Uniti vs. Parkinson

Blog dedicato alla malattia di Parkinson, allo scambio d'informazione, esperienze e consigli tra i propri malati. Arcadia era una provincia della antica Grecia. Con il passare del tempo è diventata il nome di un paese immaginario, creato e descritto da poeti e artisti, soprattutto del Rinascimento e del Romanticismo

 

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a cura del Prof. T. Caraceni e del Prof. F. Stocchi


Fuente ReteParkinson

 

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Scoperto un nuovo meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e renderle simili alle staminali

Post n°53 pubblicato il 22 Novembre 2008 da myownarcadia

Scoperto un nuovo meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e
renderle simili alle staminali: la chiave sta in una proteina chiamata
Wnt, già nota per essere coinvolta in numerose fasi dello sviluppo dei
vertebrati e degli invertebrati.


Ad annunciarlo è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista
Cell Stem Cell dal gruppo di ricerca guidato da Maria Pia Cosma
dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Napoli. La
ricerca è tutta italiana ed è stata condotta esclusivamente nel
laboratorio del Tigem diretto dalla Cosma.


I ricercatori hanno preso diversi tipi di cellule adulte -
fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali - e le
hanno fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina
Wnt.


Le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne
hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule staminali.



La vera novità, però, sta nella grande capacità di Wnt di promuovere
questa riprogrammazione: a conferma di questo, i ricercatori hanno
verificato che, somministrando dosi precise di proteina per un tempo
limitato, un'alta percentuale di cellule adulte si trasformava in
cellule simil-staminali. La scoperta - su cui la Fondazione Telethon ha
già depositato un brevetto - apre prospettive molto interessanti in
tutti i campi della medicina rigenerativa, ovvero nella terapia di
tutte quelle patologie in cui si ha una degenerazione irreversibile dei
tessuti: malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, cardiopatie, solo
per citarne alcune.


Questo metodo potrebbe infatti rappresentare una valida alternativa
a quello attualmente più condiviso dalla comunità scientifica
internazionale. Alla fine del 2007, infatti, due gruppi di ricerca -
uno giapponese e l'altro americano - avevano annunciato praticamente in
contemporanea di essere riusciti a ottenere cellule staminali a partire
da cellule della pelle.


Per farlo sono stati introdotti nelle cellule - tramite vettori
virali - dei particolari geni tipici della fase embrionale. Resta però
il dubbio se l'introduzione di questi geni embrionali e la
manipolazione attraverso l'utilizzo di virus possa alla lunga
promuovere una crescita incontrollata delle cellule e portare così allo
sviluppo di tumori.


Parallelamente a questo filone di ricerca, il metodo proposto dal
gruppo di Maria Pia Cosma potrebbe dunque rappresentare una valida
alternativa per ottenere cellule simil-staminali a partire da cellule
della pelle limitando l'introduzione di geni estranei. Wnt è infatti
una proteina già disponibile sul mercato e andrebbe semplicemente
aggiunta al liquido in cui i ricercatori fanno normalmente crescere le
cellule che studiano. Ora il passo immediatamente successivo è studiare
i meccanismi attraverso cui Wnt promuove la riprogrammazione cellulare
e identificare i geni che sono attivati a seguito dell'azione di Wnt.


Questo permetterà di individuare i meccanismi di base della
riprogrammazione cellulare e contribuire così allo sviluppo di nuovi
approcci terapeutici nel campo della medicina rigenerativa.


 


Bibliografia. Frederic Lluis, Elisa Pedone, Stefano Pepe, Maria Pia
Cosma. Periodic activation of Wnt/b-catenin signalling enhances somatic
cell reprogramming mediated by cell fusion. Cell Stem Cell 2008;
doi:10.1016/j.stem.2008.08.017. Ufficio Stampa Telethon 2008.

 
 
 

Parkinson, sempre piú malati e sempre piú giovani

Post n°52 pubblicato il 10 Novembre 2008 da myownarcadia

Aumenta il numero di malati di Parkinson in Italia e diminuisce
l'età di esordio della malattia: un malato su 4 ha meno di 50 anni e
peggiora la percezione della qualità della vita. Il 75% dei malati
gestisce la propria esistenza in relazione alla terapia da seguire, più
della metà ha problemi a lavarsi e vestirsi e quasi il 50% ha
difficoltà a parlare e a organizzarsi autonomamente.


Di queste difficoltà si è parlato oggi nel convegno in corso a Roma
presso l'Istituto superiore di sanità, organizzato dall'Associazione
Azione Parkinson con il patrocinio del Consiglio nazionale delle
ricerche.


Leggi l'articolo intero...
 
 
 

Nuova versione del portale "Unidos contra el Parkinson" (Uniti contro il Parkinson) - AGGIORNAMENTO

Post n°51 pubblicato il 12 Ottobre 2008 da myownarcadia


Oggi entra in funzione la nuova versione del portale "Unidos contra el Parkinson" (Uniti contro il Parkinson), con molte importanti novità.


Innanzitutto, adesso il portale si può navigare in tre lingue
- Spagnolo (master)
- Italiano
- Inglese

Per ciò che riguarda i contenuti, mentre vengono tradotti un poco alla volta, abbiamo inserito nel portale un traduttore automatico che permette di cambiare l'idioma con un semplice click.

Inoltre, adesso il portale è dotato di un'area riservata agli utenti registrati e con un servizio di Single Sign On, è sufficiente fare "login" solo una volta per accedere a tutti i servizi integrati nel portale (chat, blog, forum, assistenza utenti, etc.).

Vi invitiamo a "fare un salto" da quelle parti per vedere e provare di prima mano le altre novità introdotte.

NOVITÀ: il Forum Parkinson dentro del sito già si può personalizzare l'idioma e scegliere l'italiano.
Inoltre c'è una sezione riservata ad ogni lingua, compreso l'italiano.


 
 
 

Entro tre anni cellule staminali contro il Parkinson

Post n°50 pubblicato il 28 Settembre 2008 da myownarcadia

«Con le cellule staminali cerebrali presto si potranno curare malattie del cervello come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson e altre.»
Sanihelp.it - «Con le cellule staminali cerebrali presto si potranno curare malattie del cervello come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson e altre. Allo stato attuale delle ricerche, posso anche azzardare una data: le prime applicazioni per curare il morbo di Parkinson con l’utilizzazione di cellule staminali potranno cominciare fra tre anni».


E’ stato il neurofarmacologo Angelo Vescovi, direttore del laboratorio di ricerche sulle cellule staminali dell’Istituto San Raffaele di Milano, ad avanzare questa ipotesi nella tavola rotonda conclusiva alle «Giornate di studio del centro Pio Manzù».


OSTACOLI - Vescovi ha però premesso che la sua previsione è un azzardo, in quanto ci potrebbero essere molti ostacoli al procedere delle ricerche in questo settore in cui sono facili le polemiche e in cui le remore morali sono importanti quanto l’entusiasmo e spesso l’incoscienza di molti.
Per quanto riguarda le riserve morali che provengono da ambienti religiosi e no, ha ricordato che per lavorare sulle cellule staminali cerebrali non è necessario utilizzare gli embrioni. «Sin dal 1993 ho dimostrato che si possono isolare e selezionare ed espandere le cellule staminali cerebrali dai feti abortiti spontaneamente o dai cadaveri.
Sono disponibili nella sola Lombardia 40 feti ogni settimana. Quindi la materia prima sarebbe anche abbondante. Non c’è alcun bisogno di clonare embrioni. Da 50 mila cellule di partenza sono state generate, in un esperimento, tante cellule cerebrali (neuroni) sufficienti a ricreare ben tre cervelli umani».
Angelo Vescovi ha cominciato a occuparsi delle cellule staminali cerebrali sin dal 1991, prima di trasferirsi in Canada, all’Università di Calgary, per collaborare con il professore Chris Bjornson. Nel 1999 ha dimostrato che le cellule staminali cerebrali possono trasformarsi in cellule ematiche: i risultati dei suoi studi sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Science . Dal 1998 è tornato a lavorare in Italia, all’Istituto «San Raffaele» di Milano. I suoi esperimenti attualmente sono diretti a dimostrare che le cellule staminali cerebrali «hanno grande capacità di espansione» e possono pertanto sostituire i neuroni malati.



GLI ESPERIMENTI - «Le cellule poi possono essere ingegnerizzate. In altre parole si può trovare il sistema di superare il rigetto - ha aggiunto Vescovi -. E’ vero però che le altre cellule, per ora, presentano maggiori difficoltà». In Italia comunque non ci sono protocolli applicativi sull’uomo, ma, essendo ancora in una fase di ricerca e sperimentazione su animali, c’è ancora molta segretezza.

«Il pericolo vero è l’inflazione degli staminologi - sottolinea il ricercatore -. Nell’agosto 2000 gli esperti erano appena 10-15. Oggi sono più di mille. Si evince che non hanno più di un anno di esperienza. Se ci scappa il morto si blocca tutta la ricerca. E sarebbe un vero disastro».



LE POLEMICHE - A polemizzare con tutti, dichiarandosi «perseguitato», è stato il ginecologo Severino Antinori che ha rilanciato il suo progetto di clonazione umana (la chiama «riprogrammazione genetica a scopo terapeutico») sulla base di un dato scientifico nuovo, cioè lo studio del ricercatore americano Keith Killian, della Duke University, pubblicato il 15 agosto sulla rivista «Human molecular genetics» secondo il quale la clonazione sui primati e sull’uomo sarebbe più facile che su bovini, roditori, ovini, per i quali il rischio di malformazione è molto più alto. «Ci sono già una decina di Paesi che mi chiedono di andare da loro a proseguire i miei esperimenti». Quali? «Non lo posso dire».
di Marco Tarantola

ultima revisione: 20-03-2008

 
 
 

Google/ Sergey Brin: rischio il Parkinson

Post n°49 pubblicato il 19 Settembre 2008 da myownarcadia

Il co-fondatore di Google Sergey Brin ha annunciato di avere un codice genetico che aumenta la possibilità di sviluppare il morbo di Parkinson.
Nel suo blog, Brin spiega che test genetici mostrano che sia lui che sua madre hanno la mutazione G2019S del gene LRRK2, che è legata a rari esempi di familiarità nel Parkinson.


Nonostante non siano ancora chiare le esatte implicazioni dei risultati del test, Brin ha spiegato che ciò significa che ci sono possibilità che sviluppi la malattia
, rispetto ad una persona media, "tra il 20% e l'80%".
"Ciò mi lascia in una posizione unica", ha aggiunto.
"So abbastanza presto di essere sostanzialmente predisposto. Ora ho la possibilità di modificare la mia vita per ridurre queste possibilità". Brin ha aggiunto di avere l'opportunità di supportare la ricerca sulla malattia

 
 
 
 
 

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