NOTTESUDIME

Post N° 103


la tragedia delle fogliemi destai alla siccità e le felci erano morte,le piante in vaso gialle come grano;la mia donna era sparitae i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuotemi cingevano con la loro inutilità;c'era ancora un bel sole, però,e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldoe senza pretese; ora quello che ci volevaera un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzaresull'assurdità del dolore; il dolore è assurdoperché esiste, solo per questo;sbarbai accuratamente con un vecchio rasoiol'uomo che un tempo era stato giovane e,così dicevano, geniale; maquesta è la tragedia delle foglie,le felci morte, le piante morte;ed entrai in una sala buiadove stava la padrona di casainsultante e ultimativa,mandandomi all'inferno,mulinando i braccioni sudatie strillandostrillando che voleva i soldi dell'affittoperché il mondo ci aveva traditotutt'e due.Charles Bukowski