Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

L@ur@

Percorsi letterari

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Dicembre 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 6
 

ULTIME VISITE AL BLOG

PerturbabilelascrivanaI_mie_raccontiil_parresiastarosarioterzomillennimcurrisPerturbabiIebianconigliosdarkloverallelujastellinalamezzamelawalter.marelusimia2005minoc
 

ULTIMI COMMENTI

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« Insegnami a essere figli...Insegnami a essere figli... »

Insegnami a essere figlia: maledetti tabù.

Post n°24 pubblicato il 02 Luglio 2013 da I_mie_racconti

Insegnami a essere figlia: maledetti tabù.
Post n°594 pubblicato il 26 Aprile 2013 da lascrivana

Quando Davide mi comunicò la decisione di volersi arruolare come volontario nell'esercito, mi cascò il mondo ai piedi. Lui, il mio mondo, il mio amore, la mia vita... voleva lasciarmi per andare a morire chissà dove.

L'esercito, lo vedevo come i racconti del nonno sull'ultima guerra; di conseguenza un'improvvisa angoscia mi serrò la gola, facendomi venire anche i crampi allo stomaco. L'idea che andasse a combattere mettendo a repentaglio la propria vita: mi faceva impazzire! Davide non aveva il diritto di prendere una decisione così importante da solo! Allora io non contavo nulla per lui? Ero stata solo un gioco;un trofeo da dividere con i suoi amici? -No... Davide era diverso da tutti i ragazzi che avevo incontrato finora. Magari è solo deluso perché non mi sono concessa a lui-.

Avrei dovuto capirlo da quella sua espressione corrucciata ogni qualvolta mi rifiutavo di rimanere sola con lui. La paura di non riuscire a controllare quel desiderio di diventare finalmente sua: mi costringeva a mantenere le distanze.

Le raccomandazioni di mamma che mi diceva "tanto va il gatto al lardo finché ci lascia lo zampino", mi risuonavano in testa continuamente inibendo i miei istinti. Davide, tra l'altro, sembrava anche tanto infastidito dal fatto che stessi spesso con Simona e Cesare. Possibile che non riuscisse a capire che tra qualche mese Simona si sarebbe sposata e trasferita in America ed io non l'avrei più rivista! In meno di un minuto, mille domande affollarono la mia mente; mentre copiose lacrime mi rigarono il volto affranto dal dolore.

-Come puoi andartene e lasciarmi così Davide! Come faccio a stare senza di te!-

Lo implorai incurante del mio orgoglio e di sembrare patetica.

Alzai il viso inondato di lacrime verso di lui e puntai il mio sguardo nel suo.

Mi accorsi che l'espressione del suo viso, era mutata: da dura e decisa che aveva assunto nel comunicarmi la sua decisione; ora appariva sconcertato e sbigottito.Con le gote arrossate e la bocca tremante, allungò le braccia e mi attirò con forza verso di se. Mi avvinghiai a lui puntandogli la faccia sul suo petto. Asciugai le mie lacrime sulla sua camicia sbottonata e affondai il viso sul torace ricoperto da una lieve peluria: mi lasciai inebriare dal fresco profumo di colonia che esalava dal suo mento e dal collo, e assaporai il dolce salato delle mie lacrime intrise sulla sua pelle. Poi,lui, infilandomi un dito sotto il mento mi sollevò il viso e premette la sua bocca sulla mia, travolgendomi in un lungo bacio appassionato.

Le sue mani iniziarono a diventare più esigenti, mentre continuava a baciarmi dappertutto, con una foga e una passione incontenibile. I nostri cuori battevano così forte, mentre in nostri corpi tremanti aderivano sempre più l'uno all'altro. Mi sentivo braccata da quel desiderio possente di appartenere totalmente a lui. Piangendo, lo implorai di fermarsi altrimenti sarebbe stato difficile trattenermi oltre; e poi avevo una gran paura di fare qualcosa di cui mi sarei pentita in seguito.

Davide, a quelle mie parole, improvvisamente s'irrigidì, e mi allontanò da se imprecando e farfugliando parole incomprensibili.

Cercai di avvicinarmi stringendolo da dietro le spalle; ma lui mi respinse fermamente, implorandomi di non rendere tutto più difficile: altrimenti non avrebbe risposto di se stesso.

Poi senza aggiungere una sola parola in più, e senza nemmeno salutarmi: se ne andò lasciandomi da sola nel vecchio casolare.

Mi guardai intorno, e affranta mi appoggiai con le spalle alla grezza parete di pietra ricoperta di muschio e sostenuta da vecchie travi di legno infracidito. Esausta, mi lasciai cadere a terra pesantemente stringendomi le ginocchia al petto; e battendomi dei leggeri colpetti sulla testa con le nocche delle mani chiuse a pugno, maledendo la mia abilità nel rovinare sempre tutto.

-Perché non riesco a fregarmene come fanno tutte le altre?... Perché mi devo lasciare sommergere sempre dai miei sensi di colpa e dai miei tabù?- 

                                                                 L@ur@

 

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/Narrrazioni/trackback.php?msg=12173589

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
frankcontinel
frankcontinel il 02/07/13 alle 10:24 via WEB
non posso che confermare la buona impressione precedente una prosa ordinata sintetica e che esprime bene i significati da aspiratnte scrittore dilettante non posso che incoraggiarti a continuare così anche alla persona che lo scrive con te questo racconto nello stile mi ricorda qualcuno italiano anche se non riesco a capire chi io sono molto anglofono e tendo a scrivere tanto con una certa libertà ciao all'prossimo post francesco
 
 
lascrivana
lascrivana il 02/07/13 alle 10:53 via WEB
Puoi sempre dare un occhiata al mio blog ufficiale. Si è vero che come scrittrice ho ancora molta da strada da fare; ma è altrettanto vero che possiedo la materia prima di uno scrittore -la fantasia-. L'immaginazione non mi è mai mancata, la tecnica si. Non ho fretta; anche perché scrivere mi diletta, la di la del successo che potrei ottenere come scrittrice. E' fantastico creare... è questa è una delle mie migliori opere che mi emoziona ancora nel leggerla. Grazie a Cantastorie, con questo storia, ho ottenuto molto di più di quanto potessi immaginare. Il risultato ottenuto non ha nulla a che vedere con il successo materiale, o la tecnica, la sintassi e la grammatica. C'è gente che per emozionarsi deve imbottirsi di alcool e di droga... a me basta fare un salto nel mio mondo fantastico. Sono sempre L@ur@
 
LUNA.PIENA40
LUNA.PIENA40 il 05/07/13 alle 15:55 via WEB
si riprende ... si rivivono le emozioni rileggendo questa bellissima narrazione. sereno fine settimana ...
 
 
lascrivana
lascrivana il 07/07/13 alle 14:51 via WEB
Grazie buon fine settimana anche a te.
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.