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Un blog creato da living_art il 28/12/2006

LA MIA MOLESKINE®

Le emozioni, le riflessioni e i piaceri della vita, per chi vuole assaporarla appieno, mantenendo comunque una soave leggerezza

 
 

INTRO

Dare spazio alla riflessione, alla giusta lentezza in un mondo che non ti dà tempo, ritrovare il piacere anche un pò infantile del foglio bianco su cui scrivere parole in libertà, scarabocchiare, incollare fiori e fotografie, affinché aprendo queste pagine si possa riassaporare profumi e ricordi dei giorni di vacanza.

 

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Filosofia Zen in Lucio Fontana

Post n°569 pubblicato il 12 Luglio 2019 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Assistendo ad una visita guidata ho avuto una lettura nuova dei famosi tagli di Lucio Fontana. 

Finora avevo visto in queste opere il superamento della bidimensionalità per andare alla ricerca della terza dimensione; come ho anche sentito altre volte andare verso l'oltre, quello che non è esprimibile. 

In questa ultima visita ho avuto una lettura che è più orientale (forse anche per questo Lucio Fontana ha successo in tutto il mondo): come nella filosofia Zen i concetti di assenza e di presenza hanno lo stesso peso. 

Riuscire a riconoscere il vuoto come elemento fa parte principalmente della tradizione e del respiro della cultura orientale, leggere Fontana con questo nuovo canone dà occhi nuovi per vedere l'opera.

Buon weekend

Living

 
 
 

Il Medioevo Moderno dei Preraffaelliti in mostra a Palazzo Reale

Post n°568 pubblicato il 22 Giugno 2019 da living_art
 
Tag: Arte

Come idea per il weekend, in settimana ha inaugurato la mostra sull’arte dei Preraffaelliti a Palazzo Reale a Milano.
Quello dei Preraffaelliti è un movimento che spazia tra arte e poesia nella seconda metà dell’Ottocento, costituito da studenti di materie artistiche che si erano ribellati alle regole accademiche apprese alla Royal Academy. Tra i loro leader vi erano Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e William Hunt.
Il nome deriva dalla loro ammirazione per i primi del Medioevo italiano, prima che gli stili "raffaelliti" del Rinascimento.
L’intento principale dei Preraffaelliti era di introdurre nell'arte e nella poesia un nuovo realismo e un nuovo significato, pensare a cosa potessero fare per la società del tempo, ponendo domande a chi guarda, riflettendo su tematiche quali il lavoro, la famiglia, l’amore e il desiderio.
Il loro modo di vivere era radicale quanto l’arte, si propugnava libertà di amarsi, con centralità dell’immagine femminile, presa nel suo contesto quotidiano.
Le storie d'amore corrispondevano alle difficoltà dello stile di vita loro e del loro ambiente: amanti divisi dalle famiglie, dal ceto o dal denaro, oppure amanti manipolatori e infedeli.
Una delle opere meglio riuscite, L’Ofelia di Millais, parla della condanna della società e dell’amante. Qui viene rappresentata la morte di Ofelia, dall'Amleto di Shakespeare, che sopraffatta dal dolore quando Amleto la respinge e uccide suo padre, cade in un torrente e affoga.
Questa opera, come molte altre dei preraffaelliti, si può apprezzare solo dal vero, per la ricchezza di dettagli avvicinandosi alla tela, in questi quadri la luce prende campo con l’utilizzo di effetti luminosi dalla luce brillante alle ombre, con sfondi di opere in cui prevalgono le tonalità del giallo e del verde, si ridefinisce la verità in arte con questo approccio di visibilità.
Buon weekend
Living

 
 
 

Vola alta, parola (M. Luzi)

Post n°567 pubblicato il 12 Giugno 2019 da living_art
 

In pausa, tra i libri di una bancarella, ho trovato questa poesia di Mario Luzi, uno dei maggiori poeti del '900
buona lettura

VOLA ALTA, PAROLA
Vola alta, parola, cresci in profondità,
tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi – sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza …

Qui alcuni spunti per chi vuole approfondire
https://www.doppiozero.com/materiali/mario-luzi-vola-alta-parola-cresci-in-profondita

 
 
 

Al cinema Le Ninfee di Monet

Post n°566 pubblicato il 26 Maggio 2019 da living_art
 
Tag: Arte

Dal film sulle Ninfee di Monet ho scoperto molti nuovi punti sull’artista Claude Monet, maestro dell’impressionismo, che nelle sue tele riportava l’immersione completa della sua vita nella natura.

Inizialmente poco compreso e senza  riconoscimenti, fu solo dopo l’esposizione al Grand Palais del 1874, in cui venne coniato il termine ‘Impressionismo’ da un giudizio poco gradevole sulle opere ritenute impressionanti, che ci furono le prime gioie.

Quest’esposizione fu infatti il germe del successo, perché tra le tante critiche a questo movimento, così lontano dai classicismi accademici del tempo, ci fu il giudizio controcorrente di Clemenceau, un rappresentante del governo francese che in occasione di quella mostra dipinse il movimento quale l’unico in grado di rappresentare il momento storico in Francia. Nacque un’amicizia tra i due e a poco a poco Monet riuscì a superare le precarietà iniziali che la vita d’artista gli portava.

Monet catturava l’impressione del momento, per questo dipingeva en plein air, direttamente sulle rive di fiumi o anche su un battello viaggiante, come l’amico artista Manet lo ritrasse in una sua opera.

Che l’arte fosse un tutt’uno con la sua vita lo si scopre anche nei momenti delicati, come alla morte della moglie, di cui c’è un’opera al Museo Marmottan: Monet riuscì a convogliare il dolore in quella tela.

Altre note che non conoscevo è che dopo il suo arrivo a Giverny, dove passo la maturità della sua vita, Monet per entrare direttamente in contatto con l’acqua, elemento vitale presente in molti dei suoi quadri, fece canalizzare il corso di un fiume per realizzare uno stagno dove nella sua casa progressivamente cambiò le coltivazioni di alberi da frutta in giardini e ninfee a pelo d’acqua.

Le ninfee sono collegamento diretto della sua vita nella natura, Monet amava ritrarle, principalmente in momenti ameni e di pace, anche in quelli meno felici, come quando la Francia entrò in guerra: in quel periodo la carneficina umana, il sangue delle tante vite perse, entra nel suoi quadri, con intense pennellate rosse che ritroviamo nei quadri del ponte giapponese che si affacciava sullo stagno, realizzati tra il 1916 e 1918.

Le ninfee fanno parte anche dell’ultimo periodo della sua vita, quando a più di 70 anni perse progressivamente la vista: solo l’incitazione del suo amico Clemenceau lo portò a riprendere a dipingere dopo un periodo di buio. Monet nei suoi ultimi anni volle consacrare la sua unione con la natura e la sua immortalità realizzando per il governo francese una serie di dipinti appositamente pensati per riprendere la realtà dell’ambiente che amava, lo stagno delle ninfee, durante il corso della giornata. Diede vita ad un capolavoro magistrale, oggi conservato all’Orangerie, di immersione totale nella luce di questo ambiente, con una serie di tele a grandi dimensioni in cui coglieva i dettagli di questa meraviglia a 360 gradi.

 
 
 

Alla Biennale d'arte di Venezia, il silenzio di un dramma civile tra il rumore della folla

Post n°565 pubblicato il 16 Maggio 2019 da living_art
 
Foto di living_art

Passando ai Giardini, in occasione della visita alla Biennale d'arte, tra i padiglioni che costituiscono il cuore di uno dei principali eventi internazionali di arte contemporanea, fa stridere osservare che in mezzo al marasma di allestimenti milionari, al passaggio di autorità, artisti e riferimenti tra i più noti del mondo dell'arte, sia passato quasi inosservato il padiglione chiuso del VENEZUELA.

La settimana di inaugurazioni della Biennale è in generale una continua festa, anche a me piace viverla così; mi ha fatto intristisce trovare questo padiglione chiuso ed indifferenza.

Vedo questo lucchetto che chiude l'accesso come la bocca chiusa di un mondo che non trova risposte a questo dramma civile, una sconfitta anche per il mondo dell'arte che non ha preso posizione, neanche con un gesto.

May U Live in Interesting Times, titolo della rassegna di quest'anno, può voler dire anche questo?

Una porta chiusa è già di per sé eloquente come messaggio, dà risonanza, ma senza compassione, un'azione condivisa, risulterebbe inefficace e porterebbe a indifferenza. Secondo voi cosa si può fare per parlare al mondo di quanto sta accadendo e cosa può fare l'arte?

Buona notte,
Living

 
 
 

A Venezia per la 58-esima Biennale d'Arte 2019: primi spunti e padiglioni da non perdere

Post n°564 pubblicato il 12 Maggio 2019 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Nell'ultima settimana è partita la kermesse internazionale d'arte, curata quest'anno da Rudolf Rugoff, dal titolo "May U Live in Interesting Times", che pone quale elemento centrale l'arte vista per le sue potenzialità di 'indagare cose di cui non siamo già a conoscenza' (spunto da Opera Aperta di Umberto Eco) e di riuscire ad osservare la complessità dell'esistenza secondo nuovi punti di vista.

Per centrare questo obiettivo, ho trovato molto interessante la modalità realizzativa degli artisti di proporre le loro opere in più spazi espositivi contemporaneamente, sia ai Giardini sia all'Arsenale, secondo diversi media, passando dal dipinto alla scultura al video.

L'intento di fornire nuovi punti di vista è stato quindi centrato sia nel risultato finale, le opere degli artisti, sia nella partecipazione (in cui si rileva una parità di genere, con più della metà di artisti femminili) sia nei temi affrontati (questioni sull'identità, la parità di genere, la natura, il tema dei muri fisici e discriminatori).

Nel complesso tra tutti i padiglioni, ho trovato molto efficace l'installazione allestita dal padiglione dell'INDIA con la proiezione all'interno di una camera oscura di un video a scorrimento su una parete fatta da fumo bianco di una lettera scritta realmente da Gandhi a Hitler nel 1939 (nella foto) in cui il Mahatma chiamava il leader tedesco 'Amico', invitandolo a prendere coscienza delle proprie scelte e delle relative implicazioni.

La modalità realizzativa dà forte impronta al contenuto, alle parole contenute nella lettera, quasi fossero premonizioni di una tragedia che poteva ancora essere evitata ed anche il fumo che fa svanire nell'aria gli intenti di costruzione di un mondo di pace di Gandhi.

Altro padiglione che ha conseguito pareri positivi sia da critici sia dalla giuria che gli ha riconosciuto il Leone d'Oro, il padiglione della Lituania riporta all'interno dell'antica caserma della Marina una spiaggia con tutti gli elementi, con l'affollamento di persone stese a prendere al sole con asciugamani, borse, oggetti, un ready made in un coro lirico a  13 voci intonato in unsottofondo formato dal rumore di onde che si infrangono, di schiamazzi di bambini e disuoni di questa scena di vita.

Concludo questa prima carrellata su padiglioni e mostre più interessanti tra quelli presenti in laguna, parlando dello stand di MALTA, con l'opera di Trevor Borg che nella sua installazione immagina di recuperare, come un archeologo, reperti proveniente dalla Dark Cave, dalla grotta del buio: reperti immaginati nella sua infanzia, in cui pensava che in questa familiare grotta ci fosse la presenza di dinosauri e di civiltà antiche. Per questo ha voluto esporre, quasi fosse un museo archeologico, tutti i reperti, alcuni reali (calchi tratti da ossa di animali) altri immaginati e realizzati con stampe 3D di monili e oggetti dell'uso quotidiano di popolazioni antiche.

A presto per nuovi aggiornamenti,

Buona Biennale!

Living

 
 
 

Tante novità sul mondo dei profumi alla fiera Exsence

Post n°563 pubblicato il 29 Aprile 2019 da living_art
 

Nel weekend a Milano sono andato alla scoperta del mondo dei profumi alla fiera Exsence.

Dalla rassegna ho conosciuto tante case di profumi di nicchia, con alcuni storici nati nel 700, periodo in cui si iniziò ad utilizzare l’alcol (e non più il grasso) per ricavare le essenze dalle piante.

Da questa rassegna vi riporto alcune simpatiche note

  • una casa ha realizzato la serie di profumi Montecristo DeLegend basandosi sulla storia del Conte di Montecristo, uno per ogni età, dalle diverse caratteristiche olfattive, uno per la gioventù, uno per l’età adulta, per quando ritorna alla terraferma dopo le disavventure e con il tesoro;
  • L’Osmotheque è una casa di profumi che conserva le ricette dei profumi celebri della storia a partire dal Plinio il Vecchio, per poi passare alle lavorazioni artigianali del 1300, alle prime essenze del 1700, dove parte la vera creazione dei profumi, tra cui ho potuto provare quello di della Regina Margherita d’Ungheria e quello che si fece produrre Napoleone anche nell’esilio di Sant’Elena dagli eunuchi;
  • La casa di produzione di profumi d’ambiente, Locherber, ha realizzato il tappo della sua serie limitata Venezia utilizzando il legno riciclato dalle briccole, i grandi pali che le barche della Laguna utilizzano per attraccare, che una volta logaritmi vengono sostituiti;
  • La casa di profumi Olfactive Studio ha collaborato con un fotografo e artista di Land Art Martìn Hill per realizzare un cofanetto contenente la fotografia dell’installazione.

 
 
 

Alla scoperta del mondo di Leonardo con i video dello Studio Azzurro

Post n°562 pubblicato il 23 Aprile 2019 da living_art

"Leonardo: La macchina dell'immaginazione" a cura dello Studio Azzurro, con alcuni esempi delle idee e degli studi di Leonardo: dall'anatomia, alle macchine, agli animali, alle architetture e vedute, ai suoi celebri quadri, i cui sfondi cambiano e diventano  reali a cui Leonardo si è ispirato.

I video dello Studio Azzurro permettono di entrare direttamente ed in modo semplice nel mondo di Leonardo: citando alcune parole tratte dagli scritti vinciani è possibile infatti ascoltare i suoi trattati, le sue frasi e osservare i suoi disegni attraverso video interattivi.

LEONARDO. LA MACCHINA DELL'IMMAGINAZIONE
Palazzo Reale – Piazza Duomo, 12
Milano
19 aprile – 14 luglio 2019
Orario apertura
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato 9.30 - 22.30

 
 
 

Lanzarote : Difesa della natura e delle peculiarità di un luogo

Foto di living_art

Qui a Lanzarote la parola che ho sentito molto presente è ‘Difesa’: anche Manrique come Beuys ha affermato questo bisogno fondamentale che è legato alla vita. Beuys parlava della ‘Difesa della Natura’, Manrique lo arricchisce sul proprio territorio, in questo caso dell’isola, ovvero far sì che la gente si senta fiera della propria casa, delle proprie strade che sembrino tappeti, con cornici in pietra lavica, delle proprie case, capire l’importanza della loro storia e del continuare a mantenerle, delle tradizioni di canti e costumi.

 
 
 

Alla scoperta delle case editrici indipendenti da Book Pride

Post n°560 pubblicato il 16 Marzo 2019 da living_art
 
Foto di living_art

Per chi rimane a Milano questo weekend consiglio vivamente Book Pride, fiera dell’editoria indipendente alla Fabbrica del Vapore (16-17 marzo, orario 10-20).

Ci sono molte piccole case editrici da conoscere, come vecchia casa editrice pensata da Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità, ora tornata al nipote di Adriano, con i temi di architettura e progettualità per una società migliore, come De Piante Editore che collabora con fotografi e artisti per realizzare edizioni numerate d’artista, come la casa editrice ‘Sui Generis’ con il suo libro ‘Il Gatto di Chagall’, una storia di un impiegato bancario che cambia vita, come la casa ‘L’Asino D’Oro’ ed il suo bellissimo libro sulla vita di Van Gogh ed i risvolti psicologici, come ‘Safara ed.’ con il suo libro sull’architetto Gehry dal formato insolito o come Johan&Levi con i suoi libri d’arte stupendi, mi sono soffermato sull’impatto degli Etruschi nel ‘900, quante scoperte 🙂

Buon weekend ☀️

 
 
 
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