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Memorie

Post n°2125 pubblicato il 20 Giugno 2022 da fedechiara

Memorie - 20 giugno 2016

E, ogni volta che ci passo davanti, osservo quello spazio vuoto che oggi è sede di mostre e brilla di luci aliene e di una storia nuova – vecchi magazzini e muri scrostati quali luoghi deputati a contenere un futuro di idee e progetti; e faticano a crederti se gli dici che, per venticinque anni, è stata la bottega di frutta e verdura di tuo padre. Una bottega per veri abitanti residenti storici, popolo e radici di avi nostri, e invano gli descrivi come ti appariva da ragazzo quel mondo di aromi e di colori e gente ben descritto dai versi di Neruda: '...metri, litri, essenza / acuta della vita /pesci affastellati, / Trama di tetti dove si smarrivano / freddi raggi di sole, / delirante e fino avorio delle patate, / pomodori ripetuti fino al mare.'
'E una mattina tutto prese fuoco...' continua Neruda, ma per me furono le molte mattine di un precoce 'congedo dai genitori' e l'inizio salvifico di un'altra vita tutta e solo mia perché quella precedente era nata morta e andava seppellito quel tristo dopoguerra della mia nascita fitto di miserie e abbandoni. E tuttavia quegli sprazzi di memoria e visi e colori sono in qualche modo i miei e quella bottega dove il mio avo visse per anni è parte di una delle storie possibili degli universi multi-mondi che ha lasciato traccia nel passato ed è giocoforza recuperarla.
Perché non siamo solo ciò che vogliamo e possiamo ma anche uno strano prodotto alchemico di quello che ci hanno scolpito dentro gli avi, nel bene e nel male, e lo chiamiamo 'memoria'.
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Commenti al Post:
misteropagano
misteropagano il 22/06/22 alle 08:46 via WEB
Una scatola dell'archivio. Stai scrivendo qualcosa sulla biennale della Alemanni? Buondì
 
fedechiara
fedechiara il 22/06/22 alle 12:32 via WEB
Ho visitato alcuni 'eventi collaterali' sparsi qua e là nella città - che non mi hanno mosso emozioni estetiche e/o concettuali degne di menzione. Sono disturbato dalla levata di scudi dei maggiorenti della Biennale a favore dell'Ucraina (il latte avvelenato dei sogni) che vede l'intera chiesa della Misericordia a lei dedicata e le bandiere gialloblu che la circondano all'esterno. Tempi grami e follie di malintesa solidarietà con una nazione che ha combattuto - senza troppo scandalo e denunce in Occidente - una guerra civile contro i russofoni nel Donbass e Lugansk, - con massacri e vittime civili a migliaia per ben otto anni. Una ipocrisia rivoltante questo nostro odierno menar scandalo per il finale intervento della Russia a loro difesa. Con il rischio di scivolare, un giorno dopo l'altro, in una guerra termonucleare.
 
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