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Creato da: TomcatUSA il 15/08/2006
Fatti e situazioni di un Italiano in Cina

 

 

Otto Punti

Post n°195 pubblicato il 24 Settembre 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

La settimana scorsa è venuto a trovarmi il sales manager di pechino per discutere di diversi argomenti commerciali tra cui ovviamente le prime avvisaglie di Budget per l’anno prossimo.
Dopo i primi minuti di conversazione, noto una strana cicatrice sulla fronte appena sotto l’attaccatura dei capelli di cui chiedo spiegazione…

-«Ah, si la cicatrice… Volevo proprio parlarti di questo…»
-«Davvero??»
-«Si, si… ti ricordi quel distributore a cui non hai voluto consegnare le macchine perché non voleva pagare??»
-«Certo che lo ricordo… le macchine che ho fatto spedire con il Bat-Camion in nome della stima e considerazione reciproca che da sempre contraddistingueva il nostro rapporto di collaborazione…»
-«Esattamente… alla fine però, siccome il distributore non voleva pagare, hai deciso di non consegnare e tenerti il deposito come per altro specificato nel contratto…»
-«Come puo immaginare, è stata una decisione molto sofferta ma sono ancora convinto che sia stata la decisione giusta…»
-«Può darsi… sta di fatto che il distributore non si aspettava che la nostra reazione sarebbe stata così estrema…»
-«Estrema?? Se lui avesse fatto quanto previsto nel contratto io avrei fatto altrettanto e adesso lui sarebbe il felice possessore delle nostre macchine…»
-«Si, si, capisco… comunque mentre tu eri in Italia, il distributore ha invitato me e il cliente finale a cena  per cercare di trovare una soluzione al problema…»
-«Continuo a ripetere che la soluzione al problema era (ed è) piuttosto banale… lui paga le macchine, io consegno le macchine…»
-«Infatti… è proprio quello che gli ho detto a cena…»
-«Ah… bene… e lui cosa ha detto??»
-«Non ha detto granchè… Ha preso un vaso che era sul tavolo e me l’ha spaccato sulla testa…»
-«????»
-«-----»
-«????????»
-«-----»
-«Ma stai scherzando??»
-«No, no… sangue da per tutto… hanno dovuto portarmi in ospedale… otto punti di sutura… Vedi la cicatrice??»
-«La vedo la cicatrice… ma ancora non posso credere a quello che mi stai raccontando…»
-«Purtroppo il distributore era veramente amareggiato dal tuo comportamento…»
-«Sarà stato anche amareggiato dal mio comportamento ma spaccarti un vaso in testa mi sembra un po’ eccessivo!!! Ma dopo cosa è successo??»
-«Mah… non ricordo bene… ero un po’ confuso… sai, il vaso in testa, il sangue ovunque… comunque mi sembra che il distributore abbia detto che non vuole più sentire parlare di noi… poi se n’è andato molto alterato…»
-«Su questo concordo con lui… probabilmente non siamo fatti l’uno per l’altro… E secondo me spaccare vasi in testa non aiuta a rasserenare i rapporti…»
-«…Comunque anche il cliente finale mi ha detto che non ha intenzione di comprare più niente da quel distributore…»
-«Credo sia una decisone saggia… Metti caso che ci sia un problema con i pagamenti… Troppo pericoloso…»
-«Credo anch’io…»
-«-----»
-«-----»
-«Mi dispiace per il vaso in testa…»
-«Non ti preoccupare… sono cose che succedono…»
-«?????»
-«Vuoi che iniziamo a parlare del Budget??»
-«Si, certo… Per prima cosa, se sei d’accordo, direi di togliere dal forecast le vendite di questo distributore…»
-«Si, credo sia meglio…»

Questo posto non smetterà mai di riservarmi sorprese… Hanno rotto un vaso in testa al mio Sales Manager per futili motivi di pagamento e consegna… Fantastico…

 
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Riso Amaro

Post n°194 pubblicato il 17 Settembre 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

L’altro giorno, durante un volo interno da NingBo a GuangZhou, guardavo il mondo da un oblò… e come succedeva molti anni fa a Gianni Togni, mi annoiavo un po’… La cosa è stata immediatamente notata da una delle assistenti di volo la quale, sapendo che un LaoWai annoiato in cabina può diventare estremamente molesto, si è immediatamente preoccupata di trovarmi qualcosa da leggere proponendomi uno dei tanti quotidiani cinesi in lingua inglese. Questi quotidiani, che fatalmente mi ritrovo a leggere solo in aereo o in qualche camera d’albergo, sono solitamente interessanti perché molto spesso alcune notizie riportate descrivono e commentano fatti e situazioni che per noi LaoWai risultano essere semplicemente aberranti…  

Iniziando a leggere il quotidiano, la mia attenzione viene infatti colta da una notizia in prima pagina decisamente tragica: “Bambino di tre anni muore in un incidente stradale dopo che una macchina gli è passata sopra quattro volte”. Quattro volte?? Ma come può succedere una cosa del genere?? Incomincio quindi a leggere l’articolo con attenzione per capire i dettagli della questione ma più vado avanti più faccio fatica a trattenermi… ad un certo punto cedo e comincio a ridere sommessamente. La ragazza cinese che viaggiava con me, incuriosita dalla mia risata, mi chiede che cosa stessi leggendo e io, sempre trattenendomi a fatica, le indico l’articolo in questione di cui lei legge solo il drammatico titolo.

-«What’s wrong with you?? Are you a monster or what?? How can you laugh about something like that??»

Io, sempre trattenendomi a fatica, annuisco capendo il suo disappunto ma allo stesso tempo la invito a non trarre conclusioni affrettate e a leggere l’articolo sperando in una rivalutazione a posteriori del mio insano comportamento.

L’articolo inizia spiegando che un bambino di tre anni è stato trovato morto sulla strada investito da una macchina il cui conducente non si è fermato a prestare soccorso allontanandosi dal luogo dell’incidente incurante di quello che era successo. Fortunatamente il tutto veniva ripreso da una telecamera a circuito chiuso installata nei paraggi che oltre a permettere di  individuare targa, marca e modello della macchina (una BMW sedan di grossa cilindrata), ha permesso anche di ricostruire la tragica dinamica dell’incidente. Dalle immagini si vede infatti chiaramente la BMW centrare in pieno il bambino che cade a terra presumibilmente privo di sensi… a quel punto la macchina, invece di fermarsi e prestare soccorso, inizia a passare sopra al corpo del bambino avanti e indietro per quattro volte prima di allontanarsi lasciando velocemente il luogo dell’incidente. E fin qui, caro lettore, convengo con te che considerando il fatto estremamente tragico , non c’è proprio niente da ridere… Ma spazio per un po’ di riso (amaro) incomincia ad esserci nel paragrafo successivo in cui si dice che le autorità locali, dopo essere risalite all’identità del pirata della strada, lo hanno fermato contestandogli  solo una  “traffic Violation” ovvero un’infrazione stradale… l’articolo non specifica se il problema dell’infrazione fosse relativo all’intralcio del traffico causato dal corpo del bambino che dopo l’incidente non era stato opportunamente rimosso creando lunghe code e disagi alla circolazione o se il problema fosse piuttosto la velocità dell’autovettura durante la fuga che potrebbe essere stata superiore ai limiti consentiti in quella zona. Quello che è certo è che le autorità competenti (???), dopo aver valutato con attenzione  le immagini riprese dalla telecamera, non hanno ritenuto il passare quattro volte sopra il corpo del bambino condizione sufficiente per accusare il guidatore di omicidio. Continuando a leggere sembrerebbe che questa decisione abbia lasciato perplesso più di qualcuno anche se, alla fine, le opinioni degli esperti riportate nell’articolo sull’argometo sono tutte più o meno concordi nel dire che dal punto di vista del guidatore della BMW il fatto di essere passato sopra al bambino per quattro volte per assicurarsi che il bambino fosse morto, era sicuramente la soluzione migliore in quanto una volta che uno è morto, la cosa viene risolta con un risarcimento ben definito e solitamente tutto sommato nemmeno troppo esoso (il più delle volte con 200,000 RMB – circa 20,000 Euro il problema è risolto), più ovviamente qualche anno di galera che però può essere negoziato e rientrare nel pacchetto di risarcimento economico alla famiglia del morto. Se inveceper disgrazia il malcapitato rimane vivo, allora questo diventa davvero un grosso problema perché il risarcimento, le cure, le indennità e quant’altro andranno avanti per tutta la vita per cui, nel medio/lungo termine, il risarcimento di un infortunato è sicuramente più costoso del risarcimento di un morto, come facevano notare molto chiaramente alcuni esperti legali intervistati sull’argomento. In questo caso particolare poi, si faceva notare che, trattandosi di un bambino che ha purtroppo un’aspettativa di vita terribilmente lunga,  il povero pirata della strada rischiava veramente di subire un salasso finanziario insostenibile oltre a tutti i grattacapi che una situazione del genere ovviamente comporta.
L’articolo continuava riportando l’autorevole opinione di un avvocato difensore esperto di situazioni del genere il quale sottolineava come il punto chiave del caso fosse il determinare oltre ogni ragionevole dubbio che la morte del bambino fosse stata causata intenzionalmente o meno…  In altre parole l’avvocato invitava a rivalutare in maniera oggettiva e senza essere offuscati dall’emotività del momento il fatto che qualcuno possa decidere di passare quattro volte sopra qualcuno con la macchina senza avere in realtà intenzione di ucciderlo… e in effetti, tenendo presente che in Cina la pratica dei massaggi ha una tradizione millenaria, si potrebbe supporre che tutto il problema fosse alla fine da ricondurre ad una nuova tecnica di massaggio sperimentale che però evidentemente non avrebbe portato i risultati sperati…
Dopo le interviste agli esperti si passa ad intervistare la gente comune come ad esempio la signora LuXiang, anche lei mamma di un bambino di tre anni, la quale di getto condanna senza mezzi termini  l’accaduto auspicando con forza che il guidatore dell’auto venga adeguatamente punito… Poi però, ricordandosi che anche lei è una guidatrice oltre che essere mamma, adotta una linea più morbida dicendo che forse il guidatore pensava di aver investito un sacco della spazzatura o qualcosa del genere anche se, qualora questo fosse il caso, faceva effettivamente fatica a spiegarsi perché qualcuno volesse passare sopra il suddetto sacco della spazzatura per quattro volte prima di allontanarsi…
A parte i giustificati dubbi della signora, l’articolo chiarisce che gran parte dei media cinesi sono concordi nel condannare l’episodio richiedendo alle autorità competenti di occuparsi senza ritardi del caso invocando a gran voce la pena di morte che nell’articolo viene descritta come (cito testualmente traducendo) “… socialmente giusta, oltre a promuovere stabilità e armonia.”
L’articolo si conclude asserendo che questo tipo di incidenti è la diretta conseguenza del sempre più evidente divario economico tra le diverse classi sociali in Cina, mettendo in guardia su possibili rivolte in tutto il paese che un caso del genere potrebbe innescare… Dello stesso avviso è anche un importante professore della scuola di legge e sociologia della renmin University of China il quale però, molto saggiamente, invita caldamente la popolazione a non associare tutti i possessori di una BMW con il pirata della strada autore del tragico incidente… a scanso di equivoci qualora ci fosse veramente una rivolta popolare ed essendo magari  lui stesso un possessore di una BMW…

Come ho cercato di spiegare alla mia collega cinese (senza per altro riuscirci completamente), il mio sorridere  non era ovviamente riferito alla tragica morte del bambino che ovviamente non può che ispirare tristezza e commiserazione…   Il mio riso amaro era (ed è) riferito a tutti i commenti e riflessioni  sulla vicenda riportati nell’articolo che confermano ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, quanto la cultura occidentale e quella cinese siano incredibilmente lontane e diverse… Tutto qui.

 
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La Cina e il passante di Mestre

Post n°193 pubblicato il 08 Settembre 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Il fatto di vivere in un esotico paese lontano e di fatto (ai più) poco conosciuto come la Cina, implica che quando ritorni in Italia per qualche settimana, capita spesso di essere oggetto di curiosità da parte delle persone che casualmente incontri durante la tua permanenza. In alcuni casi la curiosità deborda addirittura in incredulità se a dire di vivere in Cina è un bambino di undici anni che va a giocare a pallone con altri amichetti appena conosciuti  in spiaggia uno dei quali, vedendo sopraggiungere il proprio papà, inizia:

-«Papà, papà… lo sai che questo bambino dice di vivere in Cina??»
-«AHAHAHAHA…. Simpatico… Tu vivi in Cina??»
-«Si…»
-«AHAHAHAHAH… Simpaticissimo…  E magari parli anche Cinese??»
-«Si… e lo scrivo anche…»
-«AHAHAHAHAH…  molto simpatico… e prima dove vivevi?? In America??»
-«Veramente si…»
-«AHAHAHAHAH… veramente molto simpatico… e che fervida immaginazione!!!»
-«???»
-«E tu, figlio mio, bisogna che ti svegli un po’… non devi sempre credere a tutto quello che ti dicono… questo è sicuramente un bambino molto simpatico ma che vuole attirare l’attenzione… Vero bambino??»
-«???»
-«In Cina… AHAHAHAHAH… incredibile cosa inventano i bambini… AHAHAHAHAHAH»

Ancora oggi mio figlio si domanda cosa avesse tanto da ridere quel signore il quale, evidentemente, ancora non aveva fatto del tutto suo il concetto di “globalizzazione”… concetto che, suo malgrado e probabilmente a sua insaputa, lo sta ormai accerchiando e a breve lo inghiottirà facendolo precipitare irrimediabilmente in quello che sarà il nuovo terzo mondo ovvero l’occidente.

Perché devi sapere, caro lettore, che questo è ciò che sta accadendo… l’occidente che si “interzomondisce” (mi si scusi il neologismo) a favore di una Cina che diventa, a grandi passi, il fulcro economico del mondo…  Di fatto si tratta di nient’altro che la realizzazione del “Grande Balzo in Avanti” di Mao con 50 anni di ritardo… un ritardo molto cinese potrebbe osservare qualcuno… e comunque tutto questo con buona pace di molti vicini d’ombrellone che, ignari di quello che sta realmente accadendo,  domandano, sorridendo sotto i baffi, se in Cina ci siano già strade asfaltate su cui viaggiare, rimanendo un po’ sorpresi quando si sentono rispondere che si… ci sono strade asfaltate… e ce ne sono tante, e sono molto più larghe delle nostre, con molte più corsie, e continuano a costruirne a una velocità impensabile per noi occidentali… e ci sono ponti di trenta chilometri sul mare, gallerie sottomarine, treni super veloci che percorrono 1000 chilometri in tre ore, e nelle città reti metropolitane in continua espansione. Quasi un paese da fantascienza… Ma poi mi si domanda:
-«Ma se è come dici tu, come è possibile che poi qui sul giornale leggiamo che che a causa di alcuni lavori su un’autostrada nel Nord della Cina, sulla strada alternativa si è formata una coda di automezzi di cento chilometri che si smaltirà in un mese(!!!)??»
In effetti è difficile spiegare una cosa del genere… Cento chilometri di coda… come l’intera A13 Padova-Bologna… tutti fermi per un mese… Provate ad immaginare di intrappolare migliaia di persone per un mese tra i caselli di Rovigo e Occhiobello… Il tutto senza nessuna interrogazione parlamentare e senza nessuna manifestazione in piazza da parte dell’opposizione che tra l’altro qui non c’è… Anche questa è, da un certo punto di vista, fantascienza… Solo che è una fantascienza da terzo mondo che si adatta meglio all’idea nazional-popolare che in occidente si ha della Cina piuttosto che agli incredibili racconti che parlano di una Cina in piena modernizzazione ed espansione industriale. Tra l’altro è anche una fantascienza piuttosto rassicurante da leggere sotto l’ombrellone in quanto viene da pensare che finchè in Cina ci saranno code di cento chilometri da smaltire in un mese noi in occidente per ora non abbiamo nulla da temere…  E invece no, caro lettore. Si tratta solo dell’ennesimo caso di paradosso cinese per cui alla costruzione in tempo di record di una linea ferroviaria sopraelevata tra ZhuHai e GuangZhou che collegherà in quaranta minuti con un treno ad alta velocità le due città distanti tra loro duecento chilometri, a molti chilometri di distanza qualcuno decide di chiudere un’autostrada per fare dei lavori di manutenzione senza preoccuparsi di verificare quanti autoveicoli passano su quell’autostrada e soprattutto senza domandarsi dove andranno a finire gli stessi durante il periodo in cui l’autostrada non sarà percorribile… Piccole “disattenzioni” che chi vive in Cina è ormai abituato a vedere quotidianamente e che gli stessi cinesi alla fine sono abituati a tollerare senza eccessivi problemi. Fosse successo in Italia la borsa sarebbe colata a picco, il governo sarebbe caduto, la provincia di Rovigo avrebbe invocato lo stato di calamità naturale e il comune di Occhiobello avrebbe richiesto di diventare provincia autonoma a statuto speciale.  Qui in Cina invece non accade niente di tutto questo… si aspetta semplicemente che la coda si sblocchi e nel frattempo si  tramuta immediatamente la situazione paradossale in opportunità e ai bordi delle strade  nascono dopo poche ore negozi, centri massaggi, KTV e spettacoli di ogni genere. E questo tipo di atteggiamento pragmatico potrebbe spiegare, almeno parzialmente, anche un’altra notizia decisamente più interessante apparsa sui giornali durante la mia permanenza in Italia ovvero che la Cina, nonostante la coda chilometrica nel nord della Cina, è diventata ormai la seconda potenza industriale mondiale dietro agli Stati Uniti. Il tutto, per certi versi, abbastanza incredibilmente se si considera che  la Cina è ancora molto simile a uno stato feudale infarcito ovunque di micro inefficenze a tutti i livelli; ciò nonostante, per qualche motivo,  il macro sistema evidentemente funziona visto che i progetti vengono portati a termine, le politiche economiche vengono attuate e il paese progredisce fino a diventare appunto la seconda potenza industriale mondiale… certo con l’unica pecca della coda di cento chilometri nel nord della Cina ma sono sicuro che tra un mese, quando (se Dio vuole) tutto l’ingorgo sarà finalmente smaltito, la Cina sarà ancora la seconda potenza industriale mondiale mentre gli avanzati paesi occidentali, in cui ridicole code di cento chilometri sono impensabili, continuano ad arrancare economicamente e a perdere posizioni accumulando sempre più distacco dalla Cina che, incurante delle nostre risate sotto gli ombrelloni per le sue code chilometriche, continua a progredire e a diventare il nuovo centro del mondo.

Forse in occidente dovremmo fare in modo di avere più code… Forse in Italia basterebbe chiudere per un po’ il passante di Mestre… Forse basterebbe questo… Chissà…

 
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Questione di Stima e Considerazione reciproca

Post n°192 pubblicato il 26 Luglio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Un vecchio amico, ascoltando la mia recente intervista a Radio Radicale, mi ha fatto notare che alla domanda «Cosa hai imparato dalla Cina??» la mia risposta non è stata immediata come per le altre domande… Il motivo è che capire esattamente cosa ho imparato dalla Cina non è facile e soprattutto non è facile da spiegare. Alla fine comunque, dopo averci pensato un po’ su, ho optato per una risposta neutra che si riferiva a un diverso modo di lavorare ed affrontare i problemi cercando di mantenere la calma anche quando le situazioni sono estremamente ingarbugliate e inusuali. Ma in pratica, cosa vuol dire esattamente un modo diverso di lavorare e affrontare con calma ingarbugliate situazioni ?? Un buon esempio potrebbe essere questo…

A metà giugno riceviamo un ordine da un distributore che a dire la verità prima di quel momento non avevo mai sentito… Dopo aver chiesto qualche ragguaglio ai miei responsabili commerciali, mi viene detto che si tratta di un distributore che, prima che arrivassi io, ha lavorato molto con noi e che dopo un momento di rallentamento del business ha ora ripreso ad operare come prima. I termini di pagamento prevedono il versamento del 20% del totale all’accettazione dell’ordine, un altro 60% prima della spedizione ed infine il rimanente 20% dopo accettazione dell’installazione. Consegna quattro settimane dall’ordine. Tutto piuttosto chiaro per cui, dopo il ricevimento del primo 20% come da contratto, l’ordine viene processato normalmente senza particolari difficoltà. A inizio luglio ricevo una prima comunicazione dal mio ufficio di Pechino in cui mi si raccomanda la puntualità della consegna sottolineando che le macchine devono essere a Pechino tassativamente entro e non oltre il 15 luglio onde evitare possibili penali e malumori del cliente…
- «Ma scusate… passi il malumore del cliente che sicuramente bisogna evitare ma di che penale stiamo parlando??»
- «Nessuna penale»- mi viene risposto- «Si dice penale tanto per dire qualcosa ma con questo distributore c’è un rapporto di stima e collaborazione reciproca che si perde nella notte dei tempi…»
-«Ma nel contratto (scritto in cinese) è menzionata qualche penale di cui io non sono al corrente??»
-«No, nessuna penale… ma se magari siamo in ritardo loro ci chiedono una penale…»
-«A parte il fatto che, visto il rapporto di stima e considerazione reciproca che con questo distributore mi è stato detto si perde nella notte dei tempi, veramente non capisco come questo distributore si potrebbe mai permettere applicarmi una penale… Soprattutto in considerazione del fatto che si tratterebbe di una penale che non è scritta sul contratto e che quindi non esiste…»
-«Non ti preoccupare… si fa così per dire… non c’è nessuna penale… però bisogna che tu ti assicuri che le macchine siano a Pechino il 15 luglio»
-«Non c’è problema… Le macchine saranno a Pechino il 15 luglio… ma voglio che si sappia che lo faccio non perché ho paura di una penale con non esiste… lo faccio in nome del ben noto rapporto di stima e considerazione reciproca che fin dalla notte dei tempi caratterizza il rapporto tra noi e il distributore in questione…»
Sta di fatto che, in nome del più volte citato rapporto di stima e considerazione reciproca con il distributore, seguo piuttosto da vicino l’ordine che finalmente risulta pronto per la spedizione anche un po’ in anticipo rispetto allo schedule. A quel punto faccio chiamare Pechino per avvisare che le macchine stanno per essere imballate e che quindi è tempo di avvisare il distributore di pagare il 60% dell’ammontare come previsto dal contratto. Purtroppo però, per motivi non chiari, i giorni passano e il pagamento non avviene… Faccio un paio di telefonate per capire dove sia il problema ma le risposte che ricevo sono decisamente poco chiare e al limite dell’elusivo. Intanto il giorno limite per spedire le macchine in tempo si avvicina ma del pagamento nessuna traccia. Si arriva così al 12 luglio quando ricevo una telefonata dall’ufficio commerciale di Pechino…
-«LaoDa, c’è un grosso problema… Ho parlato con l’ufficio spedizioni e mi hanno detto che le macchine non sono ancora state spedite…»
-«Certo, lo so. Il pagamento non è ancora arrivato per cui le macchine sono ancora qui…»
-«Ma adesso siamo in ritardo… non ce la faremo mai a far arrivare le macchine a Pechino il 15 luglio…»
-«Attenzione… Non è che io sono in ritardo… sono loro che non hanno pagato… Io qui ero pronto una settimana fa!!!»
-«Ma le macchine devono essere dal cliente assolutamente entro il 15… Non ce la faremo mai…»
-«Ma cosa vuoi da me?? Se il tuo distributore avesse pagato le macchine sarebbero state spedite… Evidentemente le macchine non sono così urgenti come ti hanno detto…»
-«No, le macchine sono urgentissime. Il distributore si è risentito molto quando gli ho detto che le macchine non sono ancora partite…»
-«Digli che anch’io sono molto risentito di non aver ricevuto il pagamento…»
-«Stanno per pagare sicuramente oggi… hanno mandato una ragazza in banca a fare il pagamento…»
-«Benissimo… quando vedrò il pagamento spedirò immediatamente le macchine… che ovviamente ormai non potranno essere a Pechino il 15…»
-«Bisogna fare qualcosa… Le macchine devono essere a Pechino il 15… Il pagamento è in corso… Ma come facciamo a fare arrivare le macchine in tempo?? Ormai è troppo tardi…»
-«Mah… se tu mi assicuri che stanno pagando in questo momento potrei chiamare il bat-trasportatore con il bat-camion… L’ultima volta diceva di poter compiere 4000 chilometri in 24 ore… da qui a Pechino sono solo 3000 chilometri… Un gioco da ragazzi per il bat-camion…»
-«Ok… perfetto. Fai partire immediatamente le macchine… io penso a fare arrivare il pagamento che come ti ho detto è già in corso…»
-«Ok… voglio darti ascolto… del resto non posso ignorare il rapporto di stima e considerazione reciproca che da sempre contraddistingue il rapporto con questo distributore…»
Finita la conversazione faccio immediatamente proiettare nel cielo il Bat-segnale e dopo pochi istanti il bat-camionista accompagnato dal fido Robin è di fronte al mio magazzino pronto a caricare le macchine. Completate le operazioni di carico il Bat-camion riparte a velocità di curvatura verso Pechino…
Nel frattempo però il pagamento ancora non arriva… Io aspetto un altro giorno poi chiamo preoccupato Pechino allarmato dalla possibilità che la ragazza mandata in banca a fare il pagamento fosse stata rapita dagli alieni durante il tragitto… Fortunatamente i miei timori erano infondati:  la ragazza era sana e salva in ufficio  ma mi si dice anche che c’era stato un piccolo problema con i conti correnti che comunque era in via di risoluzione proprio in quel momento. Rassicurato dalla notizia, continuo nelle mie normali attività lavorative chiedendo all’amministrazione di informarmi quando il pagamento fosse avvenuto, cosa che però non avviene.
La mattina del 15 luglio ci chiama Robin dal Bat-Camion, informandoci che sono ormai in fase di decelerazione a velocità sub-curvatura essendo ormai nelle vicinanze di Pechino e chiedendo lumi sull’indirizzo a cui consegnare le macchine. A quel punto, visto che il pagamento non era ancora arrivato, nonostante la stima e considerazione reciproca che da sempre contraddistingue il rapporto con il distributore, chiedo a Robin di portare temporaneamente le macchine nella Bat-Caverna e attendere istruzioni…
Fatto questo chiamo il mio Sales manager per avere chiarimenti…
-«Allora?? Questo pagamento??»
-«Il distributore ha detto che paga solo se le macchine sono a Pechino entro oggi…»
-«Le macchine sono già a Pechino…»
-«Il distributore non ci crede…»
-«Come?? Con tutta la stima e reciproca considerazione che c’è sempre stata tra di noi non crede che le macchine siano a Pechino??»
-«No, vuole esserne sicuro… ha detto che pagherà quando le macchine arriveranno al suo magazzino…»
-«Vediamo di venirci incontro… quello che posso fare è bendare il distributore (per ovvie ragioni di sicurezza), portarlo all’interno della Bat-Caverna e fargli vedere che le macchine sono lì pronte a essere consegnate»
-«Il distributore dice che non ha tempo per andare nella bat-caverna e che vuole le macchine nel suo magazzino immediatamente»
-«Tu digli che, pur con la morte nel cuore, questo non succederà fintanto chè non paga il dovuto come da contratto nel quale è chiaramente scritto che il pagamento del 60% deve avvenire prima della spedizione…»
La diatriba va avanti per una settimana finchè decido di scrivere in via ufficiale al distributore informandolo che se non paga quanto dovuto nelle prossime ore, farò immediatamente ritornare indietro le macchine, mi terrò ovviamente il deposito come parziale indennizzo per la rottura da parte sua del contratto oltre a tutti problemi causati e il tempo perso e inoltre, qualora il distributore richiedesse nuovamente le macchine, queste verranno spedite solo a condizione che il 100% dell’ammontare previsto nel contratto venga pagato in anticipo oltre ovviamente al costo dell’affitto del Bat-Camion.
Dopo cinque minuti ricevo sul mio tavolo un documento in Cinese che mi dicono arrivare dal distributore. Si tratta di un supplementary agreement (??) firmato dal mio Sales Manager qualche settimana prima in cui si dicono fondamentalmente due cose:

-          Le macchine dovranno essere consegnate tassativamente il 15 luglio (altrimenti guai a noi!!!)

-          Il pagamento delle macchine avverrà solo dopo la consegna delle macchine stesse al distributore.

Con il documento in mano chiamo il sales manager:

-«Senti un po’, qui ho ricevuto dal distributore un documento… in cinese… Tu ne sai qualcosa??»
-«Non saprei… di che documento si tratta??»
-«Qua mi dicono trattarsi di un supplementary agreement che risulta essere firmato da te…»
-«Ah quello… certo… il supplementary agreement…»
-«Si, proprio quello… il problema è che su questo supplementary agreement c’è scritto che il pagamento verrà fatto solo dopo la consegna delle macchine»
-«Ah si… ma io non mi preoccuperei più di tanto di quello…»
-«Nemmeno io mi preoccupo più di tanto… fortunatamente questo documento non è “choppato”…»

Nota per chi non vive in Cina: In Cina la validità di un documento o contratto non è dato dalla firma come da noi ma da un timbro (Chop) dell’azienda che viene tenuto nascosto in cassaforte come una reliquia. Il fatto che chiunque possa farsene fare una copia per pochi RMB ad ogni angolo della strada è del tutto irrilevante. In Cina tutto deve essere Choppato… più si choppa meglio è… Senza il Chop  qualsiasi cosa tu abbia in mano non ha valore legale ammesso che questo in Cina abbia un qualche senso…

-«Infatti… non è choppato…»
-«Quello che mi domando è cosa hai tu nella testa?? Perché c’è questo documento?? E perché non ne sono stato informato??»
-«Il distributore voleva essere sicuro che le macchine arrivassero il 15 luglio per cui mi ha obbligato a firmare quel documento…»
-«In cui però c’è anche scritto che il pagamento avverrà solo dopo la consegna…»
-«Si, c’è scritto ma loro si erano impegnati a non applicare questa clausola…»
-«E su quale base si sarebbero impegnati a non applicare questa clausola?? Sempre per la famosa stima e considerazione reciproca che da sempre caratterizza i nostri rapporti??»
-«---»
-«Se uno non intende applicare una clausola, semplicemente non la scrive… qui l’hanno scritta e tu l’hai anche firmata… E SEI CINESE!!! Perché l’avessero fatto a me nessuno si sarebbe scandalizzato. Io sono un LaoWai, tutti sanno che i LaoWai non sono molto svegli… Nessuno si aspetta molto da un LaoWai… Ma tu?? Tu che scusa hai??»
-«---»
-«---»
-«Va beh… che facciamo adesso?? Perché secondo me loro non le vogliono pagare le macchine…»
-«Ma va ?? Anche a te è venuto questo sospetto?? Che poi non ho capito come mai non le vogliono pagare…»
-«A me oggi hanno detto che di solito loro le nostre macchine non le pagavano…  Ne pagavano solo una parte e basta… Poi ci si metteva d’accordo…»
-«Guarda, non voglio nemmeno andare a fondo della questione… digli che purtroppo il locale ha cambiato gestione… che c’è un nuovo sceriffo in città… digli quello che vuoi… Intanto le macchine tornano indietro… Chiama la Bat-Caverna e dì a Robin di iniziare a scaldare i motori del Bat-Camion…»
Ed infatti le macchine sono ripartite proprio oggi per ZhuHai  con grande disappunto del distributore che ancora si domanda come sia possibile che, nonostante la stima e considerazione reciproca che da sempre ha contraddistinto i nostri rapporti, io abbia deciso di compromettere tutto questo con un’azione tanto disdicevole. La cosa mi dispiace enormemente ma del resto si sa: i LaoWai sono esseri imprevedibili che ragionano in maniera erratica e totalmente al di fuori della normalità… messaggio che proprio in questo momento, considerando che in Cina non ci sono segreti, sono sicuro sta  già viaggiando per tutta la Cina in ambienti interni ed esterni all’azienda... e questo è positivo.
Che dire del Sales Manager?? In Europa sarebbe stato messo probabilmente alla gogna se non addirittura licenziato in tronco… Anche in Cina si potrebbe fare così ma probabilmente non è la soluzione migliore o meglio non è la soluzione più vantaggiosa per l’azienda e per me in particolare. Quello che è successo è un chiaro esempio di “perdita di faccia” e qui in Cina è una cosa gravissima. Io lo so, lui lo sa e a questo punto il personaggio in questione ha un grosso debito nei miei confronti, debito che al momento opportuno andrò a riscuotere con gli interessi…  anche perché sono sicuro che l’occasione non mancherà…

Per cui, caro lettore, quello che volevo dire all’inizio è che alla fine qui si impara a giocare di rimbalzello, di carambola, a dire cose senza dirle, a far capire cose senza spiegarle… la Cina alla fine è un paese dove impari a convivere con il grigio… non necessariamente riferito unicamente allo smog delle città…

 
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Agguati Telefonici

Post n°191 pubblicato il 19 Luglio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Ricollegandomi al post precedente, qualche giorno fa mi trovavo ad una cena di lavoro quando ad un certo punto il telefono del mio sales manager inizia a squillare. Il sales manager risponde ma da quello che capisco, dopo i saluti iniziali di circostanza,  le sue risposte si fanno piuttosto evasive farcite da molti «Non so, non ricordo» ecc. L’altro commensale cinese che era al nostro tavolo, intuendo il tipo di conversazione che stava avvenendo al telefono, incomincia a scuotere la testa e a suggerire di riattaccare immediatamente con palesi segni di disapprovazione…

Dopo buoni cinque minuti, il sales manager finalmente chiude il telefono e io colgo immediatamente l’occasione per chiedere che cosa fosse successo elui risponde dicendo che era solo qualcuno che aveva sbagliato numero… A quel punto sorrido e racconto alla tavolata che anche a me succede piuttosto spesso che qualcuno mi chiami avendo sbagliato numero e soprattutto sottolineo il fatto curioso che, nonostante io parli in italiano, la conversazione può andare incredibilmente avanti diversi minuti senza che il mio interlocutore si renda conta che io non posso essere la persona che voleva chiamare… Dopo qualche risata generale a sottolineare l’assurdità di quello che avevo raccontato e dopo un paio di Kambei propiziatori, faccio però notare che anche la telefonata che si era appena conclusa era proseguita per diversi minuti prima di concludersi nonostante entrambe le persone parlavano cinese e di questo chiedo spiegazione al sales manager il quale mi spiega una cosa piuttosto interessante…

In molti casi in Cina si ricevono chiamate da persone sconosciute le quali come prima cosa ti chiedono: «Indovina chi sono??». Chi riceve la chiamata, preso in contropiede, cerca di riconoscere la persona che ha chiamato e alla fine, per non fare brutta figura, si butta dicendo ad esempio: «… Sei mio cugino Wang??». Dall’altra parte la persona conferma:

-«Esattamente… sono proprio tuo cugino Wang!!!».
-«Caro cugino Wang… da quanto tempo… sarà più di un anno… mi pare che l’ultima volta ci siamo visti dalla zia Qing che aveva preparato quell’ottimo lumacone di mare…»
-«Proprio così… La cara zia Qing… e il suo favoloso lumacone di mare… ah, quanti ricordi…»
-«Eh già… ti ricordi che c’era anche lo zio Zhong che era completamente ubriaco e parlava al televisore…»
-«Certo, Certo… lo zio Zhong… ubriaco che parlava al televisore…»
-«Quante risate… ma dimmi, cugino Wang, a cosa devo la tua telefonata??»
-«Ho un grosso problema… speravo che tu mi potessi aiutare…»
-«Ma scherzi, cugino Wang… se non ci si aiuta tra noi della famiglia… dimmi…. Cosa ti è successo??»
-«Poche ore fa ero estremamente stressato e ho deciso di andare a farmi un massaggio...»
-«Quando si è stressati non c’è niente di meglio che un bel massaggio ristoratore…»
-«Infatti… solo che purtroppo, durante il massaggio, la massaggiatrice è morta…»
-«Morta??»
-«Si, morta… era lì che massaggiava e ad un certo punto è morta…»
-«Caspita… piuttosto spiacevole… e adesso??»
-«E adesso sono alla polizia… dicono che è colpa mia e mi hanno messo in galera e per uscire ho bisogno di molti soldi…»
-«Molti soldi??»
- «Si… il motivo per cui ti chiamo è proprio questo… mi potresti cortesemente mandare dei soldi sul conto corrente che ti dico??»
-«Ma certo cugino Wang, quanti soldi ti servono??»
-«Tu quanti soldi hai??»
-«Mah… 50,000 RMB…»
-«Ecco… direi che potrebbe andare bene… adesso ti mando il mio numero di conto… ma fai presto… che qui è bruttissimo…»
-«Vado immediatamente in banca a fare il transfer dei soldi sul tuo conto… tu tieni duro…»
-«Grazie mille Zhang… non so come ringraziarti…»
-«Zhang?? Ma io sono Ding??»
-«Si… infatti… Ding… Grazie mille Ding… fai presto, mi raccomando e saluta la zia Qing…»

Ora, per quanto incredibile possa sembrare questa mia ricostruzione, sembrerebbe che la percentuale di riuscita di questa simpatica truffa sia piuttosto alta… La variante alla chiamata vera e propria sembra essere un text message in cui viene scritto più o meno così:

-«Ciao, mi sono dimenticato di dirti che il mio numero di conto è cambiato per cui il pagamento che mi stai facendo fallo cortesemente su questo conto: 123456. Saluti.»

Anche in questo caso, a quanto mi dicono, siccome il messaggio viene mandato contemporaneamente a una quantità piuttosto elevata di numeri di telefono a caso, la possibilità che il messaggio arrivi a qualcuno che deve effettivamente fare un pagamento c’è e non è proprio bassissima… e di conseguenza sembra non sia raro avere persone che eseguono diligentemente le istruzioni ricevute  via SMS trasferendo denaro sul conto di un emerito sconosciuto che ovviamente, appena ricevuto il denaro, scompare nel nulla…

Eh questi cinesi… ne sanno veramente una più del diavolo… meno male che io non parlo Cinese… e che non ho un cugino di nome Wang…

 

 
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Scusi, ho sbagliato Numero...

Post n°190 pubblicato il 11 Luglio 2010 da TomcatUSA
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Spesso accade che il mio cellulare venga chiamato da qualcuno che ha sbagliato numero… La cosa  di per se stessa non è particolarmente significativa nel senso che succede in tutto il mondo… qualcuno ti chiama per errore, Tu rispondi «Pronto??», dall’altra parte qualcuno chiede di Giovanni, tu dici che non c’è nessun Giovanni e che la persona che ha chiamato deve aver sbagliato numero, i più pignoli si accertano che numero hanno chiamato, se tu sei di buon umore ripeti il tuo numero, dall’altra parte ci si accorge che invece di un 3 si è digitato un 4, ci si saluta calorosamente scusandosi del disturbo e tutto finisce lì. Questo succede in tutte le parti del mondo se si esclude la Cina dove, anche in questo caso, succede qualcosa di piuttosto inspiegabile.
La cosa è ancora più inspiegabile e strana se si considera che io sono un LaoWai e che quindi, non parlando Cinese, parlo un idioma per lo più sconosciuto che dovrebbe suggerire a chi è all’altro capo del telefono che potrebbe esserci qualcosa che non va. Invece la conversazione procede come se tutto fosse normale…
Si comincia con il mio «Hello??» che già dovrebbe insospettire i chiamanti più attenti… perché il mio amico cinese che sto chiamando mi risponde «Hello??» invece del consueto «Weeeei??». Forse per darsi un tono?? La cosa continua con un «NiHao… NiHao…» standard… un saluto che ovviamente non si nega a nessuno per cui  anch’io, per non essere tacciato di maleducazione, rispondo con un sicuro «NiHao» che ha però l’effetto collaterale di rassicurare il cinese che ha chiamato il quale a quel punto si sente autorizzato a continuare la sua conversazione iniziando con il consueto intercalare «Nigga, Nigga…» per poi tempestarmi di domande in cinese a cui io non posso far altro che rispondere in italiano… La stranezza sta proprio in questo. Se tu, caro lettore, chiami il numero di telefono di tua zia e qualcuno ti risponde in serbo-croato, sono sicuro che  ti inizieresti a fare qualche domanda e potresti incominciare a sospettare di aver sbagliato numero  a meno che la zia che dovevi chiamare risieda effettivanmente a Belgrado cosa che, è inutile nascondercelo, è piuttosto rara… Quante zie hai che risiedono a Belgrado?? Poche immagino… E’ per questo che rimango ogni volta sorpreso di quanto possa rimanere al telefono con una persona io parlando in Italiano e lui in Cinese. Ci sono stati casi in cui io e lo sconosciuto siamo stati al telefono per buoni cinque minuti parlando di non si sa cosa… io di solito trovo molto interessante parlare del tempo che è uno di quegli argomenti facili da sviluppare e su cui c’è sempre qualcosa da dire… Prova ne è che il mio interlocutore all’altro capo del telefono rimane ad acoltarmi volentieri facendomi anche molte domande a cui io cerco di rispondere nel miglior modo possibile… Quando l’argomento sembra essersi esaurito ed entrambi rimaniamo in silenzio qualche secondo, è sufficiente che uno dei due dica «Weeeei??» per resettare la conversazione e ripartire con «NiHao», «NiHao» e tutto quello che ne consegue. La cosa molto interessante è che dopo il reset della conversazione posso ripartire a dire le stesse cose che avevo detto prima senza che il mio interlocutore se ne abbia a male… il che è un grosso vantaggio perché ormai ho un canovaccio comune che uso per tutti e con il quale mi trovo molto bene…
A tal riguardo ho fatto molti ragionamenti per cercare di darmi una spiegazione dello strano fenomeno descritto sopra e alla fine sono giunto a due conclusioni:

1)      La prima è che quanto detto sopra non è altro che l’ennesima conferma che tra loro i Cinesi non si capiscono per cui ascoltare qualcuno che risponde in Italiano non è gran chè differente di sentire qualcuno che risponde in Cinese… ma questo l’ho già detto più volte con buona pace dei miei detrattori sinologi che mi criticano per il mio modo di descrivere la Cina.

2)      La seconda è che evidentemente i Cinesi, forse per questione di orgoglio, non ammettono che anche loro, ogni tanto, possono sbagliare numero…

 
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Problemi di Fornicazione Internazionale

Post n°189 pubblicato il 02 Luglio 2010 da TomcatUSA
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Quando si ritorna in Cina dopo un paio di giorni passati in Italia per presenziare a qualche riunione aziendale, c’è sempre lo shock da rientro… Tutto sembra andare a rotoli e il livello di confusione e marasma è sempre oltre i già alti livelli di guardia. Ancora non ho capito se il problema sia correlato alla mia assenza dall’ufficio nei giorni precedenti (speriamo di no perché significherebbe che sono un pessimo manager…) o semplicemente il tutto è da imputare al fatto che in quei pochi giorni di permanenza in Italia ci si disabbitua alla normalità cinese per cui quello che fino ad una settimana prima era assolutamente gestito sotto il concetto (seppure ampiamente allargato) di normalità, nel momento in cui si rientra tutto sembra un’enorme massa informe di problemi e situazioni ingestibili che si succedono senza soluzione di continuità.
Le persone entrano nel tuo ufficio per ore raccondandoti le cose più strane e proponendo soluzioni ancora più strane… Qualche volta però fortunatamente qualcuno entra in ufficio e ti riporta il buon umore…

-«LaoDa, regarding the machine to ship to Australia…»
-«Dimmi… che problema c’è adesso…»
-«We have to give the bank account number to our customer…»
-«Lo so… e lo farei in fretta prima che il cliente ci ripensi e decida di non pagare…»
-«The problem is that the quotation you did is in RMB… our local currency…»
-«E allora??»
-«Unfortunately no international fornication can be done in RMB…»
-«???»
-«Sorry about that…»
-«Dispiace anche a me… ma, giusto per chiarire, chi esattamente deve fornicare??»
-«You… or better us… all of us… the company…»
-«Dobbiamo fornicare tutti??
Assieme?? Ma tra di noi??»
-«No… not among us… with the Australians… But unfortunately we can not do that in RMB…»
-«Un bel problema… ci tenevo a fornicare in RMB con gli Australiani. C’è qualche soluzione a questo spiacevole enpasse??»
-«Of course… We can do the fornication in US Dollars… We must use our foreign currency account…»
-«Direi che è una soluzione ottimale…
Convertiamo I RMB in USD e procediamo senza ulteriori ritardi con la fornicazione…»
-«Very good… Who should I inform??»
-«Vedi tu… l’importante è che non lo venga a sapere mia moglie…»

 
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Con Quella Faccia un po' cosi'

Post n°188 pubblicato il 01 Luglio 2010 da TomcatUSA
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Viaggiando in lungo e in largo per la Cina tra aeroporti, stazioni, alberghi e ristoranti,  spesso si incontrano fatalmente Laowai come te, tutti con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi (Laowai) che magari non abbiamo mai visto Genova ma che sicuramente abbiamo visto la Cina dove molti di noi vivono e lavorano da un po’ di tempo. E quando ci si incontra il più delle volte non ci si scambia nemmeno una parola: è più un gioco di sguardi… di sottointesi… e in quei pochi istanti in cui gli sguardi si incrociano, pur senza dire niente, ci si racconta le nostre disavventure tutte diverse ma alla fine tutte uguali… E ci si fa coraggio, e ci si rassicura che tutto si aggiusterà e che quello che ti è appena successo, seppure incredibile,  è già accaduto ad altri Laowai prima di te…e anche a loro, come sta succedendo a te, in occidente nessuno li ha creduti…  ma io si… io lo so che è tutto vero… non che questo cambi niente…  ma per quello che vale, io ti capisco… Anch’io ho dovuto mangiare il lumacone di mare per far rispettare i termini del contratto… no, nemmeno a me piace il lumacone di mare ma tant’è… bisogna farsi forza… lo so… sulla job description non c’era scritto niente sul lumacone di mare… e nemmeno sul BaiJou… Quanto te ne hanno fatto bere?? … Ah, quindi l’odore che sento non è una fuga di kerosene da qualche aereo… sei tu che trasudi baijou!!... e adesso hai mal di testa… certo… ti hanno già dato l’unguento di tigre da mettere sulle tempie?? Lo so che non fa niente ma almeno ti stordisce un po’… e la canfora lenisce l’acre odore del kerosene… Come dici?? Da quanto tempo sono qui in aeroporto?? Intendi la prima o la seconda volta che sono atterrato… perché io sono arrivato qui anche quattro ore fa… per il mal tempo a Guangzhou… poi siamo decollati di nuovo solo per rimanere in aria un’oretta e mezza e riatterrare sempre qui a Guilin… che tutti mi dicono essere un posto molto bello… ma adesso, alle due di notte, è tutto buio…  No, non so quando riparto… ho provato a chiedere alle informazioni ma non parlano inglese al banco informazioni… Fortunatamente ho fatto amicizia con due pakistani che erano sul mio stesso volo… no, i pakistani non parlano cinese… ma almeno ci confortiamo a vicenda… ci avevano fatto salire su un bus… ma poi una signora molto adirata ci ha urlato di scendere… no, non a tutti, solo a me  e ai due pakistani… non so bene perché… Lo so, è quasi domenica mattina ed è un po’ scocciante essere qui senza sapere come andrà a finire… Da dove arrivo?? Da Jinan… sono dovuto partire ieri all’improvviso perché il cliente cinese non credeva che l’azienda fosse italiana… per cui hanno richiesto di vedere immediatamente la faccia di un LaoWai prima di firmare il contratto… a dire il vero io avevo anche altre cose urgenti da fare ma tant’è… Ubi Major… e non è nemmeno la prima volta che mi capita di andare in giro a mostrare la mia faccia da LaoWai… La settimana scorsa ero a Dalian… sempre a mostrare la mia faccia da LaoWai che evidentemente ha un indiscutibile valore aggiunto nelle contrattazioni… Non è che faccio molto… Mi presento, stringo un po’ di mani, consegno un numero considerevole di biglietti da visita, ne raccolgo altrettanti e poi si va a pranzo… Alle volte basta poco per rassicurare un cliente cinese…  E tu?? Come mai sei abbacchiato?? Ah… è venuto il tuo grande capo a portare il capitale da versare nella Joint Venture che è stata formalmente firmata il mese scorso dopo interminabili trattative… Beh, una bella soddisfazione direi… finalmente puoi dire che ce l’hai fatta… Come dici?? Durante la riunione finale il partner cinese improvvisamente ha detto che nell’accordo firmato un mese fa ci sono un paio clausole di poca importanza che devone essere modificate e che il tutto dovrà quindi essere firmato nuovamente per permettere di aggiungere queste modifiche al contratto??… Lo so… le piccole clausole di poca importanza in realtà stravolgono tutto quanto vi siete detti nell’ultimo anno… e il tuo capo è andato su tutte le furie chiedendoti ragione di quello che stava succedendo… Immagino abbia aggiunto che tu sei uno sprovveduto e che non capisce cosa tu ci stia a fare qui… Se ti può consolare a me è capitata la stessa cosa un paio di anni fa… Tra l’altro, durante la stessa riunione, è addirittura capitato che in una slide di presentazione apparisse una foto di una linea di montaggio che per un anno mi era stato detto non esistere… e invece era lì… sul megaschermo…  davanti agli occhi di tutti… e soprattutto davanti agli occhi increduli del mega boss che a quel punto ha iniziato a chiedermi  insistentemente perché non lo avessi informato che la linea di montaggio che a noi serviva disperatamente ci fosse già e soprattutto come mai, visto che eravamo in Joint Venture, gli unici ad usarla fossero gli amici cinesi e non noi… Domande a cui si fa fatica a rispondere senza cadere nel ridicolo… ma tu, che sei in Joint Venture, questo lo sai meglio di me… del resto si sa… Le JV qui in Cina creano inevitabilmente grattacapi…  pensa che a un mio amico tedesco che è co-direttore in una Joint Venture al 50% con una grossa azienda cinese, la casa madre tedesca paga un consulente psico-analista che più volte al mese, con apposite sedute, lo convince che strozzare l’omologo direttore cinese non sta bene e soprattutto non porta alcun vantaggio alla JV stessa… Strozzato il direttore attuale infatti, ne arriverebbe sicuramente un altro molto probabilmente con le stesse umbratili “caratteristiche” manageriali del precedente…  Fortunatamente finora queste sedute sembra abbiano sortito l’effetto voluto ovvero il mio amico non è andato ancora completamente fuori di testa anche se, quando parla di cosa gli è successo durante la settimana, ha immancabilmente quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi LaoWai che alle volte preferiremmo veramente vivere a  Genova…

 
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Sarebbe meglio continuare ad essere Campioni del Mondo

Post n°187 pubblicato il 15 Giugno 2010 da TomcatUSA
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Mah… 1 a 1 con il Paraguay… Sono decisamente preoccupato… speriamo vada meglio nei prossimi incontri… Cosa che più o meno tutti gli Italiani si augurano ad eccezione di alcuni giornalisti di Radio Padania che mi risulta abbiano fatto recentemente richiesta per la cittadinanza Paraguagia… Ma cosa centra questo con la Cina??… Centra, caro lettore… centra… e non poco… Perché devi sapere che negli ultimi quattro anni noi Italiani qui in Cina abbiamo goduto di uno status particolare che in molte occasioni ci ha agevolato enormemente durante interminabili cene di lavoro,  ingarbugliate contrattazioni con i fornitori senza dimenticare gli estenuanti incontri con le autorità governative… Per una non chiara proprietà transitiva infatti, il fatto che la Nazionale Italiana sia campione del mondo in carica, fa di tutti noi Italiani gli artefici della vittoria in finale con la Francia quel lontano 9 Luglio di quattro anni fa quasi fossimo stati anche noi in campo a Berlino assieme ai vari Buffon, Gattuso,Materazzi ecc … cosa che, a dire il vero, per questioni di mera opportunità, finora non ho mai smentito ufficialmente giocando sul sottile equivoco e  nascondendo il fatto che purtroppo io, a calcio, sono un inguardabile impedito…
Sta di fatto che, alle varie cene a cui ci si trova con commensali cinesi, appena viene fuori che sei Italiano, tutti cominciano a sorriderti elogiandoti per le (tue ??) imprese calcistiche al fianco di Totti e Del Piero (solitamente i più apprezzati qui in Cina) dei quali vorrebbero che tu raccontassi succulenti aneddoti  in esclusiva forte della tua implicita conoscenza personale con i suddetti personaggi…  In realtà l’unico “legame” che posso vantare (e che cito quando la controparte cinese esige qualcosa per validare il mio contatto con il mondo del calcio italiano) è con Del Piero il quale, da giovane,  giocava nelle giovanili della mia città Natale prima di passare alla Juventus… Questo è quanto. Capisci anche tu, caro lettore, che questo non fa di me il compagno di merende di Del Piero che difficilmente si è mai reso conto che io abitavo vicino allo stadio dove lui si andava ad allenare…  Ma alle volte questo è sufficiente per garantirmi un ammiccamento complice da parte del cinese di turno da usare magari più tardi quando ce ne sarà bisogno.
Questo implicita richiesta di millantato credito imposto (non saprei come altro definirla) è qualcosa che nel mio precedente lavoro in Cina era ancora più esasperata  in quanto era noto che il mio datore di lavoro e responsabile diretto era un patron di un club di serie A e a quel punto, per osmosi, anch’io dovevo essere stato per forza a contatto con i più importanti esponenti del calcio italiano che mi venivano regolarmente e  ripetutamente elencati a riprova che il mio interlocutore cinese era estremamente preparato in materia… Una volta un fornitore, probabilmente per impressionarmi (e ci riuscì), ha addirittura citato Riccardo Ferri definendolo uno dei più grandi difensori italiani di tutti i tempi…  Grande sconforto quando ci si è resi conto che non ricordavo giocasse nell’Inter… Interessante notare che da queste discussioni si evince che la Cina si deve essere aperta completamente all’occidente solo dopo il 1982 in quanto nessuno cita mai la nazionale Campione del Mondo che tutti quelli della mia età ricordano come uno scioglilingua ovvero “Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani”. Di questi, sui quali io mi sento sicuramente più preparato, nessuno sa niente…
Tornando alla riflessione iniziale, la mia preoccupazione risiede nel fatto che qualora l’Italia non vincesse il mondiale, non sono sicuro che i cinesi continuerebbero a riservarci un occhio di riguardo come hanno fatto finora solo per il fatto di essere Campioni del Mondo…  Certo potremmo utilizzare la leva della moda che è l’altro luogo comune che viene automaticamente tirato in ballo con noi italiani una volta esaurito il discorso calcio… Chi infatti dimostra di non conoscere adeguatamente il mondo del pallone (come nel mio caso) viene, seppure a malincuore, incasellato nella categoria “grandi sarti” e di conseguenza frequenterà assiduamente prestigiosissimi atelier d’alta moda ovviamente a Milano dove, nell’immaginario collettivo cinese, ad ogni angolo di strada c’è una passerella su cui modelle bellissime sfilano giorno e notte indossando le ultime novità  delle collezioni di Armani, Versace e Ferragamo. Questo è il motivo per cui ogni volta che invitiamo qualche cliente cinese in Italia, tutti, prima della partenza, si accertano che sia prevista una visita al capoluogo lombardo rimanendone ogni volta immancabilmente delusi…

In alternativa all’opzione sartoria, ci si potrebbe affidare alle macchine sportive visto che ogni italiano risulterebbe essere possessore di una Ferrari o, per i meno abbienti, di una Maserati. A tal proposito, grande sconcerto ha suscitato in più di un’occasione l’ammissione che io, quando ero in Italia, guidassi una Fiat invece che una Ferrari come tutti gli altri (??) e solo dopo dettagliata spiegazione su come sia diviso il pacchetto azionario di Ferrari S.p.A. i commensali mi hanno nuovamente rivolto la parola…

Come vedi, caro lettore, non potendo avvalermi del titolo di sarto d’alta moda e non guidando una Ferrari, non posso che auspicarmi che l’Italia vinca nuovamente il mondiale per mantenere lo status quo di LaoWai Campione del Mondo che qui in Cina, credimi, ha la sua importanza…

 
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Intervistando Candidati...

Post n°186 pubblicato il 01 Giugno 2010 da TomcatUSA
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In questi giorni sto intervistando diversi candidati per la posizione di financial/accounting manager visto che l’attuale responsabile di funzione ha dato da poco le dimissioni preferendo una grossa e potente multinazionale americana ad una piccola e ancora un po’ traballante azienda italiana… Vai a capire come ragiona la gente…
Comunque finora, a dire la verità, le persone intervistate non mi hanno fatto una grossa impressione: dietro a curriculum molto interessanti e decisamente altisonanti il piu’ delle volte si nascondono palesi mediocrità e in alcuni casi evidente incompetenza che mi fanno sempre temere che in realtà non è il candidato che ho di fronte che sta cercando nuove opportunità professionali ma piuttosto l’azienda per cui il candidato lavora attualmente che sta cercando in tutti i modi di liberarsene  e passare ad un altro sventurato l’incombenza di risolvere i danni che il suddetto candidato andrà sicuramente a creare nella nuova azienda. Motivo per cui è estremamente importante fare molta attenzione durante i colloqui per evitare di prendere gravi abbagli e portarsi in azienda  i così detti “Walking Disasters”…
Fortunatamente in alcuni casi i “Walking Disasters” non riescono a nascondere la loro vera natura e questo rende la loro individuazione molto più semplice…

-«NiHao… Mi chiamo Jack… Lei chi è??»
-«Io sono Tomcat… piacere di conoscerla…»
-«Piacere mio… lei cosa fa qui??»
-«Io?? Io sono il General Manager dell’azienda…»
-«Ah… General Manager… Ha per caso un biglietto da visita??»
-«Certamente… eccolo qui… vede… questo è il mio nome… e sotto c’è scritto General Manager… Dall’altra parte è scritto anche in Cinese… per sua convenienza…»
-«Vedo… vedo… interessante… e da quanto lavora qui??»
-«Più di un anno ormai…»
-«Ah… però… nello specifico di cosa si occupa??»
-«Mah… un po’ di tutto… Operations… Produzione… Finance… anche la parte commerciale… sa com’è… quando ti danno il titolo di General Manager poi si aspettano che tu segua tutte queste cose…»
-«E si trova bene?? Sta ottenendo dei buoni risultati??»
-«Direi di si… Ovviamente non è semplice ma finora direi che la situazione è migliorata molto…»
-«Si, si… capisco…»
-«Senta… Lei stava per caso cercando un General Manager??»
-«No… Perché??»
-«Meglio così… perché in questo momento non avevo sotto mano un mio curriculum aggiornato… D’altro canto io sto cercando un Financial Manager…»
-«Io sono un Financial Manager!!»
-« Ma guarda te che combinazione!! Io cerco un Financial Manager e chi entra nel mio ufficio per essere intervistato?? Un financial manager… incredibile… alle volte le coicidenze…»
-«No, no… nessuna coicidenza… io sono qui per l’intervista… mi avete chiamato voi…»
-«Ah… l’abbiamo chiamata noi!! Forse perché cerchiamo un Financial Manager…  Sarà per quello… Cosa ha in mano?? Un CV??»
-«Si… eccolo qui…»
-«Molto bene!! Facciamo così allora… visto che sul CV c’è scritto che lei è un Financial Manager e io sto cercando un Financial Manager proviamo a fare che io la intervisto e lei risponde alle domande…»
-«Ok… come vuole…»
-«Si, si… facciamo così che mi trovo meglio…»
-«Certo… Io ho una grande esperienza come Financial Manager…»
-«Vedo… Senta ho subito una domanda per lei… Lei è di Shanghai… nel 2002 ha lavorato per una grossa multinazionale giapponese… per nove mesi per l’esattezza… poi sedici mesi di vuoto prima della nuova esperienza lavorativa qui a ZhuHai… come mai?? Cosa ha fatto in questi sedici mesi??»
-«Ho deciso di sposarmi…»
-«Ah interessante… per cui in questi sedici mesi ha dovuto preparare il matrimonio??»
-«No… non è quello… il fatto è che un giorno sono andato a fare un corso aziendale di un paio di giorni e lì ho incontrato una collega e ho deciso di sposarla…»
-«La collega?? Dopo due giorni di corso aziendale??»
-«Si, si… ma ovviamente non potevo rimanere a Shanghai…»
-«Ah no??»
-«Certo che no… troppa competizione a Shanghai??»
-«Troppa competizione dal punto di vista professionale??»
-«Ma no!! Troppi uomini a Shanghai… Troppo pericoloso… Capirà… se uno decide di sposarsi, Shanghai non è il posto indicato… troppa competizione… meglio spostarsi…»
-«???»
-«… e quindi ho deciso di trasferirmi a ZhuHai…»
-«Dove giustamente ci sono meno uomini e quindi meno competizione per tenersi una moglie…»
-«Esattamente… »
-«E quindi??»
-«E quindi ho deciso di lasciare il lavoro alla multinazionale giapponese per trasferirmi a ZhuHai con la collega…»
-«---»
-«A quel punto però c’è stato il problema con mia madre…»
-«Ah… mi dispiace… sua madre si è ammalata…»
-«No… mia madre stava benissimo… solo che non approvava che io sposassi la collega e mi trasferissi nel Guandong…»
-«Oh Santo Cielo… un bel problema…»
-«Infatti… per un anno e mezzo non ho fatto che litigare con mia madre per questa cosa…»
-«Ma mi scusi… nel frattempo continuava a lavorare??»
-«No… mi ero licenziato…»
-«Capisco… ma non conveniva licenziarsi una volta chiarita la diatriba con sua madre??»
-«Certo!! Ma io non pensavo che mia madre non fosse d’accordo… Invece, dopo che mi ero licenziato, per un anno e mezzo abbiamo continuato a discutere…»
-«E poi??»
-«E poi alla fine ho deciso che dovevo andare a ZhuHai comunque… che a mia madre piacesse o no…»
-«Mi pare giusto… Ad un certo punto bisogna prendere delle decisoni… che alla mamma piaccia o no…»
-«Infatti… per cui mi sono finalmente trasferito a ZhuHai e ho iniziato a lavorare per un’altra multinazionale Giapponese…»
-«Vedo… evidentemente le piacciono le multinazionali Giapponesi… senta, leggo qui che tra i vari risultati ottenuti nel 2005 che lei è stato in grado di far risparmiare più di 600,000 RMB di IVA in tre mesi… come c’è riuscito??»
-«Non è stato semplice… ho dovuto richiedere ai fornitori di emettere la fattura sui prodotti che ci vendevano…»
-«Mi scusi… prima non lo facevano??»
-«No… nessuno si preoccupava di ricevere la fattura con l’IVA deducibile…»
-«Ma è sicuro?? Stiamo parlando di una grande multinazionale giapponese!! Mi sta dicendo che una multinazionale Giapponese non richiedeva una fattura deducibile??»
-«Proprio così… sono stato io a cambiare le cose… Le ho detto che ho grande esperienza come financial manager…»
-«Mi pare evidente… oltre ad avere spiccate doti decisionali unite ad un chiaro spirito indipendente… Del resto il modo esemplare in cui ha gestito il complesso problema con sua madre la dice lunga a riguardo…»
-«Infatti…»
-«Poi però anche la sua esperienza con la multinazionale Giapponese a ZhuHai si interrompe… e abbiamo un altro buco di un anno e mezzo…»
-«Si certo… il problema è stato che io volevo parlare inglese…  E nella multinazionale Giapponese non ci riuscivo…»
-«Mi sembra ovvio… nella multinazionale Giapponese secondo me si rischia di parlare Giapponese…»
-«Si certo… anche per questo… ma principalmente il problema era che io l’inglese non lo sapevo proprio…»
-«Ah… questo in effetti potrebbe essere stato un problema ancora più grande di quello di essere in una multinazionale Giapponese… Se l’inglese non lo si conosce si fa fatica a parlarlo…»
-«… ed è per questo che ho deciso di licenziarmi e di iscrivermi ad un corso d’inglese…  due mesi di corso…»
-«Però… due mesi di corso… una bella costanza… Rimangono però ancora da spiegare i rimanenti 16 mesi… Cosa ha fatto in questi 16 mesi??»
-«Ho fatto pratica con il mio inglese…»
-«In che modo??»
-«Parlando con gli occidentali qui a ZhuHai…»
-«Ma in che occasione??»
-«In tutte le occasioni… Appena vedevo un occidentale per strada lo fermavo e incominciavo a parlargli…»
-«E questo per 16 mesi… Ogni occidentale che incontrava lo fermava per parlargli…»
-«Si… il mio inglese è molto migliorato da allora…»
-«E nessuno ha mai chiamato la polizia??»
-«No… nessuno, perché??»
-«No… niente… chiedevo… Comunque dopo 16 mesi di questa full immersion ha deciso di tornare a lavorare… In un’azienda Danese questa volta…»
-«Si… anche lì ho ottenuto molti importanti risultati come può vedere dal CV…»
-«Si… vedo… però dopo otto mesi il suo rapporto di collaborazione si interrompe… Cosa è successo?? Si è licenziato per imparare il Danese??»
-«No… questa volta purtroppo sono stati loro a chiudere il contratto con me… la crisi finanziaria… l’incertezza dei mercati… sa come succede…»
-«Mi creda… lo so… Comunque questo accadeva più di un anno fa… cosa ha fatto da allora ad adesso??»
-«Ho lavorato per un’azienda Francese nello Zhejiang…»
-«Ma qui sul CV non è scritto…»
-«Non l’ho messo perché non mi sembrava importante…»
-«Beh… mi dica a voce… cosa ha fatto in questa azienda nello Zhejiang??»
-«Il solito… ho risolto molti problemi che l’azienda aveva ma poi ho deciso di tornare a ZhuHai…»
-«Come mai??»
-«Nello Zhejiang non riuscivo a dormire…»
-«Troppe preoccupazioni??»
-«No… Credo il cibo fosse troppo salato nello Zhejiang… e allora la sera facevo fatica a dormire…»
-«---»
-«O forse era l’aria… non so… sta di fatto che stavo sveglio tutta la notte… per cui ho deciso di tornare a ZhuHai… ed eccomi qui…»
-«E adesso dorme bene??»
-«Si… adesso dormo senza problemi… »
-«Ne sono contento… probabilmente era proprio l’aria…»
-«Probabilmente si. Allora?? Quando comincio??»
-«Mah… direi che la sua candidatura è sicuramente interessante…  Però non abbiamo ancora parlato di retribuzione…»
-«La retribuzione non è importante… io sono qui per risolvere i problemi dell’azienda… tutto il resto è secondario…»
-«Molto bene… cio nonostante mi prendo qualche giorno per valutare più in dettaglio il suo profilo professionale… poi le faremo sapere…»
-«Non ci metta troppo però… al momento ho moltissime offerte che sto valutando… »
-«Immagino… una persona come lei… con la sua personalità… con tutte le esperienze che ha maturato… non se ne trovano tanti come lei… questo è sicuro…»

Qui a poca distanza ci sono un paio di aziende concorrenti… se sono fortunato lo assumono loro… speriamo…

 
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