Metto da parte per un attimo il rapporto di coppia.Nella vita abbiamo a che fare con un sacco di persone. Possiamo andarci d'accordo, sentire o meno un certo feeling, provare indifferenza, odiarle. Ma lo stesso vale per i parenti?Fin da piccola, i miei genitori mi hanno insegnato che tutti i parenti avevano lo stesso "valore", sia quelli da parte di madre che quelli di padre. Ci ho creduto, anche se per motivi logistici sono stata circondata maggiormente dai parenti paterni, nonni in primis.I miei nonni paterni non ci sono più. Quando è morto mio nonno ero relativamente piccola, ho sofferto ma l'ho superata crescendo. Mia nonna è morta 2 anni e mezzo fa, con lei avevo un rapporto specialissimo e se devo dirla tutta ci sto male ancora adesso.I miei nonni materni sono vivi, abitano ad una ventina di km da me ma nonostante tutto sto perdendo i rapporti. Perchè? Anche se una serie di circostanze ha mostrato un loro lato meschino, credo che comunque dovrei esserci legata, sentire la necessità di vederli più delle 2 o 3 volte all'anno. E invece no. Ne sono indifferente.E ancora. Mio zio (fratello di mio padre) sta morendo. Nonostante la sofferenza di mio papà, non riesco a provare il giusto dolore.Vivo dei rapporti di serie A e dei rapporti di serie B.E' possibile che, anche per i legami di sangue e davanti a particolari circostanze, il cuore faccia selezione?C'è un "codice" comportamentale"? La famiglia è sempre e comunque la famiglia?Sarebbe più giusto forzare le cose o mentire? Magari per accontentare gli altri...Non me ne faccio una malattia, per carità. In giro si vedono cose ben peggiori delle mie. Il fatto è che io, per prima, le critico senza guardare cosa c'è in casa mia...