Il diario di Nancy

Tradizioni di Natale


Tempo di addobbi, di decorazioni, di alberi e presepi, di bigliettini d'auguri e dolci da preparare, di corse al regalo e visite ai parenti... insomma di tutte quelle cose, senza le quali, non sarebbe Natale.
Ognuno in materia ha le sue tradizioni, abitudini legate al luogo geografico d'appartenenza oppure alle consuetudini familiari.Quando ero bambina, Babbo Natale era solo un personaggio da film americano, la sera della vigilia non preparavo per lui latte e biscotti. Aspettavo con trepidazione la mezzanotte per festeggiare la nascita di Gesù bambino. Pochi minuti prima mio padre si calava sul capo una vestaglia, nelle mani a coppa poneva il divino bambinello e accompagnato da me e dai miei fratelli cantava "Tu scendi dalle stelle".Questo rito, con il passare degli anni, assunse sempre più l'aspetto di una burla. Insieme ai miei fratelli indossavamo delle lunghe vestaglie e seguivamo nostro padre in quella che diventò la parodia di una sacra processione. Stonavamo apposta, storpiavamo le parole della canzone, cercavamo di farlo inciampare per poi saltargli tutti quanti addosso, mentre lui gridava "Attenti al bambino".Gli facevamo sbagliare percorso, invece di portarlo verso il presepe cercavamo di chiuderlo in bagno o in camera da letto.Se ci ripenso non posso fare a meno di ridere ogni volta. E mi prende una leggera malinconia pensando a quella processione, che di anno in anno, perdeva uno dei suoi partecipanti. Oggi viviamo in luoghi differenti d'Italia ed anche se ripetiamo, per tradizione, quella processione con le nostre nuove famiglie non potremmo far rivivere lo stesso spirito e la stessa euforia di quei giorni.Durante l'ultima processione a cui ho partecipato, dopo gli sgambetti, le cadute e le deviazioni, mio padre riuscì a porre il bambino nella mangiatoia. Era il segnale che il nostro gioco doveva finire, il momento in cui si doveva essere seri.Mio padre è un cattolico praticante pervaso da una fede autentica, ogni volta che colloca il Bambino sul presepe riesce a commuoversi. Anche quella volta aveva le lacrime agli occhi e piangendo ci disse: " Pregate perché questo bambino, oggi nasce, e tra tre giorni muore".Ebbene sì, quella volta, aveva confuso il Natale con la Pasqua!!!  Quest'anno vi ho raccontato una nostra abitudine irriverente per augurarvi un Natale felice. Che siano per tutti giorni di sorrisi.BUONE FESTE