Mr Nice Guy

Voltare pagina


Dopo un po’ che uno è lì a lamentarsi di una relazione che è andata male, prima o poi arriva qualcuno che gli dice che è meglio smettere di rimuginarci, e che farebbe meglio a guardare avanti. Ed è vero, bisogna sempre guardare avanti. Tuttavia, quando sento dire che bisogna “voltare pagina”, io rimango sempre un po’ perplesso.Da amante della lettura, l’espressione “è ora di voltare pagina” l’ho sempre guardata con un certo sospetto. Come ogni bravo lettore sa bene, si volta pagina soltanto quando si è letta l’ultima parola, non prima, e certamente non dopo. Del resto, voltare pagina quando ancora non si è letto magari l’ultimo paragrafo non ha senso, così come non ha senso rimanere a guardare l’angolino in basso per un quarto d’ora, stile bambino rincretinito.Al contrario di quanto sembrano pensare in molti, insomma, l’atto di voltare pagina non è un gesto deliberato, ma è una inevitabile conseguenza della lettura, ed avviene sempre nel momento giusto. È come se la pagina si girasse da sé. In qualità di lettore, devi solo assecondare lo svolgimento del libro, e quando è ora, giri pagina.Certo, ci sono delle volte in cui il libro magari è una palla pazzesca, e salti avanti nella speranza di trovare una parte più succosa. Però già se mi capita due volte con lo stesso libro, sono capacissimo di lasciarlo lì, perchè vuol dire che il libro non merita di essere letto. Comunque, sono casi più unici che rari. In qualità di lettore, io assecondo l’autore del libro e sto su una pagina tutto il tempo che mi serve: non di più, e non di meno.Quando si parla di relazioni, tuttavia, in barba a questo concetto del “momento giusto”, prima o poi c’è sempre qualcuno che conclude un discorso dicendo che è ora di voltare pagina. Questo, per due ottimi motivi. Per prima cosa, se una situazione non va da nessuna parte, è anche inutile stare a rimuginarci sopra, e poi, perchè dopo un po’ ti stufi pure di sentire sempre le solite lagne. Voglio dire, per quanto puoi volere bene ad una persona, se quella ti ripete sempre le solite storie, dopo un po’ lo ascolti pensando “cheppalle” ogni 2 secondi, quindi per il bene di tutti, gli dici che è ora di cambiare discorso. Va bene l’amicizia, va bene il supporto morale, va bene tutto, ma dopo un po’ ti rompi, e non ci sono né Santi né Madonne.Ora, come si fa a voltare pagina nella vita? Perchè con un libro è facile, ma nella realtà di tutti i giorni è leggermente più complicato. Se quando volti pagina di un libro, comunque nella testa ti stai seguendo tutto il ragionamento e la trama del libro, per cui di fatto hai semplicemente girato la pagina, dal vivo non funziona così. Se decidi di saltare avanti con la storia e di girare deliberatamente le pagine, per le cose dal vivo devi fare uno sforzo cosciente.Intanto stai piazzando una bella interruzione nella sceneggiatura, perchè chiudi una scena a metà, alla faccia della conitnuity e dello storyboard. Poi, perchè devi smettere di pensare alle cose di prima, e cominciare a pensarne di nuove che non c’entrano niente, e non è che uno pensa a comando. Cioè, magari sì, ma ci vuole una gran concentrazione, e non appena ti distrai un attimo TRAC! ecco che ricadi nei pensieri che stai cercando di evitare. Che è un po’ come la storia di non pensare ad un orso bianco, a farci caso. “Cerca di non pensare ad un orso bianco e questo continuerà a venirti in mente”.In ogni caso, quando decidi volontariamente di girare pagina, sai che la cosa non è affatto automatica. Non è che “chiudi un capitolo”, che lì sarebbe tutto a posto. Al contrario, lasci il pezzo a metà, senza arrivare alla conclusione. Però, talvolta, è meglio così. Come mi ha detto il Gianfru ieri, marcirci dentro, a certe storie, non serve a niente, se non a far girare le scatole ancora di più. Quindi, è ora di voltare pagina.Anche se ti sembra troppo presto.