O Italia, sei in chi ha di te pura passione;in queste oscure genti irreligiosedove è nata la tua Religione;in queste provincie, in queste corrosecittà in cui con schiavo cuore il tuo popolocrede di saperti, e di te non sache ciò che di te splende nel suo fuoco(splendente solo nella sua beltà):ti esprime, egli, inespresso, nel suo pocoesistere - un'unica generazione - ma intera: nei suoi giorni è la storiache nasce, tutta pura, la nazioneche è nell'atto e non nella memoria.Oh, un'ora in te, nel rumore d'acquesorgenti in cui la tua naturasi muta in storia nel gridìo di Spacca-Napoli, nei fumi della pianuralombarda dura d'echeggiante pace,nella settecentesca Roma, fermanel marrone degl'intonachi di ViaCondotti e le pietre di bruna perladi Piazza di Spagna in rapita allegria;giù pei quartieri, con le calde paretipicaresche, e le sensuali chiese, calanti al Campo dei Fiori, al Ghetto,a Trastevere e a Porta Portese,al Gianicolo ossesso nella quiete.E, dietro, gli infetti rioni rottisulle scarpate del Tevere, sullemacerie e le immondizie e i barocchie imperiali archi, Tormarancio, Trullo,Quadraro, Quarticciolo ... Dàagli stracci che pendono a migliaiadi finestre il sole un biancore che sadi festive caserme, ride e abbaiain ragazzi e cani la felicità.Pier Paolo Pasolini
Il canto popolare.....
O Italia, sei in chi ha di te pura passione;in queste oscure genti irreligiosedove è nata la tua Religione;in queste provincie, in queste corrosecittà in cui con schiavo cuore il tuo popolocrede di saperti, e di te non sache ciò che di te splende nel suo fuoco(splendente solo nella sua beltà):ti esprime, egli, inespresso, nel suo pocoesistere - un'unica generazione - ma intera: nei suoi giorni è la storiache nasce, tutta pura, la nazioneche è nell'atto e non nella memoria.Oh, un'ora in te, nel rumore d'acquesorgenti in cui la tua naturasi muta in storia nel gridìo di Spacca-Napoli, nei fumi della pianuralombarda dura d'echeggiante pace,nella settecentesca Roma, fermanel marrone degl'intonachi di ViaCondotti e le pietre di bruna perladi Piazza di Spagna in rapita allegria;giù pei quartieri, con le calde paretipicaresche, e le sensuali chiese, calanti al Campo dei Fiori, al Ghetto,a Trastevere e a Porta Portese,al Gianicolo ossesso nella quiete.E, dietro, gli infetti rioni rottisulle scarpate del Tevere, sullemacerie e le immondizie e i barocchie imperiali archi, Tormarancio, Trullo,Quadraro, Quarticciolo ... Dàagli stracci che pendono a migliaiadi finestre il sole un biancore che sadi festive caserme, ride e abbaiain ragazzi e cani la felicità.Pier Paolo Pasolini