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La Cina e il passante di Mestre

Post n°193 pubblicato il 08 Settembre 2010 da TomcatUSA

Il fatto di vivere in un esotico paese lontano e di fatto (ai più) poco conosciuto come la Cina, implica che quando ritorni in Italia per qualche settimana, capita spesso di essere oggetto di curiosità da parte delle persone che casualmente incontri durante la tua permanenza. In alcuni casi la curiosità deborda addirittura in incredulità se a dire di vivere in Cina è un bambino di undici anni che va a giocare a pallone con altri amichetti appena conosciuti  in spiaggia uno dei quali, vedendo sopraggiungere il proprio papà, inizia:

-«Papà, papà… lo sai che questo bambino dice di vivere in Cina??»
-«AHAHAHAHA…. Simpatico… Tu vivi in Cina??»
-«Si…»
-«AHAHAHAHAH… Simpaticissimo…  E magari parli anche Cinese??»
-«Si… e lo scrivo anche…»
-«AHAHAHAHAH…  molto simpatico… e prima dove vivevi?? In America??»
-«Veramente si…»
-«AHAHAHAHAH… veramente molto simpatico… e che fervida immaginazione!!!»
-«???»
-«E tu, figlio mio, bisogna che ti svegli un po’… non devi sempre credere a tutto quello che ti dicono… questo è sicuramente un bambino molto simpatico ma che vuole attirare l’attenzione… Vero bambino??»
-«???»
-«In Cina… AHAHAHAHAH… incredibile cosa inventano i bambini… AHAHAHAHAHAH»

Ancora oggi mio figlio si domanda cosa avesse tanto da ridere quel signore il quale, evidentemente, ancora non aveva fatto del tutto suo il concetto di “globalizzazione”… concetto che, suo malgrado e probabilmente a sua insaputa, lo sta ormai accerchiando e a breve lo inghiottirà facendolo precipitare irrimediabilmente in quello che sarà il nuovo terzo mondo ovvero l’occidente.

Perché devi sapere, caro lettore, che questo è ciò che sta accadendo… l’occidente che si “interzomondisce” (mi si scusi il neologismo) a favore di una Cina che diventa, a grandi passi, il fulcro economico del mondo…  Di fatto si tratta di nient’altro che la realizzazione del “Grande Balzo in Avanti” di Mao con 50 anni di ritardo… un ritardo molto cinese potrebbe osservare qualcuno… e comunque tutto questo con buona pace di molti vicini d’ombrellone che, ignari di quello che sta realmente accadendo,  domandano, sorridendo sotto i baffi, se in Cina ci siano già strade asfaltate su cui viaggiare, rimanendo un po’ sorpresi quando si sentono rispondere che si… ci sono strade asfaltate… e ce ne sono tante, e sono molto più larghe delle nostre, con molte più corsie, e continuano a costruirne a una velocità impensabile per noi occidentali… e ci sono ponti di trenta chilometri sul mare, gallerie sottomarine, treni super veloci che percorrono 1000 chilometri in tre ore, e nelle città reti metropolitane in continua espansione. Quasi un paese da fantascienza… Ma poi mi si domanda:
-«Ma se è come dici tu, come è possibile che poi qui sul giornale leggiamo che che a causa di alcuni lavori su un’autostrada nel Nord della Cina, sulla strada alternativa si è formata una coda di automezzi di cento chilometri che si smaltirà in un mese(!!!)??»
In effetti è difficile spiegare una cosa del genere… Cento chilometri di coda… come l’intera A13 Padova-Bologna… tutti fermi per un mese… Provate ad immaginare di intrappolare migliaia di persone per un mese tra i caselli di Rovigo e Occhiobello… Il tutto senza nessuna interrogazione parlamentare e senza nessuna manifestazione in piazza da parte dell’opposizione che tra l’altro qui non c’è… Anche questa è, da un certo punto di vista, fantascienza… Solo che è una fantascienza da terzo mondo che si adatta meglio all’idea nazional-popolare che in occidente si ha della Cina piuttosto che agli incredibili racconti che parlano di una Cina in piena modernizzazione ed espansione industriale. Tra l’altro è anche una fantascienza piuttosto rassicurante da leggere sotto l’ombrellone in quanto viene da pensare che finchè in Cina ci saranno code di cento chilometri da smaltire in un mese noi in occidente per ora non abbiamo nulla da temere…  E invece no, caro lettore. Si tratta solo dell’ennesimo caso di paradosso cinese per cui alla costruzione in tempo di record di una linea ferroviaria sopraelevata tra ZhuHai e GuangZhou che collegherà in quaranta minuti con un treno ad alta velocità le due città distanti tra loro duecento chilometri, a molti chilometri di distanza qualcuno decide di chiudere un’autostrada per fare dei lavori di manutenzione senza preoccuparsi di verificare quanti autoveicoli passano su quell’autostrada e soprattutto senza domandarsi dove andranno a finire gli stessi durante il periodo in cui l’autostrada non sarà percorribile… Piccole “disattenzioni” che chi vive in Cina è ormai abituato a vedere quotidianamente e che gli stessi cinesi alla fine sono abituati a tollerare senza eccessivi problemi. Fosse successo in Italia la borsa sarebbe colata a picco, il governo sarebbe caduto, la provincia di Rovigo avrebbe invocato lo stato di calamità naturale e il comune di Occhiobello avrebbe richiesto di diventare provincia autonoma a statuto speciale.  Qui in Cina invece non accade niente di tutto questo… si aspetta semplicemente che la coda si sblocchi e nel frattempo si  tramuta immediatamente la situazione paradossale in opportunità e ai bordi delle strade  nascono dopo poche ore negozi, centri massaggi, KTV e spettacoli di ogni genere. E questo tipo di atteggiamento pragmatico potrebbe spiegare, almeno parzialmente, anche un’altra notizia decisamente più interessante apparsa sui giornali durante la mia permanenza in Italia ovvero che la Cina, nonostante la coda chilometrica nel nord della Cina, è diventata ormai la seconda potenza industriale mondiale dietro agli Stati Uniti. Il tutto, per certi versi, abbastanza incredibilmente se si considera che  la Cina è ancora molto simile a uno stato feudale infarcito ovunque di micro inefficenze a tutti i livelli; ciò nonostante, per qualche motivo,  il macro sistema evidentemente funziona visto che i progetti vengono portati a termine, le politiche economiche vengono attuate e il paese progredisce fino a diventare appunto la seconda potenza industriale mondiale… certo con l’unica pecca della coda di cento chilometri nel nord della Cina ma sono sicuro che tra un mese, quando (se Dio vuole) tutto l’ingorgo sarà finalmente smaltito, la Cina sarà ancora la seconda potenza industriale mondiale mentre gli avanzati paesi occidentali, in cui ridicole code di cento chilometri sono impensabili, continuano ad arrancare economicamente e a perdere posizioni accumulando sempre più distacco dalla Cina che, incurante delle nostre risate sotto gli ombrelloni per le sue code chilometriche, continua a progredire e a diventare il nuovo centro del mondo.

Forse in occidente dovremmo fare in modo di avere più code… Forse in Italia basterebbe chiudere per un po’ il passante di Mestre… Forse basterebbe questo… Chissà…

 
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