Prima di riuscire a muoversi, lui l'aveva afferrata per un braccio.-Dove credi di andare?-Il viso era contratto. La bocca serrata. Le narici dilatate per prendere grossi respiri.-Molla il polso, mi fai male- Gli sibilò tra i denti.Un lampo di rabbia gli passo negli occhi. Girò il polso di lei portandolo dietro la schiena e in questo modo si avvicino alla sua faccia.-Vuoi che ti faccia male? Lo sai che posso farlo...non provocarmi-Non aveva paura. Lui era piu' alto. Piu' forte e decisamente incazzato.Inclinò la testa da un lato con uno sguardo di sfida.-Vuoi farmi male? No che non vuoi...vuoi solo averla vinta, ma te lo puoi scordare. Le minacce non mi spaventano e nemmeno le reazioni violente. Lo sai che ne ho passate di peggio, lo sai molto bene. Puoi sfogarti come vuoi ma non resto. Te lo puoi scordare.-Era quello che amava in lei. La decisione. La chiarezza. Tutto quello che a lui era sempre mancato.Mollò il polso. Una volta libera guardò i segni che avevano lasciato le dita.Si infilò la giacca, prese la borsa, si ravvivò i capelli davanti allo specchio dell'ingresso.-Tanto tornerai! Dove vai senza di me, tu?...Ma si va..vattene all'inferno!!!-Lei non disse nulla. Mise la mano sulla maniglia della porta e fece un mezzo sorriso. In fondo gli faceva tenerezza nella sua disperazione. -Io lo conosco l'inferno...dopo un pò t'abitui anche a quello. Sei tu che non ci sai vivere.-E uscì chiudendo la porta.
L'ULTIMO GIRONE
Prima di riuscire a muoversi, lui l'aveva afferrata per un braccio.-Dove credi di andare?-Il viso era contratto. La bocca serrata. Le narici dilatate per prendere grossi respiri.-Molla il polso, mi fai male- Gli sibilò tra i denti.Un lampo di rabbia gli passo negli occhi. Girò il polso di lei portandolo dietro la schiena e in questo modo si avvicino alla sua faccia.-Vuoi che ti faccia male? Lo sai che posso farlo...non provocarmi-Non aveva paura. Lui era piu' alto. Piu' forte e decisamente incazzato.Inclinò la testa da un lato con uno sguardo di sfida.-Vuoi farmi male? No che non vuoi...vuoi solo averla vinta, ma te lo puoi scordare. Le minacce non mi spaventano e nemmeno le reazioni violente. Lo sai che ne ho passate di peggio, lo sai molto bene. Puoi sfogarti come vuoi ma non resto. Te lo puoi scordare.-Era quello che amava in lei. La decisione. La chiarezza. Tutto quello che a lui era sempre mancato.Mollò il polso. Una volta libera guardò i segni che avevano lasciato le dita.Si infilò la giacca, prese la borsa, si ravvivò i capelli davanti allo specchio dell'ingresso.-Tanto tornerai! Dove vai senza di me, tu?...Ma si va..vattene all'inferno!!!-Lei non disse nulla. Mise la mano sulla maniglia della porta e fece un mezzo sorriso. In fondo gli faceva tenerezza nella sua disperazione. -Io lo conosco l'inferno...dopo un pò t'abitui anche a quello. Sei tu che non ci sai vivere.-E uscì chiudendo la porta.