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UN PAESE BIANCO CHE VIVE DI LAVORO NERO.


L'Italia colpita dalla crisi economica mondiale, può vantare la differenza REDDITO FAMILIARE DICHIARATO/ TENORE DI VITA PRATICATO, più alta d'Europa. Per le dichiarazioni riguardanti gli incassi degli italiani solo l'1% della popolazione ha un reddito superiore ai 100'ooo euro l'anno, la maggior parte degli italiani galleggia tra i 15 e i 20 mila euro. Se effettivamente fosse così, in giro per le nostre strade non vedremmo audi, BMW, Mercedes, bensì calessi trainati da cavalli
. Alcuni politici hanno attribuito questa differenza al fatto che alle spalle della famiglia media italiana ci sia un altra famiglia, quella dei genitori, che sostiene le finanza dei nuovi cognugi. A mio parere la vera fonte di reddito degli italiani è l'evasione fiscale e il lavoro nero. Vi racconto la realtà pugliese della truffa all'economia agricola Statale, da parte di alcuni imprenditori agricoli mischiati nel malaffare.
Un imprenditore agricolo che possiede delle terre da lavorare, assume regolarmente del personale per farlo. Il personale assunto ha un orario di lavoro di 6/8 ore, contributi pagati, ferie pagate, assistenza sanitaria, è appunto il contributo della giornata lavorativa.Questo sostanzialmente è quella che si chiama una situazione "regolamentata" legalmente.La realtà è ben diversa, cioè, le persone che risultano assunte in realtà svolgono un altro lavoro totalmente "a nero" e a tempo pieno. Il gioco funzione a grandi linee in questo modo, l'imprenditore "Pinco Palla" (nome fittizio) entra in contatto con "Tizio, Caio e Sempronio" e si accordano per un cifra di "X"  euro che serve per pagare i contributi statali, che in realtà avrebbe dovuto pagare l'imprenditore se li avesse realmente assunti, in modo da permettere a costoro di percepire un assegno di disoccupazione al termine del contratto fittizio accordato.In più questo gli permetterà di avere una pensione agricola in età pensionabile.l'imprenditore, tuttavia, dovrà pur lavorare i suoi campi, a tal fine contatta un Caporale, che organizza una squadra di gente disperata, che accetterà turni di lavoro di 12/16 ore giornaliere, essendo sottopagati e non tutelati in alcun modo.Alla fine l'imprenditore guadagnerà :dal pagamento dell'accordo stipulato con gli altri truffatori per l'apertura del loro ingaggiodalla merce prodotta che verrà venduta come se fosse ricavata da una gestione sana dell'aziendasui lavoratori schiavizzatisul sur-pluss di merce prodotta non dichiaratasull'evasione dei contributi riguardanti i lavoratori e il prodotto Questo semplice meccanismo, attivato garazie al convergere degli interessi di molti,grava sulle spalle di tutta la comunità onesta . La conseguenza della rottura del "giocattolo"  è stata palese a Rosarno tempo  fà.