Il Pasquino

Luca non era gay


Luca non è gay, ma si trova su un pullman assieme a bestie ed a tutta quella gente che fa dell’indifferenza la sua regola di vita. Viene aggredito, assieme al suo amico, e massacrato. Il branco, per uno sguardo che mai c’è stato, ha scatenato quella rabbia repressa tipica dell’ignoranza, figlia di quella cultura omofoba che attraversa il paese, che trova i suoi alfieri nella destra politica italiana ed in cantautori, come Povia, che si fanno propaganda cantando bugie e bollando l’omosessualità come una malattia che superata… “ti fa stare con lei”. Chi assiste, come l’autista, fa finta di non vedere, non chiama neanche i soccorsi, lascia che Luca quasi venga ucciso…forse perché anche lui pensa che sia gay…o forse perché ha paura, in entrambi i casi dimostra che la sua appartenenza al genere umano è più un danno che una ricchezza. Non è la prima volta, e probabilmente non sarà neanche l’ultima, che quell’ omofobia, così “pacata” e “razionale” negli articoli dei quotidiani e sugli schermi televisivi, mostra la sua vera faccia, una faccia che non può essere altra per chi ritiene il “diverso” un pericolo, un problema da risolvere, un affronto, uno schiaffo alla propria ignoranza, per chi pensa che la libertà debba avere degli steccati, dei muri alzati da una concezione della stessa schiava dei pregiudizi e di un credo che non crede e che offende il credere. Luca non era gay e continua a stare con lei, ma è ridotto in fin di vita perché il razzismo, l’omofobia, quella superiorità di genere, di razza che non esiste è solo violenza pura senza alcuna cultura né pensiero plausibile…è spazzatura, e la munnezza ha solo un pregio…si riconosce perché puzza !