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Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
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Ho la stessa età della repubblica, anno più anno meno, e non me ne vanto. Per la verità 'sento' (il sentimento della repubblica dovrebbe essere più importante della sua rappresentazione razionale) di avere avuto una lunga storia con questa strana 'cosa pubblica' (res publica) e questa storia – come quasi tutte le storie – è controversa, drammatica e di respiro corto, come per un ansia genetica refrattaria ad ogni cura. E' vero che tra la monarchia e la repubblica – tiriamo il fiato, qualcuno parla ancora di brogli che ne inficiano la legalità – avrei scelto anch'io la repubblica, se avessi avuto l'età per votare, ma più per una congenita antipatia per l'istituto monarchico in sé e per l'assurdo privilegio che viene conferito alla nascita ad un singolo ed alla sua dinastia. Va da sé che, se per una qualche ventura della Storia quella singolarità e quella dinastia fossero state le mie, avrei lottato con le unghie e con i denti per mantenerne i privilegi regali - anche a costo di violente repressioni ad esercito schierato contro le folle dei lazzaroni repubblicani scesi in piazza per contrastarmi e destituirmi. 'Io sono il re e voi non siete un cazzo.' 'A casa, tutti a casa e lavorare sodo e niente ubbie velleitarie.' conoscete gli adagi.
Ma le ragioni di un sentimento confuso e delle molte recriminazioni risiedono anche nella storia successiva alla detronizzazione di un re travicello che consentì alla presa del potere del fascismo e non schierò l'esercito contro i quattro gatti (sorci neri, in verità) della 'marcia su Roma' e non li fece bastonare a dovere con il randello chiodato quando ne ebbe l'opportunità – e oggi siamo costretti ad ascoltare, un giorno si e l'altro pure, le litanie dei professionisti dell'antifascismo da tre palle un soldo e all'inerziale levarsi dell'inno post resistenziale di 'bella ciao' ad ogni alito di vento politico avverso, ahinoi. Per non parlare delle 'pastasciutte antifasciste' (sic) che ci ammosciano tutto l'ammosciabile e ci fanno sorgere il dubbio se una cugina di secondo grado di Elisabetta Seconda non ci avrebbe salvato da tanta ignominia.
E' seguita la 'notte della repubblica', per chi ha ricordo sufficientemente lungo di quegli eventi lontani, ma la repubblica in sé non ha colpa, in verità, solo ci dice la fragilità della sua ossatura politica e come la malattia mentale di pochi esaltati può insidiarne la salute. Ogni tempo unicamente viene ed ha il suo vaso di Pandora di eventi tragici che malamente elaboriamo. https://it.wikipedia.org/wiki/La_notte_della_Repubblica
E, nel novero delle disgrazie e delle resurrezioni, ci mettiamo anche la rivoluzione giudiziaria di 'Mani pulite' – per dire di una corruzione capillare devastante e insidiosa come una metastasi – che portò alla dissoluzione della 'prima repubblica' dei voracissimi partiti- arpie, la democrazia cristiana in testa che defunse e risorse sotto mentite spoglie. https://www.studenti.it/prima-repubblica-italiana-storia-cronologia-protagonisti.html
Vorrete scusarmi se, per tutto ciò esposto, il mio sentimento repubblicano è confuso ed ha necessità di un excursus meditato per capire se ancora vive e si agita dentro di me, cittadino per nascita di questa repubblica. Una repubblica che, per una aggiunta di infamia, si è consegnata mani e piedi legati alla superfetazione politica europea che mi ricorda tanto il terzo canto dell'Inferno dantesco ed nel suo parlamento si può ascoltare l'equivalente dei noti versi danteschi: Quivi sospiri, pianti e alti guai Per tacere dell'ignominia politica di cui alla presente 'guerra di Ucraina' (errori politici marchiani uno via l'altro come per una malata compulsione) giocata sullo sfondo di un disastroso conflitto termonucleare. Temo di non aver nulla da festeggiare il 2 di giugno di ogni anno nuovo. |
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Non c'è solo il suggerimento dello scrittore e filosofo Umberto Eco su qual'è il modo più accorto e furbo di prepararsi alla morte: '... mano a mano che ti avvicini all'età fatale convinciti che il mondo è fitto di 'coglioni' e di gente suonata così che il rimpianto di vita aggiuntiva venga mangiato dall'avvilimento che consegue a questa convinzione (libera citazione). In verità non c'è bisogno di abilmente circuire la propria mente e piegarne artificiosamente le sinapsi e ingannarla per arrivare alla conclusione di cui sopra. La coglionaggine umana è un po' come la 'frociaggine' che denunciava il buon Francesco ormai prossimo alla sua fine: salta agli occhi è nei comportamenti e in piena evidenza nei fatti di cronaca e nelle dichiarazioni televisive di troppi dei nostri politici e genia similare. Prendete il caso del battage di stampa che si è fatto e si fa sulla questione del 'drone russo' caduto sopra un condominio in una cittadina rumena di confine. Come un sol uomo, televisioni e stampa mainstream hanno accreditato la tesi, tutta da dimostrare, che il marchigegno alato fosse russo e, di risulta, che la Russia sia il nemico di Europa sempre pronta all'aggressione suicida contro la Nato (che, di contro, sembra fremere dal Baltico ai Balcani e avere i convulsi per un casus belli che ne giustifichi l'intervento). https://sviluppo2024.tag24.it/1351075-drone-russo-in.... Di casi di operazioni furbesche (false flag) dell'intelligence ucraina è piena la cronaca di questa guerra – che ha al suo attivo la clamorosa distruzione del gasdotto sub acqueo Nordstream e non vede l'ora di provocare l'incidente fatale che manderà in frantumi il fragilissimo diaframma che ci divide dall'orrore di una entrata in guerra di tutta la Nato e l'immediato ricorso al nucleare che ne consegue. Ma se ascoltate le dichiarazioni di quasi tutti i nostri politici e quelle dei donchisciotte e napoleoni europei è un profluvio di accuse apodittiche (e senza uno straccio di prova) alla Russia e nessuna considerazione prudenziale per le aperte smentite che vengono dal Cremlino in proposito. No davvero. Non c'è bisogno di filosofia e di artifici dialettici per convincersi che viviamo in un mondo di follia e di coglionaggine dilagante. |
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Beatrice Venezi no e la moschea dei bengalesi si? Forse non è questa la giusta domanda per capire una città che al 52 per cento dei suoi elettori ha votato Venturini, del centrodestra, e per altri cinque anni 'ciao-ciao'. Forse è sbagliato immaginare il finale di 'Prova d'orchestra' di Fellini applicato a Venezia: di un direttore denegato che torna sul palco e, dopo il crollo della sala delle prove e non ancora diradato il fumo delle macerie, redarguisce i 'professori' fancazzisti con richiami secchi e sonorità del Ventennio famigerato. Dove hanno sbagliato quei tali ed il consesso dei fedeli abbonati a corona? E si poteva fare meglio e con minore spocchia da sopravvissuti di riserva indiana? Ai posteri. La brava Beatrice ha in corso una class action per diffamazione e sarà interessante seguirne il percorso. C'è sempre 'un giudice a Berlino' – magari quello di Venezia regge il confronto e le attese, chissà. Diverso il caso dei pulmini degli elettori 'bangla' portati al seggio con tanto di occhiute spiegazioni sui simboli sulla scheda, chi sono quei partiti e quali programmi hanno, come hanno riportato alcuni giornali. Informare e partecipare è giusto, ma per la moschea si vedrà – magari se ne incaricherà il Venturini sindaco dopo attento esame sull'area di edificazione e sullo sky line inquietante che ne potrebbe derivare. Il minareto e il canto del muezzin a metà notte? Parliamone. Magari via skipe: preghiera silente e personalizzata. Perché, vedete, eravamo ancora freschi di predizione pd che dobbiamo morire islamizzati – e questa storia proprio non ci andava giù dal gozzo, dopo un settantennio di onorato servizio indigeno 'a casa nostra' - e i mercatini di Natale da visitare nella Pusteria, un anno si e l'altro pure. E se è vero che il mondo cambia (oh se cambia!) diamogli una calmata politica, rallentiamo un poco, suvvia! I diritti non sono come i fagioli secchi della tombola, devono maturare e ingrossare sulla pianta secondo le stagioni con la dovuta lentezza di natura, se li vogliamo di qualità. Già ce lo ricordava lo scrittore francese Houellebecq, in una intervista rilasciata al seguito delle polemiche suscitate in Francia dal suo libro 'Soumission', che la cosa più difficile da elaborare dei popoli all'inizio del terzo millennio è lo stress da cambiamento ravvicinato ed a tamburo battente. Tamburo immigrazionista a numeri altissimi di arrembaggi quotidiani ed i problemi conseguenti. L'affanno di Europa-l'accogliente ad oltranza. Abbiamo bisogno di più tempo per le eventuali metabolizzazioni, miei cari, più tempo e molta ponderazione. Guardate quello che succede nelle periferie islamizzate dei 'radicalizzati sul web di seconda e terza generazione di immigrati - che sbroccano a decine e sognano di fare i 'lupi solitari' e vengono inquisiti e messi sotto sorveglianza delle intelligence, nel migliore dei casi. Serve tempo. E gli opportuni provvedimenti preventivi di ordine pubblico, se del caso. |
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Mammaliturchi. Si lo so che devo guardare al titolo de 'Il Giornale' – che è giornale di destra (lo sappiamo) ed i suoi titolisti fanno il gioco di squadra politico e si producono in titoli 'ad effetto' che, forse, non rispecchiano il vero, non del tutto, non troppo presto speriamo. Gli islamici, l'islamismo sono il nostro futuro, come recita il link? 'Mammaliturchi!', si diceva un tempo - quando dalle fortezze erette sulle coste e sulla sommità del monte, dove stava arroccato il villaggio che dava nome all'isola mediterranea, si scorgevano le vele del rapace Saladino o dei suoi seguaci – 'islamici' d'antan che imponevano il loro maledetto impero e obbligavano le popolazioni (in alcuni casi documentati) a 'convertirsi' al Profeta o a perire per mano di spada o di lancia. Qualcuno di voi, di me meno ansioso e preoccupato del nostro futuro islamico, mi dirà, per contro, che qui nel Veneto abbiamo un antico motto (non troppo conosciuto) e recita : 'O basa 'sto Cristo o salta 'sto fosso' – e si suppone che il fosso fosse tanto ampio da non consentire salvezza al pervicace infedele che rifiutava il bacio e la relativa sottomissione e 'saltava' ed affogava. Ad ognuno il proprio 'islamismo radicale' dei tempi grami in cui le antiche fedi si imponevano con la violenza e con gli spadoni dei 'crociati' avi nostri. Il fatto è che io appartengo alla genia dei non convertibili perché atei e laici, ahinoi, e l'idea di un futuro gramo - con maggioranze politiche che si formano grazie ai numeri degli islamici residenti e già 'cittadini' e/o dei 'fratelli mussulmani' riccamente foraggiati dai paesi del Golfo proprio non mi va giù. Non mi va di vivere in un paese che riconoscerà la 'sharia' in tutto ed in parte e l'istituzione di appositi 'tribunali' con giudici ad hoc per i reati ad essa legati. Che già le donne-monache chiuse nel loro atroce 'burqa' mi mettono in forte agitazione e distolgo lo sguardo e passo oltre, come suggeriva il Poeta: 'Non ti curar di lor...' Speriamo che nessuna di coloro finisca in una lista elettorale - con tanto di fotografie dove solo uno sguardo inquietante fuori dalla stretta fessura ti fissa dai manifesti per strada. Bubbole, bugie di fazione destra, allora? Speriamo, auguriamocelo, noi che per uno stato laico abbiamo lottato ai tempi della nostra militanza a sinistra (non secoli fa: f/b mi propone i 'ricordi' di post risalenti al 2013 in cui mi spendevo rabbiosamente quale anti berlusconiano radicalissimo). 'Libera religione in libero stato', dicevamo ingenui, ed oggi abbiamo candidati 'islamisti' nelle liste pd che preferiremmo declinassero l'indigesto attributo, una volta chiamati all'alto compito di rappresentanza, e si dicessero cittadini italiani perfettamente integrati nei valori civici inclusi nella loro cittadinanza e ci rassicurassero. Ma non era meglio 'morire da piccoli'? |
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Le diverse tonalità del verde hanno effetti positivi sulla psiche – e, conseguentemente, sulla salute: mentale e fisica. E le foglie dei diversi alberi danzano coi venti ed emanano le loro fragranze nel fresco del mattino e gli alberi più alti colmano quello spazio esiziale tra la terra ed il cielo e si provano a congiungerli – il resto, l'attenuazione di una violenta luce estiva, lo fanno le mie tende che scendono a ghigliottina e modulano e schermano gli eccessi di luce e calore. Ho la fortuna di aprire le mie finestre di casa ogni mattina su uno spazio verde che resiste, - orti, alberi, prato incolto e polli in felice libertà - miracolosamente, mentre tutto intorno è campo di battaglia per i maledetti costruttori e gli architetti che pranzano a pane e cemento e ci mostrano i tristi, sgraziati parallelepipedi delle case popolari della più vieta architettura anni 60. E, badate bene, tutto questo ambiente naturale è racchiuso in uno spazio 120x90 di là del quale serpeggia la statale, ma le generose chiome degli alberi periferici creano una sorta di 'orto concluso' ed una siepe dell'infinito orizzonte immaginato 'che di tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude'. E, come il poeta, io nel pensier mi fingo. https://libreriamo.it/.../verso-nel-pensier-mi-fingo.../ So che, prima o poi, questa condizione di privilegio finirà e che il figlio od il nipote del contadino che mi ha regalato nove anni di relativa felicità abitativa venderà questo paesaggio di natura ai maledetti costruttori e alle loro ruspe assassine ma, paradossalmente, questa coscienza del limite e della catastrofe incombente fa il paio con quella condizione caratteristica dei 'vecchi' che hanno piena coscienza del loro limite vitale e vivono ogni giorno come un regalo magnifico. A egregie cose... |




Inviato da: cassetta2
il 13/03/2026 alle 13:50
Inviato da: Zero.elevato.a.Zero
il 09/02/2026 alle 16:28
Inviato da: cassetta2
il 13/01/2026 alle 20:10
Inviato da: fedechiara
il 06/01/2026 alle 18:38
Inviato da: cassetta2
il 06/01/2026 alle 16:22