Message in a bottle

Il Cerotto


Ho sempre sostenuto che il viaggio per andare in vacanza e/o visitare la Grecia va fatto in traghetto, passaggio ponte, no alla scomodità di poltrone e cuccette, no all’isolamento in compatimenti stagni delle cabine. Nel 2006 è stata la mia ottava volta in Grecia, raggiunta in vari modi nel corso degli anni.Sì, niente viaggio in aereo: in tre ore si piomba dall’Italia in qualche isola greca, si fa la vacanza e si riparte, toccata e fuga, quasi una violenza. Secondo me invece il viaggio va fatto e gustato lentamente entrando pian piano nell’atmosfera, nei ritmi, negli odori, nelle sensazioni.Il primo senso che si attiva è l’udito, quando sul traghetto inizi a sentire parlare in greco, poi la vista con le scritte in greco sulla nave e con le prime terre che si iniziano ad intravedere nella foschia la mattina dopo, poi l’odore della macchia mediterranea non appena sbarchi, il tatto quando afferri la prima pita o la prima Mithos al porto di Atene, infine il gusto al primo morso o al primo sorso.Si parte in tanti italiani da Bari, qualcuno scende a Corfù, altri a Igoumenitsa, il resto a Patrasso dove ci si disperde. Al Pireo si è in pochi italiani, niente giornali, TV, si sente parlare in greco: parakalò, perimene, iasu.L’isola è bella e la gente accogliente e cortese, si è spensierati, si mangia pesce arrosto, poi c’è lo yoghurt con il miele (e con frutta fresca se si vuole), mare, subacquea, apnea, arrampicata, trekking, windsurf, kite, nuovi amici di altre nazionalità, music bar. C’è la goduria che deriva dal semplice ammirare il panorama durante gli spostamenti o nel sentire l’odore dei cedri.Arriva il momento della partenza, anch’essa lenta e che dolore!E’ come togliere lentamente, dall’avambraccio, un grosso cerotto. Cominci a starci male quando arriva il momento, prima di iniziare, mentre prepari i bagagli. Quando ti imbarchi c’è il primo strappo, il più doloroso, pensi a Tiia, Vulla, Dimitri, Groso, Sakis, alle milanesi. Arrivi a Atene, il cerotto è a metà, sei rassegnato. A Patrasso ti riunisci con gli altri italiani, qualcuno ha negli occhi la tua stessa ombra, i tuoi stessi pensieri che ronzano nella mente. A Bari il cerotto è tolto, ma il ricordo del dolore è con te, ravvivato dalle incombenze che ritrovi in Italia, e te lo porterai dietro per un pò, poi sbiadirà come quello del cerotto.Anche questo fa parte della vacanza e non è negativo: il dolore della partenza e del ritorno trova la sua naturale ragione di esistere nella gioia che si prova quando si parte da casa in Italia e si vive l’isola fino al giorno della partenza.