«Non mi pare che stiano giocando con lealtà,» protestava Alice, «e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce... e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno...» Da "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll [Parlando delle partite a croquet dalla regina] (cap. VIII) Potrei scrivere una filippica di 50.000 caratteri.In questi giorni ne stanno succedendo di ogni genere: dalla politica alla religione, dal personaggio famoso al muratore che lavora in cantiere.Basta avere un microfono o un giornale e ognuno si sente libero di urlare la propria opinione (giusta o sbagliata che sia). Avere un minimo di potere per imporre ciò che è meglio per sè.Basta credersi furbi per sentirsi in diritto di fare quello che si vuole andando contro ogni legge, mettendo nella merda altre persone o facendo passare loro dei guai. Non voglio andare oltre. Non voglio entrare nel merito.Sono solo una cogliona che non ha un microfono, che non ha potere, che non si sente furba. Continuerò a borbottare, a pagare le tasse e a guardare fiduciosa il fiume dalla riva... «Se ognuno si facesse i cavoli suoi,» ringhiò la Duchessa inviperita, «il mondo girerebbe un bel po' più svelto.»«Il che non ci porterebbe affatto avanti,» disse Alice, felice di poter esibire un assaggio della sua cultura. Da "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll (cap. VI)