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Creato da: TomcatUSA il 15/08/2006
Fatti e situazioni di un Italiano in Cina

 

 

All'improvviso uno sconosciuto

Post n°185 pubblicato il 20 Maggio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Dopo una giornata un po’ pesante in cui tra l’altro ho dovuto gestire l’after-math di una doppia scazzottata successa il giorno prima in officina e in magazzino, ero seduto alla mia scrivania armato di carta e penna cercando di interpretare alcuni dati di vendita che avevo appena ricevuto. Erano ormai le sei di sera per cui negli uffici semi deserti regnava un’aura di pace e tranquillità che mi permetteva di dedicarmi senza distrazioni a quello che stavo facendo.
Improvvisamente però, ad interrompere questo raro momento di nirvana aziendale, appare dalle scale uno sconosciuto signore con immancabile borsello che, con passo svelto, si dirige sicuro verso la porta del mio ufficio, entra senza bussare, fa un rispettoso inchino al sottoscritto e si siede comodamente al tavolo di fronte alla mia scrivania. Io, ancora con la penna in mano, lo guardo un po’ perplesso cercando di capire cosa stesse succedendo ma l’illustre sconosciuto mi fa segno di non preoccuparmi e di continuare pure a fare quello che stavo facendo. Nel frattempo, senza perdere tempo, il misterioso personaggio  tira fuori dal borsello due documenti un po’ stropicciati e li appoggia meticolosamente sul tavolo e  dopo averli un po’ stirati con le mani si mette a braccia conserte a fissare il vuoto…
La cosa mi incuriosisce non poco per cui metto giù la penna, mi appoggio allo schienale della poltrona presidenziale e dopo aver inspirato profondamente mi metto anch’io per qualche istante a fissare lo stesso vuoto dello sconosciuto cercando di trarne la stessa mistica ispirazione… Purtroppo il mio animo rozzo e corrotto non mi permette di  beneficiare in alcun modo di quell’intenso momento di contemplazione per cui, dopo qualche secondo, decido di rivolgermi allo sconosciuto per cercare di capire il motivo della sua inattesa visita:

-«Cosa posso fare per te, Buon Uomo??»

Il buon uomo, intuendo il mio sconcerto,  mi rassicura annuendo benevolmente e accennando un sorriso quasi a voler dire che non c’è nulla di cui preoccuparsi e che tutto finirà per il meglio…

-«Chi sei, Buon Uomo?? Sei della banca?? Vuoi parlare dei tassi sui fidi??»
-«---»
-«Un biglietto da visita… non hai un biglietto da visita così riusciamo a capire chi sei e come mai sei qui nel mio ufficio a contemplare il vuoto??»
-«---»
-«Non è possibile, buon uomo… Qui tutti hanno un biglietto da visita… anche tu devi averne uno…»
-«---»
-«Tu sorridi buon uomo, ma io non so chi sei… sei sicuro che dovevi venire qui?? Perché ci sono altre aziende qui attorno… magari ti aspettano da qualche altra parte… e non vedendoti arrivare sono in pensiero…»
-«---»
-«I fogli di carta… mi stai mostrando i fogli di carta… ma sono tutti scritti in Cinese… non so cosa vogliano dire…»
-«---»
-«Ho capito… questa cosa che stai sottolineando sul foglio di carta è importante… probabilmente è il motivo per cui sei qui… Zhe Ge… WenTi Ma??»
-«Du He, Du He!!»
-«Molto bene… abbiamo capito che su questi fogli si nasconde il motivo della tua visita…»
-«Du He, Du He!!»
-«E tu sei sicuro che di questo devi parlare proprio con me… Ni Yao Shuo He Wo Ma??»
-«Du He, Du He!!»
-«Perfetto… il problema è che hai appena assistito alla massima espressione del mio cinese… per cui bisogna che troviamo qualcuno che faccia da tramite…»

Fortunatamente negli uffici deserti riesco a trovare una ragazza che parla inglese e che convoco in ufficio per aiutarmi nella difficile comunicazione con il buon uomo. I due si parlano per i canonici dieci minuti per fasarsi l’un l’altro e alla fine mi viene detto che il buon uomo è uno spedizioniere…

-«Uno spedizioniere… ma quale?? Perché ne abbiamo tanti di spedizionieri…»
-«Dice di aver spedito delle nostre macchine a Jinan…»
-«Ah… ora ho capito… si tratta di quello spedizioniere che ha consegnato al nostro cliente un frullato di macchine che il cliente ha ovviamente rigettato??»
-«Credo di si…»
-«Ma allora è anche lo stesso che due settimane più tardi ha consegnato ad un altro cliente quelle macchine che dalle fotografie che ho ricevuto sembravano essere state colpite ripetutamente con una mazza da baseball…»
-«Si… dev’essere lui…»
-«…Tra l’altro non siamo mai riusciti a capire come abbia fatto a ridurle cosi…»
-«No… non si è mai capito…»
-«Molto bene… adesso finalmente ho capito chi è questo signore… ora rimane da capire cosa ci faccia seduto nel mio ufficio guardando il vuoto…»
-«Mi dice di essere molto arrabbiato perché gli abbiamo fatto l’addebito del costo delle macchine danneggiate durante il trsporto…»
-«Davvero?? E cosa avrei dovuto fare secondo lui??»
-«Lui dice che se proprio insistiamo si può fare carico di una parte del danno ma il resto deve essere a carico nostro…»
-«Interessante teoria… sta di fatto che io le macchine danneggiate ho dovuto rifarle quasi completamente e pagare il conseguente costo senza considerare il grosso problema che ho avuto con i clienti uno dei quali, a causa del ritardo dovuto alle macchine danneggiate, non vuole più sentire parlare di noi e dei nostri prodotti»
-«Sono cose che succedono…»
-«Saranno anche cose che succedono ma quando succedono si pagano… Io di lavoro produco macchine… lui di lavoro trasporta macchine…  Se le macchine che produco non funzionano pago io… se le macchine che lui trasporta nel tragitto decide di prenderle a bastonate mi pare sia un problema suo… io non posso impedirgli di prendere a bastonate le merci che trasporta… ma chiedermi di sottoscrivere questo suo modo di operare mi pare un po’ fuori luogo…»
-«Dice che capisce il tuo punto di vista ma non lo condivide… »
-«Pazienza… mi dispiace che non condivida il mio punto di vista ma purtroppo per lui lo dovra’ accettare»
-«Dice che se non gli togli l’addebito te ne pentirai…»
-«Mi sta velatamente minacciando??»
-«Si… dice che se non gli togli l’addebito lui passerà alle vie legali… ti denuncia alle autorità competenti insomma…»

E probabilmente lo farà… perché qui può succedere di tutto…  anche che un trasportatore che ti ha fracassato le macchine ti denunci… su quali basi non si sa… ma intanto ti denuncia poi si vedrà… e la cosa triste è che magari alla fine gli daranno anche ragione… perché come credo di aver già detto in passato, la Cina ahimè non è uno stato di diritto ma piuttosto uno stato di concessioni e questo comporta che il fatto che tu abbia effettivamente ragione è assolutamente ininfluente…  Sarà il giudice che tra l’altro qui in Cina può essere anche un ragazzino appena uscito dalla scuola di legge o un sottufficiale dell’esercito in pensione, a concederti di aver ragione non tanto basandosi su chiare norme scritte di diritto che in molti casi potrebbero non essere nemmeno conosciute ma piuttosto basandosi sul livello di “empatia” che le due parti riescono a creare con chi sta valutando il caso in quel momento…  “Dura Lex sed Lex” si potrebbe dire anche se qui il vero significato deve essere un po’ “negoziato”… come del resto succede per tutto qui in Cina…

P.S- Ieri sera ho ricevuto una telefonata da un altro fornitore e anche lui, per motivi non chiari, ha promesso di denunciarmi… due promesse di denuncia in una settimana… non male… la mia popolarità stà crescendo esponenzialmente…

 
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Caro Amico ti Scrivo...

Post n°184 pubblicato il 10 Maggio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Oggi, durante la pausa pranzo, ho risposto ad una mail ricevuta alcuni giorni fa da un vecchio amico che è sempre molto incuriosito da quello che succede qui in Cina… rileggendo il tutto prima di inviare, mi sono reso conto che la mia risposta poteva benissimo essere un post che, seppur confuso, descrive alcune serie problematiche che i LaoWai si trovano ad affrontare qui in Cina…

 

Caro Marco,

 

Ti rispondo con colpevole ritardo ma la vita frenetica del sud della Cina lascia davvero pochi istanti per intrattenere decenti rapporti epistolari con gli amici. I problemi si susseguono a ritmo serrato e tra un Don Wang e l'altro bisogna sapersi barcamenare e riuscire ad arrivare a sera senza aver commesso gravi omicidi e sperando che la propria salute mentale non sia stata nel frattempo irrimediabilmente compromessa. In più bisogna stare sempre in guardia per evitare di prendere anche strane malattie di cui tu sono sicuro non sei al corrente... L'encefalite giapponese ad esempio?? Hai mai temuto che tu o i tuoi cari potessero essere un giorno minacciati da tale malattia?? Che a dire il vero, nel dettaglio, non so nemmeno cosa sia l’encefalite giapponese ma già il nome non promette niente di buono tanto che, un paio di anni fa, ci siamo tutti vaccinati per escludere di verificare di persona gli effetti devastanti di questo immondo bacillo asiatico. Ora però si propone il problema del richiamo e qui non è che vai al distretto sanitario come faresti in Italia e ti fai fare l’apposita iniezione... Cosa che, nello specifico, non potresti davvero fare visto che il vaccino per l'encefalite giapponese in Italia non esiste. Qui bisogna per prima cosa verificare chi ha disponibile il vaccino e poi (estremamente importante) dove è stato fatto... Perché  vedi, caro amico, premettendo che il vaccino viene estratto dal cervello di topi infetti (!!!), pensare che qualcuno ti inietti una cosa del genere sapendo che la procedura e' stata fatta qui in Cina, beh… a molti LaoWai  questa cosa disturba un pochino soprattutto se sei rimasto impressionato dal film "La Mosca" e temi di svegliarti una mattina con un gran mal di testa, una bandana con la bandiera del sol levante appiccicata alla fronte e una curiosa coda da roditore che la sera prima non c'era. Per cui, per evitare questi spiacevoli effetti collaterali, abbiamo iniziato a chiedere a destra e a manca se qualcuno poteva darci un vaccino contro l’encefalite giapponese prodotto in Francia visto che i francesi risultano essere insuperabili sia in produzione di formaggi che di vaccini per l'encefalite giapponese ricevendo pero' risposte evasive e non del tutto convincenti. Il problema alla fine è risultato essere che il governo cinese ha sospeso l'importazione di tale vaccino almeno fino alla fine di quest'anno probabilmente per dare un deciso impulso protezionistico alla produzione e commercializzazione dei topi autoctoni infettati con il simpatico virus. Nessun problema invece per i formaggi francesi che continuano ad essere importati normalmente seppur sotto un rigido controllo delle preposte autorità doganali...

Cosa fare quindi?? La prima ipotesi che abbiamo valutato è stata quella di farci iniettare una fetta di Camembert a testa giocando sul fatto che il "country of origin" fosse lo stesso e sperando in questo modo che il virus  si confondesse e ci lasciasse in pace. Purtroppo però, dopo aver esposto questa ipotesi al nostro medico di fiducia ovvero mia madre (...Mia Matre...), questa mi informava che il virus dell'encefalite giapponese è un tipino piuttosto scaltro con un quoziente di intelligenza decisamente alto (sicuramente più alto del mio mi è stato puntualizzato...) e che quindi molto difficilmente sarebbe stato tratto in inganno dal trucco del Camembert...
La seconda ipotesi è stata quella di istruire tutti i membri della famiglia a correre sempre molto velocemente per evitare che il virus ti possa raggiungere e abbia il tempo di infettarti. Purtroppo però, dopo essere andato a vedere su internet come si prende questa benedetta encefalite giapponese, ho scoperto che questo tipo di profilassi non era menzionata tra le più efficaci. Non solo, ma quello che ho letto riguardo l’encefalite giapponese mi ha demoralizzato non poco perchè, che tu ci creda o no, sembra che il virus venga trasmesso all'uomo attraverso la puntura di una zanzara... ma non una zanzara qualunque... qui si parla di una zanzara particolare: la tremenda zanzara "Culex"... e ti assicuro che non scherzo. Vai su Wikipedia e vedrai che è tutto vero... Ora capirai anche tu che, con tutti i problemi che ho, dovermi guardare le spalle anche dalla zanzara Culex risulta cosa estremamente difficile... perchè tu puoi fare quanta attenzione vuoi ma la probabilità che prima o poi qualche zanzara “Culex”, aprofittando di un tuo attimo di disattenzione, faccia quello che tutte le zanzare “Culex” sono programmate a fare ovvero ti punga (...di solito da tergo da cui il nome della zanzara), è una cosa inevitabile soprattutto qui in Cina dove, notoriamente,  la concentrazione di zanzare (e altri organismi complessi) “Culex” è altissima. E sicuramente aspergersi continuamente di "Off" immagino non serva a molto con le zanzare Culex anche perché, se convivono con il virus dell'encefalite giapponese, non sarà certo un po' di "Off" a fermarle...

Brutta situazione quindi... risolvibile solo alla cinese ovvero attraverso un sano GuanXi che fortunatamente mia moglie ha con il responsabile del poliambulatorio occidentale che usavamo a Nanjing che in gran segreto, pur non essendo noi più membri e quindi non avendone diritto, ad un prezzo altissimo ci ha riservato le ultime quattro dosi di vaccino disponibile contro l'encefalite giapponese di ottima annata prodotto con metodo champenoise tra i castelli della Loira... utilizzando tra l’altro il cervello dei topi dei castelli stessi come si faceva una volta per garantire la genuinità del prodotto. A questo punto si tratta solo di acquistare quattro biglietti aerei andata e ritorno per Nanjing e il problema è risolto... pratica encefalite giapponese archiviata con successo... Troppo complicato?? Troppo costoso?? Forse, ma se sei in Cina questo tipo di soluzioni sono all'ordine del giorno...

Ma perchè ti sto scrivendo tutto questo?? Francamente non ne sono sicuro… Rileggendo mi verrebbe da dire che probabilmente il richiamo del vaccino arriva troppo tardi e i segni inequivocabili dei primi sintomi di encefalite giapponese sono ormai conclamati e richiedono un immediato ricovero in qualche ospedale specializzato... ma quale ospedale?? Qui a ZhuHai??  No... meglio di no. Ho visto trattare una emi-paresi bi-laterale (fortunatamente temporanea) con dell'alka-selzer qui a ZhuHai... E dove allora?? Hong Kong?? A che ora parte l'ultimo ferry per Hong Kong?? Già partito?? Non ci sono più ferry per Hong Kong?? E come faccio io?? Ho l'encefalite giapponese io!!! GuangZhou?? Ma parlano inglese a GuangZhou?? Come si dice encefalite giapponese in cinese??

 

Come vedi qui in Cina risolvi un problema e te se ne presentano subito un paio di nuovi... quando sei fortunato.

Ma alla fine questo è il bello di stare qui... mettiamola così... che è quello che ci diciamo tra LaoWai nei momenti di sconforto per incoraggiarci a vicenda...

 

Ora ti lascio perchè mi hanno appena comunicato che anche il Landlord del capannone dove mi trovo deve essere affetto da una  grave forma di encefalite giapponese che evidentemente gli causa perdita di memoria selettiva, schizzofrenia acuta, bipolarismo e preoccupante demenza senile galoppante... tutte assieme. 

 

A presto

 

TomcatUSA

 
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Going Global...

Post n°183 pubblicato il 04 Maggio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Si fa un gran parlare di globalizzazione e di come la suddetta globalizzazione modificherà le nostre vite nel prossimo futuro ma io, che fondamentalmente sono un ingegnere ignorante alla stregua di uno scalino, tutti questi discorsi complessi sui massimi sistemi che sento alla televisione e leggo sui giornali spesso non li capisco… Io, per necessità, sono estremamente pratico e mi piace portare tutto ad esempi semplici e concreti che permettano (a me per primo) di capire di cosa si sta parlando… La globalizzazione ad esempio… Tema sicuramente ampio e complesso ma alla fine quali saranno gli effetti concreti a breve termine della globalizzazione sulla mia vita di tutti i giorni in Cina?? Un domanda che, come il lettore può sicuramente immaginare, mi pongo ossessivamente da molto tempo e alla quale però non ho saputo dare un’adeguata risposta fino a qualche giorno fa quando finalmente sono letteralmente inciampato su un chiaro indizio della globalizzazione che avanza…
Mi trovavo ad un incontro organizzato dalla Camera di Commercio Europea (mica pizza e fichi…) che si teneva presso un sedicente ristorante tedesco aperto da poco. Dopo la terza birra tedesca, nonostante gli interventi dei relatori si susseguissero interessantissimi, devo ahimè assentarmi per qualche minuto e dirigermi verso il bagno… e lì, con mio grande stupore, mi trovo a tu per tu con qualcosa di cui avevo già sentito parlare ma che francamente non credevo esistesse realmente… lo vedevo più come un’entità mitologica derivante da una leggenda metropolitana creata ad arte da qualche LaoWai burlone… Invece no… Appena aperta la porta del bagno ecco apparire davanti a me, in tutto il suo splendore, il “Chinese-Western Toilette Converter” che ho immediatamente provveduto a fotografare (vedi riquadro) come prova dell’ormai innarrestabile processo di globalizzazione a cui anche la Cina si sta sottomettendo.
Questo interessante ritrovamento mi ha portato a fare alcune osservazioni che mi sento di condividere con il lettore:

1) C’è evidentemente qualcuno che ha fiutato il business ovvero qualche fabbrica che produce in serie il “Chinese-Western Toilette Converter” cosa che a me francamente non sarebbe mai venuta in mente. Del resto della cosa non c’è da stupirsi visto che io sono poco più di un impiegato mentre qualcun altro, che ha molta più “vision” di me, fa giustamente l’imprenditore.

2) Seguendo i dettami della teoria della globalizzazione bidirezionale o più banalmente dell’anti-materia, è quasi certo che in occidente debba esistere  il “Western-Chinese Toilette Converter” che, in ultima analisi, è un elemento a questo punto fondamentale per garantire il continuum armonico dell’universo. Devo ammettere che mi risulta difficile visualizzare come possa essere fatto  un “Western-Chinese Toilette Converter” ma del resto ho lo stesso tipo di problema quando mi parlano dello spazio ad otto dimensioni… Comunque se qualcuno ha delle foto a riguardo da sottopormi lo ringrazio anticipatamente.

3) Come si pongono i no-global di fronte ad un così chiaro esempio di globalizzazione?? Scenderanno in piazza compatti per protestare contro l’ennesimo indiscriminato attacco alle sempre più flebili identità culturali (!!!) delle minoranze?? Qui in Cina probabilmente no perché qui certi tipi di esternazioni, indipendentemente dal tema, non sono molto gradite… ma magari in occidente potrebbe anche succedere… La cosa positiva è che, nello specifico, secondo me il “Chinese-Western Toilette Converter”, come concetto generale, potrebbe non convincere del tutto anche una parte di chi solitamente vede in modo positivo la globalizzazione e questo vorrebbe dire che anche posizioni molto distanti e antitetiche tra loro come quelle global/no-global possono alla fine trovare  un elemento comune d’intesa su cui fare perno per una risoluzione pacifica dei contrasti che fino a poco prima sembravano insanabili… e questo secondo me è un bel messaggio di speranza considerando che sono arrivato a questa conclusione semplicemente inciampando su un ”Chinese-Western Toilette Converter”…

 

 
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Don Calogero Wang

Post n°182 pubblicato il 23 Aprile 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Qualche settimana fa entra nel mio ufficio una delle Pie Donne dell’amministrazione informandomi che è appena arrivata la dogana a farci visita e che hanno specificatamente richiesto di parlare con me. Io cerco di divincolarmi asserendo che sono estremamente occupato ma la Pia Donna insiste e alla fine riesce a portarmi giù con lei. Una volta arrivato in sala riunioni rimango un po’ sorpreso dal trovare seduto al tavolo un solo funzionario doganale invece del consueto mini esercito di persone che in queste occasioni è di prassi. Dopo aver proceduto alle presentazioni di rito e agli scambi di biglietti da visita ci sediamo al tavolone presidenziale e, opportunamente tradotti, iniziamo a parlare… 

-«Come le avranno detto, io sono il sig. Wang, funzionario dell’ufficio doganale del vostro distretto…»
-«Caro sig. Wang, è un vero piacere fare la sua conoscenza… a cosa devo la sua graditissima visita??»
-«Si tratta più che altro di una visita di cortesia… un occasione per conoscerci… per creare le basi di un profiquo rapporto di collaborazione nel prossimo futuro…»
-«Eccellente!! Ottima idea!! Sono veramente contento che si sia preso il disturbo di venirmi a trovare…»
-«Nessun disturbo… Fa parte dei nostri compiti andare a trovare le aziende del nostro distretto… e siccome ultimamente ho sentito parlare molto di voi, ho deciso di fare un salto a vedere come ve la passate…»
-«La ringrazio del pensiero…»
-«… inoltre, avendo saputo che avete intenzione di iniziare ad esportare i vostri prodotti anche fuori dalla Cina, mi sono detto che forse una mia visita era sicuramente necessaria…»
-«Ecco… vede Wang… Questo è già più curioso… perché la nostra intenzione di esportare è un’informazione riservata… che sanno in pochi…»
-«Capisco… ma noi siamo la dogana… noi queste cose le sappiamo… e poi in Cina non ci sono segreti… lei lo sa sicuramente meglio di me…»
-«Certo… non ci sono segreti qui in Cina…»
-«Appunto… per cui, come le dicevo, ho pensato che una mia visita qui poteva essere d’aiuto… diciamo per capire meglio come funzionano le ispezioni doganali… per evitarvi inutili perdite di tempo… perché è estremamente irritante essere pronti a spedire e invece, magari per un piccolo dettaglio, tutto deve essere rimandato a data da destinarsi…»
-«Per Carità dell’amor del Cielo… Non sia mai… noi detestiamo i ritardi…»
-«Infatti… ne ero sicuro… proprio per questo sono venuto… per fare in modo che le ispezioni si concludano sempre in maniera positiva…»
-«E mi dica Wang… qual è il segreto perché tutto si concluda positivamente??»
-«Eh… difficile dirlo… dipende da caso a caso… noi siamo sempre molto ben disposti ma il nostro compito è chiaro e allo stesso tempo estremamente difficile… noi dobbiamo impedire che si esportino prodotti “Made in China” non di qualità… perché francamente non ne possiamo più di sentirci dire che tutto quello che esportiamo è di bassa qualità…»
-«Questo l’ho capito… ma ci saranno degli standard… delle regole a cui attenersi… io ad esempio sono certificato ISO, certificato CCC, ho acquisito la manufacturing license per prodotti oltre i 24KW… tutto questo vorrà pur dire qualcosa…»
-«Per carità… tutto questo aiuta e depone sicuramente a vostro favore ma alla fine è la nostra ispezione che conta…»
-«Ispezione che si focalizza su che parametri??»
-«Sui nostri parametri… E poi ci sono i livelli…»
-«Che livelli??»
-«I livelli di ispezione… ce ne sono cinque… voi che state incominciando partirete dal terzo livello… ma vi consiglio di fare in modo di portarvi subito al secondo e poi al primo… Perché se finite al quarto o peggio al quinto allora sono dolori…»
-«Che dolori??»
-«Brutti dolori… vuol dire che ogni volta che dovete esportare vi dobbiamo controllare tutto… e non solo il prodotto… ma anche il sistema qualità… tutto… processo lunghissimo… grandi ritardi… grandi grattacapi… è sempre meglio essere al secondo livello… meglio ancora al primo… li non ci sono problemi… fila tutto liscio al primo…»
-«E come si fa a raggiungere il primo livello??»
-«Eh… bisogna meritarselo… bisogna dimostrare di essere un azienda affidabile…»
-«Secondo quali parametri??»
-«I nostri parametri… Te l’ho gia detto…»
-«Si… me l’ha gia detto… ma a causa probabilmente di un problema nella traduzione, francamente non sono ancora riuscito a capire quali siano questi parametri…»
-«Ma questi sono dettagli che andremo ad analizzare più avanti… E’ inutile parlarne adesso… adesso è più importante che si capiscano i termini generali della questione… l’importanza delle ispezioni… lo sforzo che noi facciamo per fare in modo che le aziende non abbiano problemi…»
-«Capisco… o meglio incomincio ad intuire… per cui, per riassumere quanto detto finora, è meglio che ci adoperiamo quanto prima per portarci al livello superiore… senza perdere tempo…»
-«Io te lo consiglio… poi sta a te decidere cosa fare… è chiaro che, se volete, noi vi possiamo aiutare con adeguato coaching a raggiungere il livello superiore… lo abbiamo fatto con altre aziende… soprattutto occidentali… Conosci l’azienda XXX?? E l’azienda YYY??»
-«Certo… Conosco molto bene i LaoWai che lavorano li…»
-«Perfetto… allora basta che chiedi a loro… Loro sono tutti al primo livello e non hanno mai problemi con noi…»
-«Molto bene… direi che a questo punto è tutto molto chiaro (???)… Don Wang, non so veramente come ringraziarla…»
-«Di niente, figurati… come ti dicevo fa parte del mio lavoro aiutare le aziende come la tua ad esportare senza intoppi… ora devo andare… ma ci rivedremo sicuramente…»
-«Ne sono sicuro Don Wang… Torni pure quando vuole… grazie ancora dei preziosi consigli… Baciamo le mani…»

Veramente carino Don Wang… ce ne fossero di persone così, pronte ad aiutare il prossimo a destreggiarsi nei cavillosi meandri della burocrazia cinese… ma del resto, come ha detto lui stesso, si tratta di nient’altro del suo lavoro…

 
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Voi Siete qui

Post n°181 pubblicato il 15 Aprile 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Moltissimi anni fa ricordo di aver visto un film comico di cui francamente al momento il titolo mi sfugge... potrebbe essere “Brian di Nazareth” dei Monthy Python o “La pazza storia del mondo” di Mel Brooks… non saprei… A dire il vero di questo film, qualunque sia il titolo, dopo probabilmente una trentina d’anni non ricordo assolutamente nulla fatta eccezione per una scena piuttosto divertente in cui un paio di personaggi del film, che si erano irrimediabilmente persi nel deserto, vengono finalmente rassicurati da un’enorme mano che punta verso il pavimento su cui era opportunamente disegnata una croce corredata da una scritta chiarificatrice che recitava “Voi siete qui”… La cosa al tempo mi è rimasta molto impressa perché ricordo di aver pensato che solo un genio poteva venirsene fuori con una trovata tanto assurda quanto divertente… ovviamente al tempo la Cina non sapevo nemmeno dove fosse e mai e poi mai avrei pensato che molti anni dopo io stesso avrei potuto essere testimone oculare di una scena del tutto analoga. Esperienza che per altro è potenzialmente alla portata di tutti… Basta recarsi all’aeroporto di Hangzhou e passare il security check point. A quel punto, dopo lo stress del controllo corporale, dopo la minuziosa verifica del bagaglio a mano, dopo il chiarimento sull’uso del tutto pacifico della schiuma da barba e infine dopo essersi aspersi esageratamente di profumo per dimostrare che la sospetta boccetta nascosta nel beautycase non è esplosivo liquido, non c’è da vergognarsi ad ammettere che si può essere un po’ disorientati… e questo i dirigenti dell’aeroporto di HangZhou lo sanno… ed infatti, per aiutare il passeggero a ritrovare in fretta se stesso e soprattutto la via verso il proprio gate, sul pavimento del terminal hanno fatto disegnare ogni venti metri una freccia che punta ad un cerchio rosso anch’esso sul pavimento con la rassicurante scritta “You Are Here”…  che francamente non so quanto aiuti ad orientarsi all’interno del terminal dell’aeroporto ma, in particolare se si è avuta una brutta giornata, almeno aiuta sicuramente a ritrovare il buon umore…

 
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I Cinesi d'Oltremare

Post n°180 pubblicato il 01 Aprile 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

La settimana scorsa sono stato un paio di giorni in Italia per partecipare ad alcune riunioni al quartier generale accompagnato non “dai miei amatori” come cantava al tempo Gigliola Cinquetti ma bensì, più banalmente, dal mio Sales Manager cinese…
L’ultima sera, prima di rientrare in Cina, passo a prendere il Sales Manager in albergo per andare a cena ma stranamente non lo trovo nella hall ad aspettarmi come d’accordo. Lo chiamo quindi al cellulare per verificare dove fosse finito e lui mi risponde che si trova lì vicino e che arriverà in pochi minuti. Ed infatti, poco dopo, lo vedo attraversare la strada con lo sguardo un po’ contrito e con un foglio di carta in mano.
Una volta montato in macchina il Sales Manager sottopone alla mia attenzione il foglio di carta che risulta essere tutto scritto in Cinese con alcuni simboli chiaramente ecclesiastici (una chiesa, qualche croce, un paio di colombe, un angelo con la tromba…)

-«Guarda cosa mi hanno dato??»
-«Interessante… dove l’hai trovato??»
-«Lì… vicino a quella chiesa… c’erano dei cinesi che mi hanno fermato e che hanno incominciato a parlarmi… Credo sia un invito ad una festa… la settimana prossima… non ho capito bene…»
-«Mah… non leggo cosa c’è scritto ma sono più propenso a credere che si tratti di un invito alla messa di Pasqua… è una festa Cristiana… Saranno stati dei Cinesi convertiti al Cristianesimo…»
-«No saprei… hanno detto che questa festa c’è a diversi orari e in diverse chiese… anche fuori Padova…»
-«Appunto… ti hanno dato l’orario delle Messe…»
Alcuni secondi di silenzio… in riflessione…
-«Ma cosa si festeggia a questa festa??»
-«Si festeggia la morte e resurrezione di Gesù… Che è morto sulla croce… la vedi la croce qui sul foglio?? E poi, dopo tre giorni, secondo le scritture, è resuscitato… lo vedi l’angelo con la tromba sulla sinistra?? Quello è l’angelo che ha annunciato alle pie donne (che però sul foglio non ci sono) che Gesù non era più nella tomba ma era salito al cielo e ora siede alla destra del Padre…»
-«Ah… una storia un po’ strana… per quello non capivo bene cosa mi stavano dicendo…»
-«In effetti un po’ strana… ma dimmi: cosa facevano qui i cinesi che ti hanno fermato??»
-«Non lo so… non ho chiesto…»
-«Non hai chiesto?? Strano… noi Italiani quando incontriamo un altro Italiano all’estero gli chiediamo immediatamente, con fare sorpreso, cosa ci fa lui lì… come solo noi fossimo autorizzati a lasciare l’Italia…»
-«Mah… e’ meglio non parlare con i cinesi che vivono fuori dalla Cina… potrebbe essere pericoloso…»
-«Come mai??»
-«I Cinesi d’oltremare sono brutta gente… è meglio non averci niente a che fare…»
-«Ma cos’hanno i cinesi d’oltremare che non va??»
-«Te l’ho detto… è brutta gente… Sono dei bugiardi incalliti… ti dicono che fanno una cosa e poi ne fanno un’altra… cercano sempre di fregarti… ragionano a modo loro… non ci si puo’ fidare dei Cinesi d’oltremare… bisogna stare molto attenti…»
-«E tu mi confermi che stiamo parlando unicamente dei Cinesi d’oltremare…»
-«Certo, perché??»
-«Così… per chiarire…»
-«---»
-«---»
Ancora alcuni momenti di silenzio per elaborare interiormente le informazioni…
-«Scusa, toglimi una curiosità… ma com’è che questi Cinesi d’oltremare sono così poco raccomandabili??»
-«Mi pare ovvio… loro hanno lasciato la Cina e sono venuti in occidente dove sono stati a stretto contatto con voi LaoWai… senza offesa ovviamente…»
-«Per carità… ci mancherebbe…»
-«E di conseguenza hanno perso il contatto con le loro origini e hanno incominciato a cambiare il modo di fare e di pensare… diventando quello che sono ora… gente di cui non ci si può fidare… Chissà cosa mi sarebbe successo se fossi andato alla festa a cui mi avevano invitato…»
-«Non saprei… magari ti Battezzavano o peggio ti facevano fare la Prima Comunione… non si può mai sapere cosa succede a certe feste…»
-«Appunto…»

Per cui, caro lettore, a fronte di questa nuova rivelazione, c’è la seria possibilità che gran parte dei problemi di cui i LaoWai si lamentano regolarmente in Cina, siano causati dai LaoWai stessi… Prima che i LaoWai arrivassero, la Cina era un paradiso terrestre in cui regnava pace e armonia… Poi siamo arrivati noi e abbiamo rovinato tutto…

 
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L'Insalutato Ospite

Post n°179 pubblicato il 17 Marzo 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Ieri mi trovavo a Wuhan per incontrare un possibile nuovo distributore per i nostri prodotti.
La sera a cena, subito dopo esserci seduti a tavola e avere adempiuto alla formalità dei Kampei di benvenuto, entra nella stanza un signore un po’ trasandato che, senza dire niente, si siede dall’altra parte del tavolo e si accende l’immancabile sigaretta con fare un po’ annoiato. Io non faccio molto caso all’insalutato ospite anche perché in Cina, a queste cene, ci sono sempre innumerevoli persone di cui non si sa niente (ruolo, posizione, importanza) ma che ti invitano rispettosamente a bere con loro facendoti un sacco di sorrisi che tu ovviamente contraccambi.
Durante la cena incomincio a fare qualche domanda al capo delegazione focalizzandomi principalmente sulla situazione del mercato nella zona dell’Hubei richiedendo a tal proposito una sua analisi a grandi linee. Il capo delegazione, opportunamente tradotto dal mio compagno di viaggio, risponde a tono seppur con alcune semplificazioni eccessive che non passano inosservate all’insalutato ospite il quale, continuando a fumare svogliatamente la sua sigaretta, scuote leggermente la testa in segno di disaccordo. Ed infatti, una volta che il capo delegazione ha concluso il suo discorso, prende la parola e, mostrando grande padronanza dell’argomento, aggiunge alcune chiose molto pertinenti che trovano l’approvazione di tutta la tavolata.
Una volta chiarita la situazione generale del mercato, chiedo al capo delegazione un suo commento sul rapporto qualità/prezzo relativo ai  prodotti dei nostri concorrenti e soprattutto come questo venga percepito dai vari clienti finali.  La risposta è anche in questo caso un po’ vaga e in alcuni passaggi non del tutto condivisibile. Fortunatamente è ancora una volta l’insalutato ospite a prendere la parola aggiungendo importanti dettagli a quanto detto fino a quel momento e concludendo l’intervento con un’interessante osservazione relativa alla troppa importanza ancora oggi data al “Guanxi” durante le negoziazioni in Cina rispetto ad una puntuale analisi delle caratteristiche tecniche del prodotto cosa che molto spesso invece passa in secondo piano svilendo in qualche modo gli sforzi di miglioramento qualitativo dei prodotti di un’azienda.
A quel punto la domanda seguente, rivolta questa volta direttamente all’insalutato ospite, è se nel nostro mercato siano preferibili margini più alti garantiti da contratti stipulati direttamente con i grossi clienti finali ma con termini di pagamente estremamente allungati oppure margini (e in alcuni casi volumi) più bassi ma con pagamenti veloci che supportano un rassicurante cash flow. L’insalutato ospite ci pensa un po’ accendendosi l’ennesima sigaretta e tirandosi leggermente indietro  sullo schienale della sedia per raccogliere i pensieri… poi, dopo una pausa ad effetto da grande oratore, spiega che non esiste una regola fissa per tutte le situazioni e che alla fine ogni azienda, a seconda del proprio stato finanziario, deve trovare il giusto equilibrio tra margini alti con cash-in a lungo termine e margini bassi che si incassano subito e che devono essere sufficenti a garantire l’operatività dell’azienda e soprattutto il finanziamento dei business a lungo termine limitando in questo modo, per quanto possibile, l’indebitamento con le banche…
La risposta, estremamente lucida e precisa, da origine a una piccola tavola rotonda dove tutti cercano di aggiungere qualcosa per lo più per darsi un tono mentre l’insalutato ospite, disinteressandosi di quegl’inutili commenti, prende le bacchette e inizia a sgranocchiare le succulente tartarughe che nel frattempo erano state servite a tavola.

Dopo qualche minuto io mi rivolgo al mio compagno di viaggio cinese e gli chiedo:
-«Ma domani… alla riunione… ci sarà anche lui??»
-«Lui chi?’»
-«Lui… quello che ha parlato finora… credo sia il direttore vendite… o qualcosa del genere…»
-«Quello?? No… non credo ci sarà… Soprattutto perché quello non è il direttore vendite?? E’ l’autista…»
-«Ah… ecco… appunto… Beh fai in modo che ci sia lo stesso alla riunione che mi sembra quello che ha le idee più chiare di tutta la combricola…»

Purtroppo, il giorno seguente, l’autista alla riunione non c’era… e la sua mancanza si è fatta indubbiamente sentire…

 
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I LaoWai ce l'hanno piu' lungo...

Post n°178 pubblicato il 08 Marzo 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Sabato scorso, durante una cena con amici, un paio di expat inglesi mi hanno raccontato una disavventura piuttosto curiosa capitata loro qualche tempo fa.
A fine agosto i due amici inglesi con le rispettive famiglie stavano trascorrendo una tranquilla Domenica nella piscina del compound quando ad un certo punto, in lontananza appare una signora cinese con al guinzaglio due enormi cani che venivano portati a passeggio. Una volta arrivati nei pressi della piscina, uno dei due cani decide che quello è un posto ideale per fare i propri bisogni per cui  si avvicina al bordo della piscina e dopo aver assunto la classica posizione arcuata pre-bisogno esegue con soddisfazione quanto la natura gli impone di fare, il tutto sotto lo sguardo indifferente della padrona che, una volta completata la formalità, fa per dirigersi tranquillamente a casa come niente fosse.
La cosa suscita tutt’altra reazione tra gli increduli LaoWai che incominciano a raccogliere in fretta e furia i bambini dalla piscina mentre i due capi famiglia, decisamente alterati, si avvicinano alla signora Cinese per esternale tutto il loro disappunto per quanto appena accaduto. Purtroppo la signora cinese non parla una parola d’inglese e dal canto loro i due LaoWai inglesi hanno un vocabolario cinese modestissimo per cui la discussione avviene per lo più a gesti supportati a volte da qualche suono onomatopeico per sottolineare i concetti più importanti. Purtroppo però, nonostante l’impegno profuso, le due parti stentano a trovare una base comune di trattativa nel senso che la signora continua a dirigersi verso casa sua non capendo quale fosse il problema e soprattutto perché i due LaoWai continuassero ad urlare e gesticolare in quel modo. Alla fine, dopo essersi reciprocamente “salutati” molto calorosamente, la signora cinese entra in casa con i suoi enormi cani lasciando i due basiti LaoWai sull’uscio.
Tutto sembrava finito lì ma dopo qualche ora un paio di poliziotti bussano alla porta dei LaoWai invitando i due inglesi a seguirli al vicino commissariato per accertamenti. Viene immediatamente chiamata la traduttrice aziendale che li raggiunge poco dopo in un oscuro ufficio di polizia dove trovano la signora dei cani che discuteva animatamente con l’appuntato in servizio… Dopo un po’ i due LaoWai inglesi vengono “interrogati” dall’appuntato dando origine ad una discussione Kafkiana a dir poco esilarante…
-«Allora, qui sembra sia successo qualcosa di piuttosto sconveniente…»
-«Infatti!! Noi si era tranquillamente spaparanzati nella piscina del compound quando è arrivata questa signora con i suoi due enormi cani e uno di questi è stato lasciato fare i suoi bisogni sul bordo della piscina…»
-«Guardi che ci dev’essere un equivoco… io non mi riferivo a questo dettaglio della questione che lei converrà con me è del tutto irrilevante…»
-«Come irrilevante?? Una signora fa fare la cacca al suo cane sul bordo della piscina dove sto nuotando con la mia famiglia e lei dice che questo è irrilevante??»
-«Vede, caro LaoWai, come giustamente mi faceva notare pocanzi la signora, non c’è nessuna legge in Cina che vieti di far fare al proprio cane i bisogni sul bordo di una piscina… anche se nella piscina ci sta nuotando un LaoWai…»
-«Non ci sarà una legge ma rimane il fatto che è qualcosa che non si fa…»
-«Mah… se non è espressamente vietato capisce anche lei che è difficile sostenere che non si possa fare…»
-«---»
-«Quello che invece mi sta dicendo la signora è sicuramente più grave…»
-«E cioè??»
-«E cioè che lei e il suo amico vi siete lasciati andare a commenti razzisti nei confronti della signora…»
-«Ma di cosa sta parlando??»
-«A quanto mi è stato riportato dalla signora, lei e il suo amico, durante la discussione, avete ripetutamente indicato il naso della signora alludendo al fatto che noi cinesi abbiamo il naso piccolo…»
-«Il naso della signora?? Io non ho mai indicato il naso della signora… ho indicato la signora nella sua totalità oltre ad indicare più volte il residuo lasciato dal suo cane sul bordo della piscina… ho anche indicato il cane autore del residuo… nella foga ho sicuramente indicato molte cose ma sempre in senso generale…»
-«Quindi lei ha indicato molte cose tra cui anche il piccolo naso della signora…»
-«Le ripeto che io non ho indicato nessun naso piccolo…»
-«Sarà ma a questo punto, trattandosi chiaramente di un caso di razzismo, devo passare la cosa al mio superiore…»
E così tutti si spostano in un altro ufficio dove il brigadiere in servizio viene ragguagliato sulla situazione…
-«… capisco… male… molto male… per cui i due LaoWai avrebbero fatto esplicito riferimento al fatto che noi cinesi ce l’avremmo piccolo…»
-«Mi scusi brigadiere… giusto per rassicurarmi… stiamo sempre parlando del naso immagino…»
-«Certo… perché??»
-«No niente… come le dicevo, solo per chiarire… temevo che la discussione ci fosse irrimediabilmente sfuggita di mano…»
-«No… qui è tutto sotto controllo… Il problema è che voi avete indicato il naso della signora alludendo al fatto che voi avete il naso lungo e adesso la signora è giustamente irritata…»
-«Ma invece di continuare a parlare di questa storia del naso lungo o corto, vogliamo parlare per un attimo del fatto che il cane della signora ha evaquato l’intestino sul bordo della piscina??»
-«Come sono sicuro le avranno già detto, in Cina non esiste nessuna legge a riguardo e di conseguenza la signora, formalmente, non ha commesso nessuna infrazione… voi invece, indicando ripetutamente il naso della signora, potreste aver commesso un atto con risvolti razzisti…»
-«Ancora con questa storia del naso… io non ho indicato nessun naso… può essere che nella concitazione del momento il mio dito si sia casualmente soffermato all’altezza del naso della signora ma se la cosa è successa, è sicuramente un incidente…»
-«Quindi lei ammette di aver indicato il naso della signora…»
-«Guardi Brigadiere, non posso escludere che io abbia inavvertitamente indicato il naso della signora… ma se l’ho fatto non era sicuramente mia intenzione alludere al fatto che voi cinesi ce l’avete corto e noi lungo… il naso intendo…»
-«Capisco… se lei mi assicura che si è trattato di un incidente potremmo soprassedere… purtroppo però questo sembra non essere l’unico problema…»
-«A cosa si sta riferendo adesso??»
-«La signora mi sta dicendo che oltre ad aver indicato il suo naso, alla fine avete anche esposto delle nudità…»
-«Quali nudità??»
-«Non so… la signora dice che, una volta arrivati nel suo giardino, durante la discussione uno di voi si è abbassato i pantaloni mostrando le terga alla signora…»
-«Ma no… c’è un equivoco… la signora si sta probabilmente riferendo al momento in cui le si stava cercando di spiegare che far fare i bisogni al suo cane sul bordo della piscina era come se noi fossimo andati a fare i nostri bisogni nel suo giardino… siccome chiaramente la signora non capiva il senso di quello che volevamo dire, il mio amico qui, un po’ esasperato dalla situazione, ha simulato l’atto per chiarire in maniera grafica il concetto che volevamo condividere con la signora…»
-«E nel fare questo ha esposto le sue nudità posteriori alla signora…»
-«Solo parzialmente vostro onore… solo parzialmente… può essere infatti che nell’esecuzione della rappresentazione grafica descritta in precedenza, parte  delle terga del mio collega siano state effettivamente rese visibili all’indirizzo della signora ma il tutto, ci teniamo a sottolineare, a scopo puramente didattico ed esemplificativo… mai e poi mai infatti si è voluto in alcun modo mancare di rispetto alla signora…»
-«Mah… certo che voi LaoWai siete proprio strani… comunque, visto che è domenica sera e siamo tutti stanchi, per questa volta, grazie anche alla magnanimità della signora che ha deciso di non procedere nei vostri confronti, la cosa la chiudiamo qui… ma se vengo a sapere che uno di voi due viene scoperto un’altra volta ad indicare nasi o a mostrare terga a scopo didattico/esemplificativo allora vi faccio passare io la voglia…»
-«Grazie Eccellenza… grazie… non si preoccupi… non succederà più…»
-«Molto bene… sono sicuro che ci siamo capiti… andate ora e non peccate più…»

Per cui, caro lettore, ricorda: in Cina mai indicare nasi… e mai mostrare terga… anche se a scopo didattico esemplificativo…

 
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In Thailandia si guida a Sinistra...

Post n°177 pubblicato il 25 Febbraio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Bel posto la Thailandia… proprio un bel posto… Tutti ti sorridono in Thailandia e ti salutano con le mani giunte… che all’inizio ti senti un po’ in imbarazzo quasi non ti sentissi degno di ricevere un saluto a mani giunte… poi però ti adegui e contraccambi anche tu, con le mani giunte chinando leggermente la testa in segno di rispetto per chi ti sta davanti… un bel modo di salutare. Tutti sembrano estremamente gentili ed educati in Thailandia… nessuno ti spinge… nessuno ti vuole montare a cavacecio sulla groppa per passarti davanti… nessuno ti urla sguaiatamente nelle orecchie mentre parla al cellulare… sarà forse che i miei standard si sono abbassati notevolmente negli ultimi anni nel senso che ormai chi incontrandomi non mi sputa sui piedi lo equiparo subito ad un lord inglese… sarà per questo che in Thailandia tutto mi è sembrato “allineato e coperto” come mi dicevano a militare. Davvero un bel posto come dicevo all’inizio. Inoltre tutti sembra parlino inglese in Thailandia… con uno strano accento che alle volte ti viene il dubbio che ti stiano prendendo in giro… ma alla fine non t’importa perché anche se fosse, ti fai prendere in giro volentieri in Thailandia dove tutti ti sorridono e ti salutano a mani giunte… E mentre mi trovavo su una spiaggia bianca di fronte ad un mare ed un cielo azzurro sorseggiando un succo di mango fresco mi sono ritrovato a pensare che è un vero peccato che la fabbrica del mondo non abbiano deciso di farla in Thailandia… E’ stato un errore non farla qui la fabbrica del mondo… Veramente non mi capacito di un errore del genere… In Thailandia probabilmente sarebbe stato tutto più facile… Eppure è Asia anche questa… anche qui la manodopera è a basso costo… anche qui mangiano con le bacchette… anche qui hanno una scrittura incomprensibile… anche qui la lingua funziona con i toni… come in Cina… eppure qui non sembra essere un problema… sarà che qui guidano a sinistra… come ad Hong Kong, Singapore, Malesia, Giappone… posti che sembrano più “normali”… forse è questo… forse se in Cina si guidasse a sinistra tutto diventerebbe magicamente normale. E allora nessun fornitore avrebbe mai richiesto di farmi un audit di qualità per verificare se io, il cliente, sono “degno” e sufficentemente preparato per acquistare i suoi prodotto che per altro sto acquistando e usando da anni… Ed è inutile protestare energicamente per spiegare che, da che mondo è mondo, è il cliente che fa gli audit ai fornitori... non viceversa… non si è mai visto il viceversa… eppure in Cina c’è una prima volta per tutto… anche per l’audit del fornitore al cliente. E anche quando sei tu il fornitore non è che le cose migliorino… è di ieri la richiesta di un cliente che da mesi non mi paga perché, a suo dire, a sua volta il suo cliente finale non lo paga… La soluzione al problema proposta dal mio cliente sarebbe che io paghi un “intermediario” trovato da lui, e che lui assicura ben introdotto nell’ambiente, affinchè “faciliti” il pagamento del suo cliente in modo tale che lui dopo può eventualmente pagare me…
-«Ma scusa… io le macchine le ho vendute a te… perché devo pagare io qualcuno che faccia in modo che tu venga pagato dal tuo cliente che io non conosco nemmeno?? Non avrebbe più senso che te lo pagassi tu questo “intermediario” visto che stiamo parlando del tuo cliente che non paga te??»
-«Io?? E cosa centro io?? Sei tu che vuoi i soldi da me… Io ti sto solo suggerendo come fare… Non è che mi posso mettere a pagare io per te… Dove andremmo a finire altrimenti?? Alle volte a voi LaoWai veramente non vi capisco…»
-«????»
Cose così… Cose che probabilmente non succederebbero se in Cina si guidasse a sinistra… Purtroppo invece qualcuno ha deciso che in Cina bisogna guidare a destra e le conseguenze di questa sciagurata decisione ricadono a pioggia su tutto ciò che succede qui ogni giorno… che spesso di normale ha poco o nulla…
-«Laoda, abbiamo saputo da un nostro infiltrato presso il cliente ad Urumqi che il cliente, per l’ordine corrente, vuole segretamente valutare anche i nostri tempi di reazione… che confronterà con quelli degli altri fornitori…»
-«Beh, le macchine sono quasi finite… che problema c’è??»
-«Il problema è che ci vogliono circa otto giorni per fare arrivare le nostre macchine a Urumqi da qui…»
-«La cosa non mi stupisce… saranno più di quattromila chilometri…»
-«Il commerciale ha detto che dobbiamo fare prima… molto prima…»
-«Quanto prima potremo fare?? Sempre quattromila chilometri sono…»
-«Lo so… lo so… è molto lontano… però forse ho trovato chi ci può aiutare…»
-«E chi è??»
-«E’ uno spedizioniere che ho contattato e mi ha detto che per lui non c’è problema…»
-«Cosa vuol dire non c’è problema??»
-«Che lui ce la può fare… però senza fattura e senza documenti di spedizione…»
-«Esattamente cos’è che può fare senza fattura e senza documenti di spedizione??»
-«Farci arrivare le macchine a Urumqi prestissimo…»
-«Quanto presto??»
-«Un giorno»
-«Un giorno… Quattromila chilometri in un giorno…»
-«Però senza fattura…»
-«Ovvio… senza fattura… Dove si è mai visto che il Bat-Camion emette fattura??»
-«Il Bat che??»
-«Il Bat-Camion… il camion di Batman…»
-«???»
-«E l’assenza di documenti di spedizione immagino sia un accorgimento necessario per salvaguardare l’identità segreta del Bat-Camionista…»
-«Non saprei…»
-«Sono molto combattuto… Certo che far arrivare le nostre macchine al cliente con il Bat-Camion  sarebbe un’azione di marketing mica da ridere… “Noi spediamo celermente perché abbiamo il Bat-Camion!!”»
-«Quindi??»
-«Chissà perché quando capitano queste cose strane c’è sempre di mezzo Urumqi??»
-«Cosa facciamo??»
-«Uno di questi giorni bisogna che mi decida ad andare a Urumqi… Sono veramente molto curioso di vedere cosa c’è a Urumqi…»
-«Allora??»
-«Allora, prima che tu mi faccia perdere del tutto la pazienza, chiama il nostro solito spedizioniere e gli dici di venire a prendersi le macchine Venerdì pomeriggio… che chi va piano va sano e va lontano…»
-«Ma il commerciale ha detto…»
-«Al commerciale di pure che il teletrasporto è momentaneamente rotto ma Scotty dell’Enterprise ci sta lavorando…»

Se solo si guidasse a sinistra…

 
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Entartainment Expenses

Post n°176 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da TomcatUSA
Foto di TomcatUSA

Una delle voci più onerose del conto economico aziendale è quella relative alle così dette “Customer Entertainment expenses” ovvero le spese sostenute per intrattenere i clienti… perché qui in Cina l’intrattenimento dei clienti è una cosa seria… Il cliente qui si aspetta di essere “intrattenuto” e non fa assolutamente mistero del fatto che il suo ordine sarà direttamente proporzionale al tipo di “intrattenimento” che riceverà… La cosa è talmente normale che nessuno si fa alcun riguardo a chiamarti e dirti:

-«Pronto?? Sono il sales manager…»
-«Ah… ciao, come va??»
-«Non c’è male grazie… senti… mi ha appena chiamato uno dei capi del nostro più grande cliente…»
-«Molto bene, fa sempre piacere ricevere notizie dai grandi clienti. Vuole per caso fare un nuovo ordine??»
-«No… vuole fare un viaggio… assieme ai suoi stretti collaboratori… più qualche moglie… e qualche concubina… una dozzina di persone al massimo…»
-«Molto interessante… e dove vorrebbero andare di grazia??»
-«Pensavano in Europa… Una decina di giorni giusto per fare il giro delle capitali europee… Roma, Parigi, Madrid, Vienna…»
-«Capisco… secondo me è un bel viaggio… ma perché mi stai dicendo tutto questo??»
-«Perché non sono interessati a pagare il viaggio…»
-«Davvero?? E chi dovrebbe pagare??»
-«Noi…»
-«Noi??»
-«Si… Voli, alberghi, trasporti… pranzi… cene… tutto a carico nostro»
-«Per una dozzina di persone??»
-«Si…»
-«Con anche le concubine?!?!»
-«Si… anche le concubine…»
-«Per tutte le capitali Europee??»
-«No, non tutte… quasi tutte… Londra ad esempio non l’hanno citata»
-«Meno male… Londra è carissima…»
-«Infatti…»
-«Possiamo rifiutarci??»
-«No… o meglio possiamo ma poi avremmo qualche problema a ricevere ordini da loro… e anche i pagamenti si allungherebbero enormemente… Senza contare il problema di perdere la faccia…»
-«Perché saremmo noi a perdere la faccia… non loro che mi chiedeno di portare le loro concubine in viaggio per l’Europa…»
-«Esattamente… sai come funziona qui… la faccia è molto importante… non si può perdere la faccia…»
-«Per carità… questo è ormai chiarissimo… rimango solo ancora un po’ insicuro sulle modalità che qui ti fanno perdere la faccia…»
-«Non ti preoccupare… col tempo imparerai…»
-«Speriamo… E quindi??»
-«E quindi è meglio che ci affrettiamo ad organizzare il viaggio…»
-«Affrettiamoci quindi… Non c’è tempo da perdere… senti…  a proposito di perdere la faccia… non è che per caso ti hanno anche detto quando hanno intenzione di pagare tutte quelle macchine che da mesi continuiamo a spedire??»
-«No… di questo non hanno parlato… gli sarà passato di mente…»
-«Probabile… con questo pensiero del viaggio immagino saranno tutti estremamente occupati a decidere che vestiti portarsi… questo genere di cose porta sempre un sacco di grattacapi…»

Purtroppo situazioni del genere sono all’ordine del giorno qui in Cina tanto che anche il fine settimana scorso ho avuto in carico una mezza dozzina di ospiti che avevano deciso di passare qualche giorno in totale relax a ZhuHai, Macao e Hong Kong… ovviamente a spese mie.
Stando così le cose, è evidente che anche i rimborsi spese che ricevo regolarmente dai vari venditori e tecnici dell’after sales sono solitamente piuttosto consistenti visto il loro continuo contatto con i clienti… e visto che le “Entertainment expenses” sono una piaga estremamente diffusa e ormai comunemente accettata alla stregua di un male incurabile, in alcuni casi si pone il problema di verificare che qualcuno dei miei venditori e affini non approffitti della situazione e incominci ad usare in maniera impropria il denaro aziendale pagando cene e vacanze premio non alle concubine del cliente ma ahimè alle proprie concubine cosa che porterebbe ad un ROI (ritorno dell’investimento) praticamente nullo… Per cercare in qualche modo di non svilire troppo questo importante indice di performance aziendale, molti mesi fa ho richiesto che tutti i rimborsi spese venissero esplicitati su un apposito modulo in cui bisognava specificare il nome del cliente e il progetto a cui la spesa era riferita oltre ovviamente ad una descrizione della spesa stessa. La cosa era stata accettata di buon grado da tutti e in effetti da subito ho incominciato a ricevere dettagliate note spese che avevano però il grosso inconveniente di essere scritte completamente in cinese… l’unica cosa che riuscivo a capire era la cifra di RMB spesi e niente più cosa che non appagava affatto la mia voglia di conoscere in dettaglio come il denaro aziendale venisse effettivamente “investito”. Il chiedere alla ragazza che mi portava la pila di moduli da firmare di tradurmi in real time cosa ci fosse scritto sui moduli stessi è risultato ovviamente troppo laborioso e soprattutto poco efficace visto che il più delle volte quello che mi veniva tradotto non aveva assolutamente senso. Pensando che il problema fosse la ragazza che avrebbe dovuto tradurmi le note spese, qualche mese fa ho ingenuamente pensato di risolvere il problema chiedendo espressamente che le note spese venissero compilate in inglese in modo da evitare tortuose e strampalate traduzioni che spesso mi lasciavano alquanto perplesso… Ed è stato a quel punto che ho capito che il problema non era la ragazza con il suo inglese un po’ stentorio ma erano proprio coloro i quali compilavano le note spese che evidentemente con il denaro aziendale facevano (e fanno) cose piuttosto curiose…

Qualche giorno fa ad esempio sembra che un venditore, per intrattenere i clienti, abbia deciso di affittare una gru… ho provato a chiedere il perchè dell’insano gesto ma le spiegazioni che mi sono state date erano più incomprensibili dell’affitto della gru stessa e alla fine mi sono arreso… lo stesso giorno un altro venditore avrebbe pagato “l’espansione di un maniero intercontinentale più due bottiglie di refrigerante…” Ok per il refrigerante… ma serviva proprio espandere il maniero intercontinentale?? Comunque il tutto è costato l’equivalente di ottanta euro per cui, tutto sommato, direi che si tratta di una cifra accettabile considerando quanto costa espandere un maniero intercontinentale al giorno d’oggi ragione per cui, alla fine, ho firmato senza battere ciglio. Più problematico è stato invece accettare un “Crown Thong futures” che, non sapendo bene cosa fosse, cercando su google ho scoperto potrebbe trattarsi di una variante del classico perizoma con le piume usato comunemente al carnevale di Rio… più o meno dodici euro… ovviamente sto ancora cercando di capire chi dovesse indossare questo strano capo d’abbigliamento e soprattutto perché… E fin qui tutto bene nel senso che, nonostante qualche perplessità sulle assurdità che stavo di fatto firmando, sono riuscito a mantenere un contegno tutto sommato abbastanza professionale… niente ho però potuto quando mi è stato chiesto di firmare il rimborso per l’acquisto di un “God card center” (???) all’interno del quale sembra si potesse accedere a delle stanze da cui si poteva vedere il futuro (“look at the future through the rooms”)… così almeno era scritto… a quel punto non ce l’ho più fatta e, perdendo ogni contegno, ho iniziato a ridere per mezz’ora senza poter smettere. Alla fine la ragazza che era di fronte a me, un po’ in imbarazzo per il mio strano comportamento, mi chiede:
-«Ma perché ridi tanto??»
-«Perché sono felice…»
-«Felice?? E perché??»
-«Perché se è vero che questo qui ha la carta divina per accedere a questo centro dalle cui stanze si può vedere realmente il futuro, vuol dire che i dati del budget di vendita che mi ha mandato qualche giorno fa sono sicuramente molto accurati…»

 

 
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