Nebbie e dintorni

Cambi di passo evocati.


Ok. E' stato bello sognare. Un sogno un po' bislacco, ne convengo, ma segnato da una sottile allegria e joie de vivre, come le canzoni in francese che quel tal presidente mancato cantava nei suoi gioiosi convivi e serate eleganti e a bordo delle navi da crociera dove 'animava' le serate al pianoforte e presso l'orchestra nei saloni.Ma evitava di cantare 'Les Feuilles mortes' per non intristire le signore attempate senza cavaliere.E dopo sette anni di ingessature mattarelliche e di noiose interpretazioni risorgimentali del ruolo sarebbe stato davvero un bel vedere e fuochi di artificio, convenitene. Un cambio di passo, un 'boleo' alto e a tutta scosciatura, per restare sul tema del tango.E un'altra grande lezione di vita ci viene da quell'uomo, il Joker mesto dell'ultimo film da Oscar all'interpretazione: che 'si può far senza'. Ci si può ritirare anche avendone i numeri (dicono i suoi) e rinunciare, con profonda tristezza, al sogno che aveva da bambino.Perché noi, comuni mortali, interrogati dai grandi quando eravamo bambini, dicevamo che volevamo fare chi il pompiere, chi il pilota di formula uno, i più presuntuosi e arrivisti precoci perfino gli astronauti che fanno le capriole nello spazio siderale.Lui no. Lui voleva fare il presidente della repubblica.Però un merito ce l'ha. Ci ha indicato che 'il re è nudo' (e non è quasi mai un bel vedere).Ci ha mostrato che non c'è un papabile di razza che sia uno, Draghi a parte che umano non è - e ce lo voterebbero perfino da Urano per posta celere come l'uomo incaricato di riordinare il sistema solare e mescolare le orbite dei pianeti e avvicinarle al Sole.Tutti a rotolare su se stessi, ma ben 'stretti a coorte' con quel che segue (corna e bicorna).E ci sarà da ridere a sentire lo speaker della Camera, fico solo di nome, pronunciare i nomi mosci di presidenti improbabili con sempre maggior delusione nella voce, mano a mano che passano i giorni - e si farà notte e marzo avanzato prima che i partiti, l'un contro l'altro armati, convengano sul meno peggio e che accontenterà tutti al ribasso. Un presidente per stanchezza dell'aula stremata.Beh, domani si comincia, gente. Domani è un altro giorno si vedrà (che Vivien mi perdoni).Cambi di passo evocati.