirituale" - tutto